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Le garanzie finanziarie della Riverso stipulate a Sofia e Bucarest. Tra compagnie fallite e vietate

 

Da Serra Scirieddus, tra Gonnesa e Carbonia, a Simeonovo, quartiere periferico di Sofia, Bulgaria, il passo è breve: 2.700 km su quattro ruote. Per arrivarci devi costeggiare la Croazia, la Romania e il Kosovo. I Balcani sono qui, in questo triangolo di guerre fratricide che hanno divelto per sempre la pace di queste terre. Al numero 999 di Via Vets, strade impolverate sino a poco tempo fa, ha sede la Insurance Company "Nadejda", l'ultimo ritrovato del circuito delle compagnie assicurative bulgare e romene. Per assicurare i danni di possibili disastri o mancate bonifiche la Riverso S.p.A, la società della famiglia napoletana dei Colucci che gestisce la discarica di rifiuti pericolosi nell'agro di Carbonia, non ha scelto una compagnia sotto casa. Il viaggio dal profondo Sulcis verso la Bulgaria è infinito, passando per la capitale romena, Bucarest. Arrivare nel sobborgo dei Balcani, ai piedi del monte Vitosha, alle pendici di Sofia, dove ha sede l'anonima compagnia assicurativa, è impresa ardua. Francesco Colucci, patron della Riverso, però, non si è perso d'animo. Per lui la Bulgaria e la Romania sono da sempre dietro l'angolo, soprattutto se c'è da assicurare il presente e il futuro della "sua" discarica.

 

L'asse bulgaro-romeno

 

Quella che stiamo per raccontarvi è una storia scritta su atti e documenti ufficiali, un via vai infinito tra Carbonia e l'asse bulgaro-romeno che dura da oltre 10 anni. È una vicenda che abbiamo ricostruito nei minimi dettagli attraverso una fitta rete di incroci burocratici e autorizzativi, regionali, nazionali e internazionali. Assicurare una discarica, la sua gestione, la sua chiusura e il suo futuro è il cuore dei problemi. Interrare milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi significa dover "garantire" la sicurezza ambientale di oggi e soprattutto di domani. Per questo motivo chi gestisce discariche deve versare cauzioni e fidejussioni che garantiscano la pubblica amministrazione da eventuali pericoli e danni per il presente e per il futuro. Se non hai le garanzie niente discarica, niente rinnovi, niente variazioni dei codici Cer, quelli che servono per incrementare a dismisura i rifiuti e i guadagni. Lo sa bene il patriarca della Riverso che nella terra con l'aria più inquinata d'Europa ha preso casa assicurativa. La discarica di Serra Scririeddus, infatti, è assicurata in Bulgaria, uno dei paesi meno trasparenti sul piano finanziario e assicurativo dell'intera Europa. Un tema, quello delle assicurazioni nei Balcani, caro a diverse direzioni distrettuali antimafia che proprio sul settore dei servizi ambientali hanno da tempo puntato i riflettori. Non è un caso che il 14 gennaio scorso la "Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti" ha pubblicato la prima relazione sulle garanzie finanziarie nel settore delle discariche. Un tema scottante con intrecci spaventosi, nazionali e internazionali.

Filo rosso

Un filo rosso che lega la Bulgaria e la Romania con i rifiuti. Il primo viaggio assicurativo, i signori della Riverso, lo fanno a luglio del 2010. Missione Bucarest, Romania. In quell'occasione Colucci & company devono sottoscrivere un'assicurazione per la gestione operativa e la chiusura della discarica di Carbonia. La compagnia prescelta è la City Insurance. L'importo è di otto milioni di euro. La polizza vale dal 29 giugno 2010 allo stesso giorno del 2018. Contemporaneamente, sempre a Bucarest, sempre con la stessa compagnia assicurativa, Mister Colucci sottoscrive anche la seconda polizza, quella per la gestione post operativa della discarica, altri 3 milioni di euro. Passano appena due anni e la compagnia assicurativa balza agli onori delle cronache. Il Gico, nucleo speciale della Guardia di Finanza, fa saltare per aria un mega appalto assicurativo della Regione veneto. In ballo ci sono 76 milioni per assicurare la sanità veneta. Ad aver vinto l'appalto è proprio la City Insurance.

