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Oltre allo stadio intitolato a suo nome, Diego Armando Maradona potrebbe finire sulle banconote argentine: il suo volto da un lato e l'iconico gol all'Inghilterra al Mondiale del 1986 dall'altro. La proposta è della senatrice Norma Durango, appartenente alla coalizione di governo "Frente de Todos", che ha presentato una progetto di legge perché l'effigie dell'ex Pibe de Oro venga impressa su almeno il 50% delle banconote da 1000 pesos o superiori che saranno stampate nel 2021. Intanto sulla fine del numero 10 entrato nella leggenda continuano le indagini, e le polemiche. Per la morte del campione e per la ricchissima eredità contesa. La figlia Dalma, che sarebbe stata esclusa - insieme alla madre e alla sorella - dal cospicuo monte di soldi,  attacca il legale del padre: "Più vigliacco non potevi essere", mentre il figlio italiano Diego jr, appena uscito da una brutta polmonite da Covid, si chiede cosa sia veramente successo al Pibe de oro e chiede che venga fatta piena luce sulla morte: "Due giorni dopo l'intervento in clinica alla testa di papà ho fatto una videochiamata con lui e stava benissimo, l'ho visto con i miei occhi. Io voglio sapere la verità, se ci sono persone che hanno sbagliato devono pagare e manderò tutti nelle sedi competenti".

Fonte:quotidiano.net

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La polizia della Florida ha fatto irruzione a casa di Rebekah Jones, la scienziata che aveva accusato i funzionari dello Stato di manipolare i dati sul coronavirus per coprire la vera entità della pandemia nello Stato. Quando aveva lanciato questo allarme, la Jones era stata immediatamente licenziata dal Dipartimento della Salute della Florida. Cos’è successo in Florida? La polizia di Stato della Florida ha fatto irruzione nella casa di Rebekah Jones. Si tratta della scienziata che ha creato la dashboard dei dati Covid-19 dello Stato che è stata licenziata dopo essersi rifiutata di manipolare i dati. Dopo il suo licenziamento, ha rilasciato messaggi di posta elettronica dai suoi supervisori che le chiedevano di rimuovere l’accesso ai dati sulla dashboard e di portarlo completamente offline. Il dipartimento delle forze dell’ordine della Florida ha eseguito un mandato di perquisizione. Una decina di agenti armati si sono presentati nella casa della Jones a Tallahassee. Secondo una dichiarazione giurata di un agente che lavora al caso, l’agenzia starebbe indagando se la Jones abbia avuto accesso a un sistema di messaggistica del governo statale senza autorizzazione per sollecitare i dipendenti a parlare dei morti per coronavirus. Jones accusa il governatore DeSantis Dopo l’accaduto, la scienziata ha twittato un video della scena. Ha scritto: “Alle otto e trenta di questa mattina la polizia di Stato è entrata in casa mia e ha preso tutto il mio hardware e la mia tecnologia. Stavano eseguendo un mandato sul mio computer dopo che il Dipartimento della Salute ha presentato un reclamo. Mi hanno puntato una pistola in faccia, e ne hanno puntata una anche contro i miei figli”. In un altro tweet, la Jones ha scritto: “Hanno preso il mio telefono e il mio computer che uso ogni giorno per pubblicare i numeri di casi Covid in Florida e i casi scolastici nell’intero Paese. Hanno preso le prove della corruzione a livello statale. Questo è il governatore DeSantis. Ha mandato la Gestapo”. Secondo gli investigatori Jones avrebbe hackerato il Dipartimento della Salute Secondo l’affidavit di un investigatore del dipartimento, un individuo non autorizzato avrebbe avuto accesso illegale a un sistema di gestione di emergenza del governo statale. Lo scopo era inviare un messaggio di testo a un gruppo di funzionari governativi per esortarli a parlare della crisi del coronavirus. Secondo questo affidavit, il messaggio sarebbe partito da un IP collegato con la casa della Jones. La scienziata ha detto in un’intervista con Chris Cuomo della CNN che non è stata lei a inviare tale messaggio. Ha infatti dichiarato: “Non sono un hacker. Inoltre, il testo inviato contiene molto errori che io non avrei mai commesso”. Jones ha anche sottolineato che i dispositivi che le hanno sequestrato contenevano prove che i funzionari statali mentivano sulla realtà dei casi e dei morti per Covid-19. Rebekah Jones ha affermato nell’intervista di credere che il raid contro di lei sia stato orchestrato dal governatore Ron DeSantis. Ha detto: “Questo è ciò che accade quando si sfidano persone potenti e corrotte. Se pensa che questo mi spaventerà fino a farmi tacere, si sbaglia”. Florida: DeSantis ha ignorato la pandemia L’incidente è avvenuto meno di una settimana dopo che il Sun Sentinel ha pubblicato un rapporto. In questo si afferma che DeSantis, aveva incaricato il portavoce del dipartimento della sanità di evitare di parlare della pandemia  fino a dopo le elezioni. Il Sun Sentinel ha inoltre riferito che DeSantis e i suoi alleati si erano impegnati in una vasta campagna per minimizzare e interpretare male le informazioni sulla pandemia COVID-19. Comprendeva ignorare esperti qualificati in immunologia, diffondere disinformazione attraverso i social media e negare l’esistenza di una diffusione della comunità all’inizio della pandemia.

