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L'Unione europea intende intensificare il dialogo con i paesi dei Balcani occidentali al fine di spiegare i vantaggi del finanziamento attraverso i principali strumenti diretti per i progetti infrastrutturali dell'UE.  Allo stesso tempo, invita questi paesi, quando attirano investimenti da altri partner che aiutano la regione, a prestare particolare attenzione al rispetto delle norme dell'UE.

 

 La portavoce dell'UE Maja Kocijancic ha affermato che il finanziamento di progetti infrastrutturali dell'UE comporta la concessione di sovvenzioni e prestiti con tassi di interesse vantaggioso.  Questo approccio è diverso dal finanziamento cinese, fornito esclusivamente sotto forma di prestiti con implicazioni finanziarie significative.  I governi devono quindi stare attenti che questi investimenti non comportino un elevato indebitamento nei confronti delle economie, il che potrebbe portare al controllo sul trasferimento di risorse strategiche in futuro.

 

 La regione dei Balcani occidentali ha una chiara prospettiva europea ed è chiaro che parte di questo processo comporta la modernizzazione delle infrastrutture in questi paesi.

 

 Secondo l'UE, gli investimenti nella regione devono essere conformi agli elevati standard di approvvigionamento e trasparenza.  Si sottolinea che l'Unione europea si aspetta che i partner dei Balcani occidentali rispettino gli impegni assunti nell'ambito degli accordi di stabilizzazione e di associazione, in particolare per quanto riguarda gli aiuti di Stato e gli appalti pubblici, e per proteggere la sostenibilità fiscale delle loro economie e investimenti.

 

 Maja Kocijancic ha sottolineato che l'UE è il principale partner della regione in termini di commercio e investimenti: il 70% degli scambi dei paesi dei Balcani occidentali è con l'UE e il 60% degli investimenti esteri diretti nella regione proviene dall'UE.

 

 Allo stesso tempo, meno del 6% del commercio e degli investimenti esteri della regione proviene dalla Cina.

 

 Dal 2015 l'Unione europea ha intensificato il suo sostegno allo sviluppo della connettività nella regione con oltre 3,2 miliardi di euro di investimenti, che ha creato nuovi posti di lavoro e integrato le infrastrutture della regione con la rete paneuropea al fine di aumentare il suo potenziale economico e  competitività della regione.

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Il presidente bulgaro Rumen Radev ha posto il veto sulla ratificazione degli accordi per l’acquisto dei caccia americani F-16 e dei relativi armamenti e attrezzature.

Il presidente bulgaro Rumen Radev ha posto il veto sulla ratificazione degli accordi per l’acquisto dei caccia americani F-16 e dei relativi armamenti e attrezzature.

Lo ha comunicato la radio nazionale bulgara, citando l’ufficio stampa del presidente. Il capo dello stato ha affermato che le discussioni provocate dal voto tenutosi in Parlamento (Assemblea nazionale) la settimana scorsa hanno dimostrato che sull’acquisto degli F-16 non si è ancora raggiunto un accordo a livello nazionale.

“Legarsi a degli impegni (tra l’altro per diversi anni a venire) senza un accordo nazionale e senza la convinzione che le condizioni del contratto siano accettabili per entrambe la parti è motivo di grande inquietudine”, ha detto Rumen Radev.

In precedenza il presidente aveva più volte espresso la preoccupazione che i tentativi del Governo di ottenere un prezzo ammissibile avrebbe portato a una notevole riduzione delle capacità di combattimento dell’aereo. Secondo Radev rinunciare anche solo a una parte insignificante del pacchetto può voler dire che il caccia potrebbe anche non essere in grado di decollare.

“Se non ci sarà anche una piccola parte di questo pacchetto necessario, le capacità dell’aereo si ridurranno significativamente e il caccia potrebbe addirittura non decollare”, ha detto il presidente bulgaro la settimana scorsa dopo il voto in Parlamento.

Infatti il giornale bulgaro Epicenter aveva pubblicato una fotografia del protocollo relativo alle trattative tra Bulgaria e USA avvenute a maggio, nel quale la parte bulgara rinunciava completamente al sistema “aria-terra” e riduceva il numero dei piloti che saranno addestrati all’utilizzo degli F-16. Il primo segretario del presidente, Dimitr Stojanov, ha commentato dicendo che la Bulgaria in questo modo avrebbe portato al livello dell’aviazione dell’inizio del XX secolo le dotazioni di un aereo moderno di qualità eccezionale.

Con il voto della settimana scorsa il Parlamento ha approvato l’acquisto di otto caccia F-16, il cui prezzo totale ammonta a 1,256 miliardi di dollari. Gli aerei dovranno essere consegnati entro il 2023.

Venerdì in Parlamento si terrà il secondo turno del voto sugli F-16. Il presidente della Commissione parlamentare per la difesa, il deputato Konstantin Popov, esponente del partito al potere (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria), ha espresso la convinzione che l’Assemblea nazionale supererà con facilità il veto del presidente.

“Sono sicuro che i rappresentanti daranno prova di saggezza. Discutiamone, parliamone in sostanza, ma alla fine è necessario votare a favore del futuro delle forze aeree militari, dell’esercito, a favore della sicurezza del nostro paese e della nostra autorità”, ha dichiarato Popov.

In Bulgaria l'opposizione critica attivamente l'acquisto dei caccia: a giugno Rumen Petkov, presidente del partito Alternativa per la Rinascita Bulgara, ha definito gli F-16 “costosissimi aspirapolveri”, mentre Tasko Ermenkov, deputato del maggiore partito d'opposizione bulgaro, il partito Socialista, li ha paragonati a delle "Lamborghini pazze".

Il vicepresidente dell'Assemblea nazionale bulgara e leader del partito nazionalista Volya, Veselin Mareshka, in un’intervista a bTV, ha affermato che il governo dovrebbe elevare il tenore di vita della popolazione, prima di spendere i soldi dei contribuenti per comprare i caccia F-16.

Fonte: sputniknews.com

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La Bulgaria e la Repubblica della Macedonia del Nord hanno firmato il 23 luglio un protocollo sulla cooperazione intergovernativa nella lotta al traffico  di esseri umani, ha affermato il servizio d'informazione del governo bulgaro.

 

 Per la Bulgaria, il protocollo è stato firmato dal Vice Primo Ministro incaricato dell'ordine pubblico e della sicurezza, Krassimir Karakachanov, e per la Macedonia settentrionale, Vice Primo Ministro e Ministro degli affari interni Oliver Spasovski.

 

 Il protocollo, firmato durante una cerimonia a Ocrida, prevede lo scambio di informazioni e la cooperazione nell'assistenza alle vittime della tratta

Foto del giorno

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Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia)

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