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Il business tradizionale e quello innovativo a volte sembrano due mondi paralleli che però hanno voluto incontrarsi e condividere idee e esperienze nell'ambito dell'evento Cosmos Talks: Pioneers VS Innovators, svoltosi venerdì sera, 27 novembre, nel Cosmos coworking camp, a Sofia. La serata è stata aperta da Angel Terziev, fondatore del Cosmos coworking camp (rappresentate del business innovativo, spesso basato su servizi software o on-line) e dal pioniere d'eccellenza, il presidente di Confindustria Bulgaria, Pietro Luigi Ghia. E' seguita una discussione di circa un'ora, moderata da Valentin Yordanov,  del business tradizionale contro i startups (gli innovativi: digital, programmatori, designer ecc). Vi proponiamo l'emozionante resoconto della serata di uno dei protagonisti diretti: Patrick Pauletto (pioniere), imprenditore italiano da oltre vent'anni in Bulgaria e rappresentante di Tiras Consulting OOD.

Sofia, London, Moskwa fino al Cosmo! Ovvero come i pionieri e gli innovatori condividano lo stesso sentimento di inadeguatezza in questi tempi di profonda r-e-voluzione

Sono entrato nel Cosmos Coworking Space un giorno, così, a curiosare, tanto come per vedere una mano a poker. La tabella "Casa Sicilia" non la vuole togliere nessuno, da questa meravigliosa casa fine '800 a Sofia, nella strada Angel Kanchev n°3. Tutti qui adorano l'Italia, il cibo e l'Italian Style. I ragazzi che mi accolgono, tutti bulgari, tutti giovani, epigoni di un cosmopolitismo trendy, che avrei riconosciuto a Milano, Londra, New York o San Paolo, hanno un sorriso accogliente, gesti e aperture inusuali, bisogna ammetterlo, in queste terre balcaniche, e in questa città in trasformazione costante. La loro iniziativa si chiama, a suggello, "Sofia London Moskwa", fanno marketing, digital development e preparano anche astrosucchi con estrattori e caffé biologico, fanno mostre di arte e fashion con fibre vegetali naturali, come il lino...

In poche chiacchiere, abbiamo scambiato concetti e contatti, così, come postula l'epoca di Facebook, quasi che lo spazio virtuale fosse il presupposto di quello materiale, e non viceversa, come lo concepiamo noi, discepoli della civiltà alfanumerica.

Ho deciso su due piedi di chiedere ospitalità per il party del mio compleanno, per un prezzo giusto, in un contesto architettonico e relazionale straordinario.

Ma i codici binari, di cui si alimentano giornalmente, Angel, Krassi, Elena e la cinquantina di collaboratori e ospiti del coworking space, tutti digital qualcosa, designer, programmatori, innovatori, sono stati sostituiti dalla chimica degli elementi. Dalla tavola di Mendeleiev sono scaturiti e si sono catalizzati tutti gli ingredienti per far partire la discussione che ha aperto e fatto da cornice alla festa: Cosmos Talks: Pioneers VS Innovators

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In qualità di pionieri eravamo in alcuni amici, chi quarant'enne, chi ultra settant'enne, come Pietro Ghia, Presidente di Confindustria della Bulgaria, un pioniere per eccellenza, tutti con un'esperienza di aziende classiche, di squadre e imprese costruite in paesi i più diversi, Italia, Germania, Bulgaria, in epoche con tecnologie molto stanche e laboriose, con tanta fatica e tanta avventura fisica, tante storie e sfide a cui possiamo collegare emozioni, ricordi e sensazioni estremamente terreni e umani. Gente che ha avuto a che fare migliaia di volte con passaporti, certificati di ogni genere, dogane, valute, ecc....Vi era anche un signore belga, distinto e gentile come Dominic Hamers, un amico di quelli che ti onori di poter presentare, il direttore generale di Geotechmin, un gruppo industriale bulgaro che guida il destino di decine di aziende e di più di 4.000 persone che vi lavorano, un uomo che da quella Bruxelles, che dovrebbe aiutarci a gestire questo passaggio, ha scelto, come noi, di restare in Bulgaria, probabilmente convinto che le grandi distanze di solo 15 anni fa si stanno assottigliando, che presto scompariranno del tutto. E poi Boyan Georgiev, uno dei manager bulgari più intelligenti e versatili che io abbia mai incrociato, uno degli esperti bulgari di telecomunicazioni e infrastrutture digitali, le autostrade del futuro, che oggi guida Powernet. Boyan ha una simpatia ipnotica, immediatamente percettibile, dall'interlocutore come dal pubblico, che riconosce in lui l'uomo della transizione, le qualità dell'uomo pratico alfanumerico, che costruisce i presupposti per lo sviluppo virtuale dei servizi professionali della rete. Senza le sue infrastrutture ottiche, nessuna delle grandi idee di internet sarebbe immaginabile.

