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Otto organizzazioni bulgare e internazionali hanno firmato un memorandum su un divieto globale di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco nel paese, scrive Xinhua.

 

 Secondo il memorandum - che è stato firmato, dall'ufficio dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in Bulgaria, dall'ufficio bulgaro del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF) e dalla Smoke Free Life Coalition - la pubblicità e la promozione di prodotti nel tabacco "approfondiscono la forte dipendenza da fumo della società bulgara e la dipendenza dalle industrie del tabacco".

 

 Lo scopo del memorandum è sensibilizzare sui problemi causati dalla pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco e focalizzare l'attenzione e gli sforzi delle autorità statali, dei leader politici, dei media e della società civile sulla necessità di risolvere urgentemente questo problema.

 

 "La Bulgaria è tra i paesi europei più colpiti dalle malattie legate al fumo. I ​​giovani, le donne, le persone appartenenti a gruppi vulnerabili e le persone svantaggiate sono i più colpiti", ha affermato il memorandum che è stato avviato dalla coalizione di vita senza fumo con il sostegno  dell'ufficio dell'OMS in Bulgaria e in collaborazione con il Ministero della sanità.

 

 "Tenendo conto del fatto che l'uso del tabacco in Bulgaria costituisce uno dei principali problemi di salute pubblica, l'OMS è molto preoccupata e vorrebbe lavorare a stretto contatto con il governo e altri rappresentanti del settore delle ONG e delle organizzazioni di pazienti per affrontare questo importante problema",  Lo skender Syla, rappresentante dell'OMS in Bulgaria, ha dichiarato alla cerimonia.

 

 C'è un ruolo per tutti in questa nobile missione di salvare vite umane, ha detto Syla.

 

 Petar Paunov, sindaco della città di Kyustendil, che ha anche firmato il memorandum, ha affermato di essere fiducioso che molti bulgari aderiranno all'iniziativa.

 

 Secondo i dati di Eurostat, il 34,8 per cento dei bulgari è fumatori.  Questo è il tasso più alto nell'Unione europea, di cui il dato medio è del 23,9 per cento.

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I miei nonni avevano una bassa scolarizzazione. I miei genitori hanno finito le scuole superiori. Io sono stata la prima della mia famiglia allargata a ottenere un PhD. Da un villaggio in Bulgaria a Ceo della Banca Mondiale – questa è la possibilità!”. È la storia in un tweet dell’irresistibile ascesa di Kristalina Georgieva, 66 anni compiuti lo scorso 13 agosto, che si appresta a vivere un nuovo capitolo della sua scalata per occupare la poltrona di managing director del Fondo monetario internazionale lasciata libera da Christine Lagarde, dal prossimo novembre a capo della Bce. Salvo di colpi di scena, visto che la scadenza per la presentazione delle candidature al ruolo nel Fmi è venerdì 6 settembre e l’ufficialità della nomina si avrà solo il 4 ottobre. Per la candidata bulgara sarà anche cambiato il regolamento dell’istituzione di Bretton Woods, che al momento pone il limite di 65 anni per la sua poltrona più importante.

La consuetudine che vede il vertice del Fmiindicato dall’Europa ne fa il candidato designato, dopo aver superato nella corsa continentale, non senza qualche ostacolo, l’ex presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Appoggiato dalla Germania e dai Paesi del nord, il falco olandese ha pagato le proprie posizioni oltranziste che hanno invece compattato FranciaSpagnaItalia e Paesi dell’est attorno alla figura della Georgieva, sostenitrice di una politica cooperativa e di sviluppo. “Il crescente divario di ricchezza nei Paesi dell’Unione europea minaccia di aumentare il malcontento politico, preparando terreno fertile per i populismi e non per chi possa emergere con soluzioni, ma per chi abbia gli slogan giusti”, ha detto lo scorso anno. Quando è riuscita a convincere anche Donald Trump, detrattore del multilateralismo, a sostenere un aumento di capitale della Banca mondiale, di cui gli Usa sono già maggiori azionisti, per 13 miliardi di dollari.

Al Fmi, spesso criticato come istituzione neoliberista, Georgieva arriva con una eredità piuttosto insolita, essendosi laureata in Economia politica e sociologia nel 1976 all’Istituto Superiore di Economia “Karl Marx”, solo nel 1990 divenuto Università di Economia Nazionale e Mondiale. Nella più antica università di economia in Bulgaria, e tuttora la più grande dell’Europa sud-orientale, Georgieva rimane fino al 1991 come docente. “Ricordo la sveglia alle 4 di mattina per fare la fila per il latte. E quando nel 1991 la cortina di ferro fu abbattuta, ci fu l’incredibile opportunità di vedere il mondo e farne parte”, ha detto recentemente al Times. Intanto nel 1987 si era già trasferita nel Regno Unito, svolgendo ricerche e studi sulle politiche ambientali e sull’economia delle risorse naturali alla London School of Economics, mentre nel 1991 estende le proprie attività in tutto il globo, insegnando all’Università del Pacifico del Sud nelle Isole Figi e all’Australian National University, completando poi il proprio percorso post-laurea presso il Mit di Boston.

