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Protest_Peevski_003

È stata a dir poco burrascoso l'esordio del neo-governo bulgaro, che a poche settimane dalla sua formazione deve far fronte a una nuova ondata di proteste, questa volta contro la nomina di un impopolare deputato del partito turco a capo dei servizi di sicurezza.

Venerdì 14 giugno oltre 10.000 manifestanti hanno sfilato per le strade della capitale Sofia, dopo che il Parlamento ha scelto, in soli 15 minuti e senza alcun dibattito, Delyan Peevski, magnate dei media e membro del Movimento per i diritti e le libertà (MRF), coinvolto in diversi scandali di corruzione.

La manifestazione è stata organizzata nel giro di poche ore tramite i social network; nonostante la pioggia torrenziale migliaia di cittadini infuriati si sono raccolti davanti al palazzo governativo -- con disordini estesisi ad altre zone del Paese.

Sorpreso dall'inattesa portata degli eventi, Peevski ha risposto quasi subito annunciando di essere disposto a farsi da parte, ma la protesta è andata crescendo. Il 16 giugno erano 15.000 le persone radunatesi davanti alla sede del Partito socialista e del MRF, principali sostenitori della nomina di Peevski.

I disordini degli ultimi giorni sembrano addirittura superare in entità quelli conclusisi con le dimissioni del Primo Ministro Boyko Borissov a febbraio, e le conseguenti elezioni anticipate al 12 maggio.

Il blogger e giornalista russo Ruslan Trad rilancia così su Facebook: "Non posso negare un elemento cruciale in queste proteste: il profilo degli indignati è differente adesso. Ho visto molti miei connazionali, gente che conosco, alcuni dei quali non hanno mai partecipato a una manifestazione. Quale motivazione possono avere per scendere in strada contro il governo?"

Luboslava Russeva riassume la situazione sul suo blog: "Sembra un compito difficile commentare questo mostruoso cinismo, quindi cercherò di iniziare con alcuni fatti sulla carriera di "Mr. Braccio Forte". Il settimanale bulgaro Capital, ricorda quale è stato il più grande scandalo a cui è collegato il nome di Peevski, una questione legata alla privatizzazione della Universiadi Hall di Sofia e di un complesso sportivo nella località balneare di Goled Sands.

La madre di Peevski, Irena Krasteva, dirige la Bulgarian Sports Totalizator [organizzazione della lotteria nazionale bulgara]. Grazie a lei, Peevski si è avvicinato al Ministro dello Sport Vasil Ivanov, 'Luciano'. E secondo quanto riportato, è così che queste proprietà sono diventate da statali a partenariato pubblico-privato con una società a cui è legato proprio il nome di Luciano."

Negli ultimi anni, gli scandali di corruzione sono diventati pratica e conoscenza comune tra i cittadini bulgari. Tra questi, il licenziamento per corruzione di Delyan Peevski nel 2007, allora Vice Ministro per la Gestione dei Disastri. Come riportato allora dalla testata Sofia Echo, Peevski è stato poi nominato, il 14 novembre dello stesso anno, giudice istruttore a Sofia per decisione del Consiglio superiore della magistratura. Ulteriore motivo per cui la nomina di Peevski come capo della sicurezza nazionale ha scatenato forti reazioni online.

La giornalista Svetlana Georgieva, sul quotidiano Sega commenta duramente la decisione: "Uno dei nostri peggiori incubi è diventato realtà. La Bulgaria non è più una repubblica democratica parlamentare. Dopo la nomina di Delyan Peevski e nonostante il suo coinvolgimento nello scandalo più ripugnante del secolo, la Paese è diventatato un'oligarchia."

Ivan Bakalov, redattore capo della testata indipendente E-vestnik.bg, descrive a suo modo le autorità: "I politici al potere hanno distrutto totalmente l'impressione che vi sia uno straccio di competenza in questo gabinetto. E anche alcuni ministri sono diventati ridicoli per via della nomina di Peevski, subendone di rifllesso la negatività perchè fanno parte del Consiglio. Non esiste più neppure la speranza che ci fosse un governo relativamente ragionevole, capace di salvare il Paese dall'eredità lasciata dal GERB [l'ex partito di governo]"

E più avanti aggiunge: "Il primo ministro Plamen Oresharki e il Partito socialista hanno avuto il loro momento di gloria, ormai andato; avrebbero potuto resistere alle pressioni per la nomina di Peevski al prezzo delle dimissioni e nuove elezioni in autunno. Con questo gesto avrebbero potuto ricevere applausi e sostegno dagli elettori. Ora è in discussione l'esistenza stessa del governo ed è difficile prevedere quando si arriverà a nuove elezioni."

Mentre molti prevedono per l'attuale governo la stessa sorte del precedente, vanno aumentando le proteste e il malcontento. In particolare su Facebook e Twitter crescono i rilanci sotto l'hashtag дансwithme – gioco di parole basato su "данс", l'acronimo dell'Agenzia di Sicurezza nazionale bulgara, analoga alla pronuncia di "dance" in inglese. Fonte: http://www.lastampa.it/

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