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Da sinistra, Dominik Hamers, direttore di Geotechmin, Patrick Pauletto, imprenditore italiano (Tiras Consulting), Pietro Luigi Ghia, Presidente di Confindustria Bulgaria e Boyan Georgiev, manager di Powernet

Abbiamo cercato di portare un piccolo contributo come rappresentanti di un mondo che naturalmente si trasformerà, anzi, che si è già trasformato, e che non siamo ancora riusciti a mettere a fuoco. Gerarchie, competenze, luoghi e orari di lavoro, mansioni intese in senso restrittivo, tutto questo è riservato, nel mondo materiale, come specchio di quello virtuale, ad esecutori sempre più anonimi, uomini come software, software come guardiani, passacarte, controllori, compilatori, promotori, disegnatori, calcolatori, ecc....

Il lavoro subordinato, nel senso del capitalismo e in tutte le sue declinazioni note e meno note, dalle varianti del cristianesimo sociale al cooperativismo bianco e rosso o sociale che sia, sarà più un palliativo volto alla ricerca di equilibrio sociale, un reddito di cittadinanza, piuttosto che un percorso di realizzazione professionale e di competenze degli individui. In gran parte lo è già oggi, solo che le lobbies sono ancora molto forti, e gli stati vivono del loro consenso. Ma non ci sono banche, assicurazioni, grossi distributori o produttori di beni di massa che non abbiano già optato per un interfaccia web based. Il rapporto col cliente è già virtualizzato, la mediazione avviene tramite portali, e-commerce, o customer care centers, voci inidentificabili che ci offrono informazioni, suggerimenti, indicazioni, soluzioni.

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Stefan Gantchev, LAUNCHub, Stefan Wladimirov, cofondatore di swiseapp, Stoian Atipov, analista del mercato digitale

Chi erano gli innovatori? In primis, un venture capitalist del rango di Stefan Gantchev (http://launchub.com/team-member/stephane-gantchev), un eterno giovane bulgaro, che ha alle spalle una carriera di quelle da brivido per rapidità e successo in Orange Telecom Francia, e poi come azionista e CEO di Lauchub, un acceleratore, investitore, incubatore di start ups, che lo ha riportato in Bulgaria a portare innovazione e opportunità. Stefan è un ascoltatore e collettore di buone idee e progetti volti a cogliere le opportunità offerte dalla rete. Stefan ha uno sguardo da capitalista del digitale, giovane ma un vero senior del suo settore, probabilmente ormai in grado di valutare un'idea vincente in pochi minuti, di distinguere tra quella che avrà successo e quella che è solo una straordinaria idea. Stoian Atipov, un giovane e brillante analista del mercato digitale, ha esposto nel dettaglio poi quali siano i criteri e gli strumenti del mestiere che determinano, o meno, le condizioni affinché gli investitori venturer, tipo Lauchub e altri che scandagliano la scena alla ricerca dei progetti su cui puntare utilizzano per prendere le proprie decisioni. Stoian vive connesso virtualmente e fisicamente con una rete di collaboratori e assuntori transnazionale, multidisciplinare, informale, con una telefonata o un messaggio su whatsapp incontra l'attenzione di banchieri e broker finanziari, così come di imprenditori del software e di qualsiasi altro ambito. Si sente liberato totalmente dalle mille formalità di noi che siamo adusi ancora a agendine e pezzi di carta volanti, non mostra e non crede ai timori reverenziali, si sente in sinergia e in competizione con chiunque su questo pianeta, che sappia l'inglese o lingue che un traduttore automatico online possa decifrare con una certa qualità, ha uno sguardo da ragazzo esperto e proiettato oltre le mille ritrosie e retaggi che ancorano ancora i più, noi pionieri compresi, ai porti sicuri di un mondo che è già sparato nel cosmo.