Nel 1993 fa il suo ingresso alla Banca Mondiale, come economista ambientale per l’Europa e l’Asia centrale, mentre dal 2000 è Direttrice del dipartimento Ambiente, consapevole che il paradigma della sostenibilità che inizia ad affermarsi in quegli anni è tutt’altro che neutrale. “Non ho mai visto una vera situazione win-win nella mia vita – dichiara all’Economist nel 2002. C’è sempre qualcuno, di solito un gruppo di élite aggrappato alle rendite, che perde. Nello scorso decennio abbiamo imparato che chi perde lotta duramente per essere sicuro che le politiche tecnicamente win-win non vadano troppo lontano”.

Nel 2004 vola a Mosca per 3 anni a guidare la rappresentanza permanente della Banca mondiale nella capitale russa. In buoni rapporti con Vladimir Putin e il ministro degli esteri, Sergej Lavrov, nella corsa al Fmi Georgieva ha incassato anche l’endorsement da parte della Federazione, in una nota del ministro delle finanze Anton Siluanov. “Georgieva è una brillante diplomatica, un’esperta economista, e una donna di finanza competente e altamente professionale. In un contesto di crescente protezionismo nell’economia globale, la sua esperienza nel risolvere i problemi di sviluppo sarà più utile che mai”. Prima alla guida del dipartimento Sviluppo sostenibile, e poi nominata vice-presidente, Georgieva conclude la sua prima avventura alla Banca mondiale nel 2010, quando viene improvvisamente chiamata dal primo ministro bulgaro, Boyko Borisov, a riparare la bocciatura che il Parlamento europeo ha inflitto alla candidata Rumiana Jeleva, in corsa per la Commissione Barroso II.

“Sarò la voce dei senza voce”, afferma Georgieva in audizione. E in carica come commissario europeo per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, alla fine del 2010 viene eletta Europea dell’anno e Commissario dell’anno dalla rivista European VoiceTim King, direttore della rivista, dichiara: “Georgieva è diventata commissario quasi per caso, ma ha impressionato molte persone”. Si distingue nella gestione degli aiuti per il terremoto ad Haiti e le inondazioni in Pakistan, nel suo quadriennio raddoppia i finanziamenti destinati alle vittime di catastrofi e conflitti, e si adopera per standardizzare i sistemi di protezione civile nell’Unione, dopo aver sperimentato le difficoltà del lavoro congiunto da parte delle squadre di soccorso europee. “Letteralmente, i walkie-talkie non si parlavano tra loro”, ricorda.

Sull’ambiente e i cambiamenti climatici, nel 2011, dichiara: “Dobbiamo agire a tutti i livelli: governo, affari, famiglia. Innanzitutto, facendo il possibile per ridurre il nostro impatto sul clima. In secondo luogo, adattando l’economia e il nostro stile di vita a questi cambiamenti. Vale per l’agricoltura, l’assistenza sanitaria, le infrastrutture. In terzo luogo, sapendo che la frequenza e l’intensità delle catastrofi naturali sono aumentate di cinque volte dal 1975, a causa dei cambiamenti climatici. Dobbiamo essere preparati, comprendere i rischi, avere una politica di prevenzione”. Sette anni dopo userà toni più decisi, quasi perentori: “Siamo l’ultima generazione che può fermare il cambiamento climatico”, destinando dagli scranni della Banca mondiale la cifra record di100 miliardi di dollari al finanziamento climatico per il periodo 2021-2025.

Nel 2014 riceve da George Soros il premio della Open Society Foundation, ed entra nella Commissione guidata da Jean-Claude Juncker assumendo l’incarico di vice-presidente e di commissario europeo per il Bilancio e le risorse umane, impegnata a garantire il buon funzionamento dell’amministrazione europea. Unico vice-presidente ad avere il riporto di quattro direzioni generali e quindi a lavorare fianco a fianco con la burocrazia, in questo ruolo fa da mediatrice per portare a casa l’approvazione del bilancio Ue da 161 miliardi di euro, triplica i fondi per le crisi migratorie, e destina aiuti alla Grecia in difficoltà. Ma si scontra con il braccio destro di Juncker e suo capo di gabinetto Martin Selmayr, la cui influenza – secondo quanto riportato da Politico – sarebbe stata definita “tossica”dalla Georgieva. “La Bulgaria avrà sempre un Commissario europeo, ma non potrebbe avere un ruolo così importante alla Banca Mondiale senza di me”, afferma. Così alla fine del 2016 lascia Bruxelles e ritorna a Washington nel ruolo di amministratore delegato, una posizione di nuova costituzione, assumendo anche l’interim alla presidenza, dopo le dimissioni di Jim Yong Kim e prima dell’arrivo di David Malpass.

