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Епопея на забравените

(Storie di dimenticati) n. 6

Di Tore Zappadu

Anche a Пазарджик (Pazardžik) si può mangiare una pizza buona. Grazie a Paride, la guida ciociara che, da esperto passepartout accompagna la "nostra brigata" italiana in questo delizioso soggiorno bulgaro, abbiamo preso l'abitudine di dedicare, un giorno la settimana, alla degustazione di una pizza, di buona qualità italica e, ovviamente, di prezzo bulgaro. Il nostro rendez-vous si celebra nella zona pedonale del Park минерална баня (Bagni minerali), cosiddetto per via dell'ubicazione delle piscine comunali. La prima volta che Paride mi spiegò il punto di ritrovo mi disse che era vicino alla statua di Cirillo e Metodio. Io, per infantile pudore, non feci capire di non sapere dove diavolo fosse questa statua così importante e significativa.

Ma mi attrezzai subito e, alla fine, non mi ci volle molto per fare la prima diretta conoscenza con questi due grandi geni Europei.

Io non mi intendo di santi e tanto meno posso valutare le loro doti miracolistiche ad essi attribuite, ma se c'è una cosa che mi è piaciuta del pontificato di Giovanni Paolo II è stata la decisione di nominare santi patroni d'Europa Cirillo e Metodio oltre a San Benedetto da Norcia.Il 31 dicembre 1980, infatti, con la lettera apostolica "Egregiae virtutis" volle porre i due fratelli, Cirillo e Metodio, quali patroni d'Europa insieme con San Benedetto, in quanto evangelizzatori dei popoli slavi e dunque della parte orientale del vecchio continente. Trattasi di due santi mai canonizzati dai papi, dei quali soltanto nel 1880 il pontefice Leone XIII aveva esteso il culto alla Chiesa universale.

Da quando frequento con assiduità questa fetta di Europa, mi faccio sempre più convinto di quel che volesse dire il pontefice polacco quando si lamentava di una UE che, nel suo Statuto, tralasciasse di ricordare le sue profonde radici cristiane. Non ho alcuna intenzione di entrare nel merito di una simile disputa dottrinale, anche per la mia proverbiale miscredenza religiosa, ma di sicuro un Popolo che non abbia cognizione delle sue radici, probabilmente non sarà mai davvero un Popolo.

Quel che hanno fatto i due fratelli di Salonicco per tutti noi Europei è qualcosa di immenso e, probabilmente, ancora tutto da scoprire. La grande cultura di Costantino (il nome Cirillo, dal persiano "giovane re", il santo se lo attribuì poco prima di morire a Roma, durante la sua consacrazione a Monaco) gli consentì di compiere quella "congiunzione" tra le culture e le storie orientali e occidentali d'Europa, non solo da un punto di vista religioso, ma anche sociale e politico.

Scrive ancora Papa Woytila: "Cirillo e Metodio sono come gli anelli di congiunzione, o come un ponte spirituale tra la tradizione occidentale e quella orientale, che confluiscono entrambe nell'...unità visibile, nella comunione perfetta e totale". Ho, volutamente, estratto dal contesto i riferimenti alla chiesa Universale cui fa riferimento la lettera del Papa, laicizzando al massimo quel concetto di "congiunzione" e unità che questi padri spirituali dell'Europa hanno saputo regalare alle generazioni future. E, detto tra noi, mi piace pensare che non sia solo l'intuizione di inventare l'alfabeto glagolitico(da "глаголь" che significa "parola"), quel che ha consentito a questi due intellettuali di diventare, a tutto tondo, padri fondatori dell'Europa. Decisivo, per quel che posso capire, è stato anche il momento della persecuzione, anche dopo la morte di Cirillo a Roma il 14 febbraio dell'869 e quella del fratello a Velehrad, nel sud della Moravia, il 6 aprile 885; Metodio (questo il suo nome da monaco, visto che da battezzato si chiamava Michele)prima della morte fu detenuto per due anni in Baviera.

Anche i suoi discepoli vennero incarcerati o venduti come schiavi a Venezia. Una parte di essi però riuscì a fuggire nei Balcani e non a caso arrivano e predicano in Bulgaria, la terra che li accolse allora e nella quale vengono ancora venerati come Sette Apostoli della Nazione. Parlo per l'appunto di Cirillo, Metodio assieme ai loro discepoli Clemente, Nahum, Saba, Gorazd ed Angelario, comunemente festeggiati il 27 luglio.

Da soli, invece Cirillo e Metodio hanno una "giornata speciale e tutta loro", il 24 maggio.

Ma di questo parleremo la prossima volta.

(prima parte-continua)

Cemetery_001

di Tore Zappadu

Non ho mai avuto l’occasione di conoscere Filippo Majorana.

Antonio, riferimento indiscusso della nostra comunità, me ne aveva accennato alcune volte, raccontandomi come fosse arrivato da oltre un anno ed essendosi ammalato gravemente, si adoperava con solerzia e preoccupazione a completar e tutte le pratiche per non lasciare in ambasce suo figlio Max, visto che innamoratosi della Bulgaria, aveva provveduto a comprarsi casa a pochi chilometri da Pazardjik.

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Di Camilla Palagi

Passeggiando nei pressi di Shipka Street mi sono imbattuta in uno spettacolo di giochi con il fuoco, che un'associazione di volontari stava mettendo in scena per il piacere di grandi e piccini che si sono trovati lì in quel momento. Non e' la prima volta che mi capita di vedere uno spettacolo simile in Bulgaria, nei Balcani e' molto tipico l'utilizzo del fuoco per performance di ballo e spettacoli con corde e maschere, dove il fuoco è la principale attrattiva dello show, e creare effetti visivi meravigliosi da guardare è lo scopo. In tutta la Bulgaria una varieta' di danze e giochi di fuoco vengono praticati durante feste tradizionali e ricorrenze speciali. Il rito della danza del fuoco, in bulgaro "Anastenaria", originario del sud della Bulgaria, un tempo era un'usanza proveniente dagli antichi Traci. Si pratica oggi solo in pochi centri montani della regione Strandzha, come Bulgari, Kosti e Brodilovo. Nel 2009, il rituale è stato incluso come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Secondo alcuni studiosi, il rituale in passato veniva eseguito daiTraci durante una manifestazione che aveva lo scopo di elogiare il sole. Ogni anno in primavera, un Festival del Fuoco è tenuto nel piccolo villaggio di Bulgari, splendidamente situato tra le pendici dei Monti Strandzha nella parte sud-occidentale della Bulgaria. Tradizionalmente associati con la festa di SanCostantino e Sant'Elena il 21 maggio, il rituale consiste in una performance di ballo su un tappeto rosso, dove i ballerini sembrano in trance accompagnati dalle cornamuse bulgare dai ritmi frenetici. Lo spettacolo in cui mi sono imbattuta era invece fatto da giochi di fuoco con corde e maschere di animali, le volontarie (provenienti soprattutto dalla Francia) hanno ipnotizzato completamente la platea, e al termine dello spettacolo hanno invitato i piu' piccini sul palco a provare a maneggiare gli strumenti dei giochi di fuoco. Il bello di Sofia e' soprattutto questo, senza un preciso appuntamento, senza una meta in particolare, puoi trovare qualcosa di sbalorditivo proprio dietro l'angolo.

Foto del giorno

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Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia)

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