Stefan Wladimirov (http://www.stefan-vladimirov.com/page-me/) è il personaggio – Innovatore – della serata, un vulcano di stile e maniere, di design e razionalità. Un giovane bulgaro cosmopolita e dalla forte identità bulgara, che conosce tutte le armi, anche quelle più sofisticate, della rete e del marketing, come da CV formidabile di laureato in Danimarca proprio in queste discipline, e cofondatore di http://swipesapp.com, un'applicazione che già un milione di persone, in tutto il mondo hanno scaricato da internet e stanno implementando nelle loro organizzazioni. Per lui, come per gli altri innovatori, internet offre un panorama completo della loro carta d'identità digitale, che non voglio in alcuna maniera minimizzare con vecchie formule retoriche di noi utilizzatori voyeristici della rete....

È stato emozionante vedere così tante persone di fronte a noi nel pubblico, divise in due gruppi simmetrici agli speakers... professionisti e imprenditori alfanumerici Versus digitali, ma con in comune un senso di inadeguatezza, di anticipo o ritardo sui tempi, quasi immersi in dimensioni tempo-spazio quantistiche, passeggeri di fronte a continue sliding doors....


Roberto_Mulas

Gentili lettori,

La Camera di Commercio Italiana in Bulgaria è lieta di invitarVi all’inaugurazione della Mostra fotografica di:

ROBERTO MULAS

L’evento si terrà il 9 ottobre

presso il Grand Hotel Sofia, Sala Serdika ore 17:30.

La mostra è organizzata dal Circolo Sardica di Sofia in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e la Camera di Commercio Italiana in Bulgaria.

Durante la mostra verranno presentate fotografie scattate in Sardegna, Siria, Turchia, Iraq, sulle problematiche dei nuovi profughi che fuggono dai territori in guerra arrivando in Italia fino alla Sardegna.

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È un anniversario importante quello che Confindustria Bulgaria celebra quest'anno: 15 anni di presenza costante sul territorio bulgaro a supporto delle imprese associate. Rappresentare le imprese italiane in un territorio straniero in continua evoluzione non è stato un compito facile. Abbiamo ripercorso la storia dell'associazione, dall'arrivo delle prime grandi imprese italiane ad oggi, rilevando la sua crescita e sviluppo in questi 15 anni.

L'associazione inizialmente nasce come Comitato Consultivo dell'Imprenditoria Italiana in Bulgaria (CCIIB) su iniziativa dell'allora Ambasciatore d'Italia Alessandro Graffini. E' il 13 aprile 2000. L'obiettivo è di riunire periodicamente le più importanti imprese italiane presenti in Bulgaria e creare un organismo capace di selezionare l'imprenditoria italiana maggiormente rappresentativa. All'inizio la carica di presidente è ricoperta dall'Ambasciatore. Il Consiglio direttivo è composto da 12 membri, sei eletti dall'assemblea dei soci e sei nominati dall'Ambasciatore d'Italia.

Dal 2000 al 2003, il CCIIB passa da 30 a oltre 50 membri, svolgendo una funzione consultiva nei confronti dell'Ambasciata d'Italia e presentando anche le principali problematiche che ostacolano l'attività delle imprese italiane in Bulgaria.