Negli ultimi anni è stata candidata a segretario delle Nazioni Unite e poi papabile alla presidenza della Commissione europea. Dovrebbe spuntarla ora al vertice dell’Fmi, con l’opportunità di rinnovarne l’immagine sbiadita e correggerne l’azione. Georgieva considera la fiducia un fattore molto importante, sia nelle relazioni tra le persone, sia nei rapporti tra le persone e le istituzioni. “Paesi con bassi livelli di fiducia hanno un minore livello di investimenti, e di conseguenza minori tassi di crescita”, ha detto pochi mesi fa. La fiducia è un elemento chiave anche nel commercio internazionale, il cui progresso è uno degli obiettivi dell’Fmi.

In un vertice dello scorso anno tra Banca mondiale e Fmi, Georgieva dichiarava alla Cnbc: “Il commercio è buono per la crescita, per il lavoro, per ridurre la povertà, ma ci sono Paesi, comunità, persone che non ne hanno beneficiato molto. Bisogna dare attenzione a coloro che sono rimasti fuori dagli effetti positivi, altrimenti rischiamo una crescita del protezionismo. L’equità del commercio e dei suoi benefici rappresentano un argomento di discussione molto importante per la Banca mondiale. Ma non vogliamo assistere a un’inversione di rotta: la torta è diventata più grande e non vogliamo che rimpicciolisca”.Equità, sviluppo, possibilità. Potrebbero essere le parole d’ordine anche del suo prossimo incarico.

Fonte: Il fatto quotidiano 

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Oggi, 6 settembre, la Bulgaria celebra il 134 ° anniversario dell'unificazione del Principato di Bulgaria e della provincia della Rumelia orientale.  Numerosi eventi formali avranno luogo in tutto il paese.  Le celebrazioni culmineranno a Plovdiv, dove il capo dello stato, il presidente Rumen Radev, prenderà parte a una solenne cerimonia in piazza Saedinenie e terrà un discorso.

 

 Secondo i termini del Trattato di Berlino (1878), la Bulgaria meridionale (chiamata Rumelia orientale) fu separata dallo stato bulgaro resuscitato e tornò nell'Impero ottomano con parziale autonomia.  L'unificazione è stata realizzata dopo manifestazioni di massa nella Rumelia orientale seguite da un colpo senza sangue che ha espulso il governo provinciale.  Il 6 settembre 1885 il territorio fu riunificato con il Principato di Bulgaria.

 

 Di solito, le celebrazioni del Giorno dell'Unificazione in Bulgaria si svolgono la notte del 6 settembre a Plovdiv, che un tempo era la capitale della Roumelia orientale quando era una provincia ottomana.  Durante queste celebrazioni partecipano i capi di Stato, il Presidente e il Primo Ministro.

 

 Quando cala la sera del Giorno dell'Unificazione in Bulgaria, ci sono fuochi d'artificio che seguono il richiamo militare nella piazza centrale di Plovdiv.

 

 Per quelli di Sofia, che è la capitale della Bulgaria, le celebrazioni iniziano alla tomba dove giace Knyaz Alexander I Battenberg, il principe tedesco che ha sostenuto l'Unificazione.  Il sindaco di Sofia partecipa a questo evento.

 

 Per quelli di Pleven e Blagoevgrad, le celebrazioni sono programmate anche nel giorno dell'Unificazione, ma in genere variano in base ai partiti governativi e a ciò che vogliono fare in quel giorno.

 

 In questo giorno, tutti gli uffici governativi, le scuole e la maggior parte delle organizzazioni e delle imprese a gestione privata rimangono chiuse.  Se hai intenzione di visitare durante questo periodo, è meglio avere tutto ciò di cui hai bisogno al seguito.  Probabilmente scoprirai che varie cerimonie e celebrazioni si svolgono in varie città e province della Bulgaria e che puoi anche partecipare a queste feste.

 

 Nella maggior parte dei casi, ci sono cerimonie al mattino, insieme a discorsi di quelli al potere e spettacoli pirotecnici la sera per segnare la fine della giornata.  È un evento divertente sia per i locali che per i visitatori.

Foto del giorno

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Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia)

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