Fonte:periodicodaily

 

Istanbul è una città unica al mondo in grado di unire la cultura occidentale con quella orientale, con la sua storia, la sua tradizione e la sua immensa eredità culinaria. Da sempre città apprezzata dagli amanti del viaggio e della scoperta di nuovi luoghi, proprio grazie all’atmosfera allegra e al lato più misterioso che la caratterizza. Ma invece dei soliti consigli su cosa visitare a Istanbul, la guida si pone l’obiettivo di svelare alcune delle curiosità più particolari che avrete il piacere di osservare di persona una volta giunti in Turchia. Per poter vivere al meglio questa esperienza alternativa, però, il consiglio è quello di imparare almeno un po’ il turco prima di arrivare sfruttando ad esempio Babbel e la sua app, così da potersi relazionare in maniera più diretta con gli abitanti. A questo punto, non ci resta quindi che vedere insieme alcune curiosità su questa meravigliosa città.

La catena di ferro che chiude il Bosforo

Nel 1110 gli imperatori bizantini fecero costruire una grande catena di ferro per chiudere l’accesso al Bosforo, da sempre riconosciuto come uno dei simboli di Istanbul, e ogni anello aveva un peso di circa 20 chili. Durante il 1453, Mehmet II trovò un modo per superare la catena: spostò via terra i natanti tramite una passerella che costruì in legno e rimise le navi in mare, riuscendo quindi a conquistare la città. La catena venne costruita tra la Torre di Leandro e il quartiere Manganae, ma oggi i suoi frammenti sono presenti in diversi musei della città.

Santa Sofia, la cupola e le rune

Passiamo ora a uno dei simboli principali della città, ovvero Santa Sofia. Sede papale tra il 1204 e il 1261, a seguito della dominazione dell’Impero Ottomano divenne poi una moschea. L’edificio è posto nel punto più alto di Istanbul e la sua cupola ha un diametro di 30 metri: vista dall’esterno quindi, ha un fascino unico nel suo genere. Salendo al secondo piano è possibile trovare i mosaici, tra cui quello raffigurante Costantino e l’imperatrice Zoe che pregano Cristo. Ma non è finita qui! Se queste infatti sono cose che tutti conoscono, dovete sapere che al piano superiore, una volta dedicato alle donne, potete notare due incisioni sul marmo: “Halvdan” e “Are”. Si tratta di iscrizioni runiche che significano “mezzo danese” e “aquila”, chevennero incise da una guardia vichinga dell’imperatore bizantino. Attualmente è visitabile, ma siccome si pensa di renderla nuovamente una moschea è bene correre quanto prima a scoprirla per non lasciarsi sfuggire questa meraviglia.

Come nasce e si prepara un vero kebap

Finalmente arriviamo al cibo, e quando si parla di tradizione culinaria turca non si può non pensare subito al kebap, con la “p” finale, in quanto il termine più noto in occidente “kebab” è in realtà arabo. Il termine in turco indica unicamente la tipologia di cottura arrosto e non un cibo preciso, dunque il kebap che tutti conosciamo prende il nome di “döner kebap”, ovvero “arrosto rotante”, il simbolo dello street food turco, ormai di fama nazionale.

La sua caratteristica principale è proprio lo spiedo verticale, la tecnica dello spiedo arrosto infatti è molto antica e trova riferimenti in moltissime culture occidentali e non, ma si pensa che lo spiedo verticale fosse un’invenzione ottomana.

Tulipani e Yogurt made in Turchia

Se pensate che i tulipani siano olandesi e lo yogurt prerogativa dei greci vi sbagliate di grosso. Il tulipano ha origine proprio in Turchia, e ne è il simbolo: il termine deriva dalla parola “tulbend” che significa “turbante” e l’amore per questo fiore è così intenso che i turchi hanno creato la giornata internazionale del tulipano.

Altro simbolo della città è lo yogurt, quello denso e cremoso che tutti chiamiamo impropriamente yogurt greco. Si tratta infatti in realtà di un piatto di origine ottomana ed è la base dell’alimentazione della popolazione turca, la prima consumatrice di yogurt al mondo.

La chiesa costruita in una notte

Si tratta della chiesa di Santo Stefano dei Bulgari: secondo la leggenda il Sultano aveva acconsentito alla costruzione di una chiesa ortodossa ma solo a patto che questa fosse edificata in una notte. Avvenne nel 1871 e, per riuscire nell’impresa, si narra che i pezzi della chiesa vennero costruiti in ghisa a Vienna, trasportati lungo il Danubio, poi dal Mar Nero fino al Bosforo. Il risultato è un maestoso edifico in ghisa che splende alla luce del sole: assolutamente da non perdere!

Istanbul è una città che da sempre riesce a incantare, ecco quindi tutte le curiosità da conoscere prima di partire.

Fonte:vanillamagazine.it

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