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Claudia Cardinale con il ministro bulgaro della cultura Vejdi Rashidov. Foto: archivio

L’ attrice italiana Claudia Cardinale è stata premiata, dall’ Accademia bulgara d’ Arte drammatica e cinematografica (NATFIZ),con il titolo di Dottore “honoris causa”. La notizia e` stata diramata dall’ Accademia stessa.

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Fiocco rosa nella redazione di Bulgaria oggi! Il 18 luglio è nata la bimba della nostra collega Lilia Rangelova, fondatrice e caporedattore del nostro sito da lunghi anni. Auguri di cuore a Lilia, alla piccola e anche al papà! Tanta felicità a tutta la famiglia!

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Epopeja na zabravenite

(Ovvero Storie di Dimenticati) n. 9

di Tore Zappadu

A conclusione di questa mia piccola e, in qualche modo, irriverente (in quanto di sicuro non scientifica o accademica) "passeggiata" nella storia del Cirillico e della Bulgaria, mi piace ritornare con lo sguardo esattamente da dove sono partito: la prima volta che Paride mi spiegò il punto di ritrovo per il nostro appuntamento, mi disse che era vicino alla statua di Cirillo e Metodio. Io, per infantile pudore, non feci capire di non sapere dove diavolo fosse questa statua così importante e significativa.

Ma mi attrezzai subito e, alla fine, non mi ci volle molto per fare la prima diretta conoscenza con questi due grandi geni Europei. Tante altre volte, più spesso da solo, talvolta con gli amici, mi è capitato di soffermarmi a riflettere, davanti a questi due Giganti, veri monumenti dell'Europa, su quanta poca attenzione si sia prestato al valore eccezionale della loro opera, da parte dell'Europa burocratica e bigotta.

Io, in quanto sardo, l'ho percepita e fatta mia. Non foss'altro perché da sempre noi che parliamo il sardo, in differenti diramazioni dialettali, non riusciamo ad avere un alfabeto comune e non sappiamo o non siamo in grado di scriverlo dignitosamente.

Ci siamo adattati e visto che siamo un idioma di derivazione latina, i letterati istruiti ci spiegano che è meglio usare le lettere di quell'alfabeto anche se, per le numerose e differenziate forme lessicali, fonologiche, morfologiche e sintattiche che per effetto delle lingue di contatto o di superstrato succedutesi nei secoli e in forza delle varie e, più volte, lunghe, dominazioni subite, la nostra lingua abbia subito non irrilevanti trasformazioni.

Per non farla troppo seria, cito solo alcuni piccoli esempi: in sardo, quantomeno nel ceppo Logudorese ritenuto dai più il padre di tutti i dialetti, quasi non esiste la lettera V. Se si eccettuano le parole importate dall'Italiano (Televisione, Virile, Virtuale etc,), per la stragrande maggioranza dei lemmi, quando parliamo ci "arrangiamo" trasformando la V in B, per esempio Binu (Vino), Bida (Vita) Bacca (Vacca), oppure direttamente con l'elisione per esempio Iazzu (Viaggio) Idda (Città). Per questo, quando Paride mi ha spiegato l'alfabeto Cirillico, ho subito metabolizzato il cambio di consonante, rispetto all'alfabeto italico, della B per la V, anche se spesso vedo che viene pronunciata quasi di soppiatto come una specie di U.

Un altro piccolo esempio è dato da una delle parole più antiche (di sicuro prelatina) che caratterizza tutta la nostra storia: Nuraghe. In campidanese, il dialetto sardo maggiormente parlato nell'isola, questo lemma si scrive comunemente Nuraxi, con la X che dovrebbe pronunciarsi ICS, ma che nel nostro dialetto si pronuncia correttamente come una specie di Sgi, comunque simile alla Ж del cirillico. Insomma lo scriviamo come se si leggesse Nuracsi, ma lo pronunciamo Nurasgi.

Per questo vedendo le contorsioni dei nostri poeti, scrittori e cultori di lingua sarda per cercare di avvicinare lo scritto al parlato (Tzappu per scrivere Zappa con la Z dolce e Tuccaru, per dire Zucchero della Z dura), ammiro ancora di più la fatica e il successo dell'alfabeto Bulgaro che, anche in questo caso ha diversi modi di scrivere la nostra Z.

Per dirla semplice, semplice a Noi Sardi, ma anche a Noi Europei sono mancate figure gigantesche come questi due Santi Fratelli (unici al mondo anche in questo, visto che non c'è nessun altro esempio di fratelli santi).

Infatti, Cirillo e Metodio che oltre al greco, latino, siriaco, arabo ed ebraico, parlavano anche un dialetto bulgaro-macedone, perché cresciuti in un ambiente di coloni slavi, non "inventarono" un nuovo alfabeto, ma diedero una forma definitiva alla scrittura slava, che s'era formata, in questo paese, molto tempo prima, permettendole così di diffondersi rapidamente fra le classi agiate di Russia, Bulgaria, Serbia e Macedonia. A tal fine, essi, per esprimere la particolarità della fonetica, usarono i caratteri della minuscola greca insieme alle lettere slave. Ne venne fuori un alfabeto di 38 lettere, il cosiddetto "cirillico", che ancora oggi è alla base dell'alfabeto slavo.

Più universali di così, davvero difficile immaginarne. Tanto più oggi, in questa Europa sempre più spezzettata e disunita, in cui l'unica lingua e l'unico alfabeto che vale è quello delle Banche e dei conti correnti, ovviamente e rigorosamente in lingua Deutsch.

(9- fine)

Foto del giorno

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Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia)

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