Fuori la prima

Il colpo è letale. L'Isvap, l'Istituto italiano per la vigilanza sulle assicurazioni il 2 luglio del 2012 sentenzia: divieto di assunzione di nuovi affari sul territorio della Repubblica Italiana con effetto immediato. L'Antimafia di Napoli studia il caso e intravvede legami non sempre al di sopra di ogni sospetto. Non si perde d'animo la Ditta Colucci. La nuova fidejussione necessaria per la modifica dell'Autorizzazione integrata ambientale è cospicua. Servono due garanzie, una da 14 milioni e una da 5 milioni di euro, validità da ottobre 2013 a giugno 2018. Alla Riverso piacciono i Balcani. Ancora una volta in Romania. Sempre a Bucarest, questa volta pieno centro, al numero 35 di via Lascar Catargiu, palazzo stile Liberty.Qui ha sede la Lig Insurance, la nuova compagnia assicurativa dei signori dei veleni. La Provincia di Carbonia-Iglesias non ha nulla da obiettare. E la nuova garanzia finisce agli atti della discarica di Serra Scirieddus con una nuova determinazione, la 319 dell'11 novembre 2013.

La guerra dei Balcani


La guerra nei Balcani è finita da tempo, ma per le compagnie assicurative scelte da Colucci sembra un'ecatombe infinita. Passano meno di tre anni e la gazzetta ufficiale rumena pubblica la sentenza: fallimento. La decisione è dell'Autorità di Vigilanza rumena. La disposizione è una pietra tombale: revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa di Lig Insurance. Per far sparire l'ennesima fallimentare compagnia balcanica dalle garanzie della discarica di Carbonia depositate alla Provincia del Sulcis bisognerà attendere, però, il 25 ottobre del 2016.

La pista bulgara

L'Area dei servizi ambientali della Provincia, ora del Sud Sardegna, senza mai richiamare esplicitamente i due precedenti casi di assicurazioni finite gambe all'aria per la stessa discarica Riverso, accetta, senza colpo ferire, la terza compagnia di assicurazione. Lo sguardo dei Colucci, ancora una volta, traguarda i confini della ex Jugoslavia. Per l'ennesima polizza assicurativa per i possibili danni ambientali nell'area della discarica di Serra Scirieddus questa volta puntano dritti sulla Bulgaria. Serve una garanzia finanziaria sia per le fasi di gestione della discarica che per la sicurezza nei prossimi trent'anni, come prevede la legge. Due nuove polizze in un colpo solo, 14 milioni la prima, 5 milioni la seconda. Il circuito dei Balcani è complesso, ma la famiglia Colucci non ha paura di perdersi.

Avanti un'altra

La scelta ricade sulla bulgara Insurance Company "Nadejda". La partita si gioca su un tavolo da biliardo. Nessun ostacolo. Nessun rilievo. Del resto, avranno pensato alla Provincia di Carbonia-Iglesias, mica salteranno per aria tutte le compagnie assicurative scelte dalla famiglia Colucci per garantire la corretta gestione della discarica. In pochi, però, sono andati a verificare il ginepraio di intrecci che si consumano oltre l'Adriatico. In pochi sanno che in quell'enclave dei Balcani si annidano le più grandi insidie ambientali dell'Italia. Dalla Direzione distrettuale antimafia alle commissioni d'inchiesta parlamentari è un pullulare di indagini. Il quesito è chiaro: cosa si trincera dietro quella rete di assicurazioni che nasce e muore lasciando buchi infiniti nelle garanzie finanziarie necessarie per tenere in sicurezza quelle oasi di veleni in giro per l'Italia? Di certo i Colucci non portano bene alle compagnie assicurative. Dopo City Insurance e la Lig Insurance anche la terza, la Nadejda di Sofia, finisce gambe all'aria. Un anno dopo la stipula della garanzia alla Riverso arriva il verdetto.

Non c'è due senza tre

Il 17 luglio del 2017 l'Autorità di vigilanza bulgara revoca l'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa della Company Nadejda. All'albo pretorio della Provincia del Sud Sardegna, sui 17 atti sottoscritti dall'ente intermedio per la Riverso, non c'è traccia della sostituzione della compagnia assicurativa. Ad oggi, dunque, le garanzie finanziarie sui rischi e possibili danni ambientali sono ancora affidati ad un'assicurazione bulgara senza autorizzazione all'esercizio dell'attività. Un atto al buio per una partita delicatissima come quella ambientale. Una discarica è una potenziale bomba ad orologeria e lo è ancora di più se contiene rifiuti pericolosi. Una garanzia finanziaria credibile e legale sui possibili danni ambientali è un obbligo di legge. A Serra Scirieddus, invece, le sorti sono affidate all'intreccio bulgaro-romeno, fatto di assicurazioni fallite, interdette e senza autorizzazione. I soldi delle garanzie della discarica Riverso, forse, sono conservati alle pendici del monte che circonda Sofia. A 2700 km di distanza da Carbonia. Decisamente molto lontano.

Fonte  Mauro Pili unionesarda.it

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