Nel frattempo, la presenza italiana in Bulgaria cresce. "Il momento chiave in questo processo – spiega l'attuale presidente di Confindustria Bulgaria Pietro Ghia – è stato l'acquisto da parte di Unicredit della Bulbank, una delle maggiori banche bulgare." Il consolidamento di grandi imprese quali, Miroglio, Italcementi, Enel, si accompagna all'arrivo di tante piccole e medie imprese, attratte dal concorrenziale costo del lavoro che offre la Bulgaria. "Le aziende italiane hanno visto le potenzialità del Paese." – afferma Ghia – "Poi l'apertura della Bulgaria affinchè arrivassero persone che producessero era grande."

ghiaMastali

Nel 2003, il CCIIB cambia il proprio statuto, affidando all'Ambasciatore il ruolo di presidente onorario e nominando presidente uno degli 11 membri del consiglio direttivo. Cambia anche il sistema di nomina del consiglio, che avviene esclusivamente tramite l'elezione da parte dell'assemblea dei soci.

Viene eletto presidente Renzo Martinelli, imprenditore trentino presente dal 1994 in Bulgaria, tra i fondatori del Comitato e attivo promotore dello sviluppo dell'associazione. Sotto la presidenza Martinelli, il CCIIB continua a crescere e strutturarsi. La segreteria trasloca dall'Ambasciata ad un ufficio indipendente; il numero dei soci cresce, giungendo a quota 100 nel 2006. Il CCIIB inizia a fornire anche i primi servizi, quali la prenotazione di alberghi e la realizzazione di traduzioni. Vengono organizzati dall'associazione anche i primi convegni e seminari.

Nel novembre 2005 Martinelli lascia la presidenza, che viene affidata a Pietro Luigi Ghia, presenza storica dell'imprenditoria italiana in Bulgaria e amministratore di molte società italiane operanti nell'area di Plovdiv. Ghia, che allora era anche Console onorario d'Italia a Plovdiv, presiede il CCIIB fino all'ottobre 2006. "Sono arrivato in Bulgaria nel lontano 1991"- racconta lui – e fino al 2000 i cambiamenti furono molto lenti. Poi tutto cambiò completamente. Sul mercato bulgaro cominciarono ad arrivare grandi società e questo fece aumentare i redditi dei bulgari in genere."

Alla vigilia dell'adesione della Bulgaria all'Ue, ossia l'ottobre 2006, il nuovo direttivo nomina presidente Massimo Bartocci, allora direttore di Miroglio Bulgaria. Il nuovo presidente cerca di incrementare ulteriormente il numero degli associati, puntando sul potenziamento dei servizi e degli eventi associativi. In questo periodo Bartocci e il Direttivo nominano per la prima volta nella storia del CCIIB un direttore, Todor Kotzev. Nasce inoltre la newsletter del Comitato, organo quotidiano di informazione sulla realtà economica e politica della Bulgaria. Affidata a Isotta Galloni, la newsletter (la cui prima edizione viene inviata nel dicembre 2006) diviene in breve tempo un momento di informazione importante per tanti imprenditori italiani in Bulgaria.

Dopo l'1 gennaio 2007, quando la Bulgaria entra nell'Unione Europea si registra una grande crescita economica, il proprio Pil è in aumento di oltre il 5%. Ciò è causato dall'arrivo di ingenti finanziamenti comunitari, dallo sviluppo impetuoso del settore immobiliare, dall'afflusso massiccio di capitali stranieri. Il numero di imprese italiane aumenta ancora ed il CCIIB, anche grazie ad una nuova vitalità nella propria attività, nel 2008 conta circa 180 associati. "Molte delle funzioni dei primissimi anni si sono esaurite con l'ingresso della Bulgaria nell'UE (penso in particolare all'aspetto doganale ed amministrativo) – spiega Mascali - ma sono state sostituite con un sistema di servizi efficient".

Nel settembre 2008 direttore diventa Federico Cassi, che fino a quel momento si occupava della newsletter e curava le comunicazione del CCIIB. La crisi economica internazionale raggiunge anche la Bulgaria ed il CCIIB, al fine di scovare nuove opportunità commerciali per le proprie aziende, inizia ad effettuare visite e studi nei mercati limitrofi della penisola balcanica.

L'8 Aprile 2009, avviene la "storica firma" sull'accordo di collaborazione tra il CCIIB e Confindustria, relativamente dal presidente Bartocci e dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. In questo modo il Comitato diventa interlocutore di Confindustria e suo riferimento per la Bulgaria, aprendo svariate possibilità di sviluppo e dialogo reciproco. La firma avviene durante la visita di una delegazione del CCIIB a Roma, composta oltre al presidente Bartocci, del vicepresidente Roberto Pagani, del segretario generale Federico Cassi, dei consiglieri Aldo Andreoni, Giuseppe de Francesco, Pietro Luigi Ghia e dell'associato Luigi Salvadori. Questo accordo è il primo passo verso l'adesione del CCIIB a Confindustria in qualità di socio aggregato.

Nel frattempo l'associazione sta cambiando: il suo ruolo si evolve e si modifica con l'aumento dei soci, crescono anche i servizi e i momenti di vita associativa. Su proposta del consigliere Aurelio Donati si decide di togliere l'aggettivo "consultivo" dalla denominazione e nel corso dell'Assemblea Generale del 15 ottobre 2009 l'associazione assume il nome di "Comitato dell'Imprenditoria Italiana in Bulgaria" (CIIB). "La ragione per cui l'associazione ha sviluppato un ruolo sempre più rilevante è la capacità di raccogliere e far convivere una pluralità di esperienze diverse" – sostiene l'attuale direttore Mascali. "Per gli imprenditori noi siamo un punto di incontro, di ritrovo, di condivisione delle idee". "Per questo, - aggiunge- nonostante la crisi il numero degli associati è stabile".

Nell'ottobre del 2009 Bartocci è riconfermato alla presidenza; come vice-presidenti, invece, sono eletti il tesoriere Roberto Pagani (altra storica presenza dell'imprenditoria italiana in Bulgaria, Vice-presidente anche nel precedente triennio) e Luigi Salvadori. Si istituiscono inoltre i Rappresentanti Territoriali, con la funzione di mantenere e sviluppare i rapporti tra il Comitato e gli enti locali.

Il 2010 è quindi un anno importantissimo nella vita dell'associazione. Nel febbraio si dà avvio al processo di costituzione di Confindustria Balcani, federazione che raggruppa le associazioni di imprenditori italiani presenti nei Balcani: un percorso totalmente innovativo, che mira a dare una prospettiva organica e integrata alle aziende italiane nella penisola balcanica.

Il 25 marzo, inoltre, il CIIB diventa socio aggregato di Confindustria: il nome dell'associazione cambia in "Confindustria Bulgaria", mentre, in pieno accordo con l'Ambasciatore d'Italia Stefano Benazzo, viene cancellato dallo statuto l'articolo che affida la carica di presidente onorario all'Ambasciatore d'Italia a Sofia, in quale però, diventa "referente politico e istituzionale di Confindustria Bulgaria".

Nel marzo del 2011 Ghia è stato nuovamente eletto presidente, e riconfermato nel novembre 2014. Nel frattempo Roberto Mascali diventa direttore di Confindustria Balcani nel 2011 e di Confindustria Bulgaria nel 2013. "Oggi abbiamo circa 300 soci – afferma Mascali - la maggior parte sono piccole e medie aziende nel settore delle calzature, tessile, metalmeccanica ed elettronica, e recentemente si è ampliato anche il settore dei servizi; un altro elemento importante per noi è l'industria agroalimentare". E aggiunge: "Sono certo però che c'è spazio per un'ulteriore crescita".

Confindustria Bulgaria punta su tre aspetti nella sua missione di supporto alle aziende: informazione, identità e rappresentanza e servizi. "Un altro importante obiettivo è concorrere ad una più ampia conoscenza della Bulgaria in Italia" – spiega il direttore, perchè "siamo spesso impegnati in presentazioni del Paese al fine di attrarre nuovi investitori e migliorare le relazioni commerciali tra i due Paesi." Non manca la volontà di "migliorare i servizi e il supporto messi a disposizione dei nostri associati e in generale delle imprese italiane che operano sul mercato bulgaro o che desiderano farlo." A suo avviso, "i valori associativi sono molto importanti per le aziende oggi, anche perchè uniti si è più forti".

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