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Lo stipendio medio in Bulgaria è quasi quattro volte inferiore rispetto a quello dell’Unione europea mentre il reddito è due volte più basso del livello che dovrebbe essere mantenuto tenendo presente la produttività del lavoro. Lo mostrano i dati della relazione annuale dell’Istituto di analisi economiche presso l’Accademia bulgara delle Scienze (BAN) che ha rendicontato il risultato dopo 10 anni dall’adesione della Bulgaria all’UE. Lo ha comunicato la Radio Darik. Facendo riferimento alla relazione, la Bulgaria continua ad avere lo stipendio medio mensile più basso – 406 euro con una media di 1508 euro per l’intera Unione europea.

Secondo i dati di Eurostat per il 2016 i bulgari percepiscono lo stipendio minimo più basso nell’UE (235 euro) in confronto con i 1498 euro in Germania. I dati mostrano, inoltre, che la Bulgaria mostra anche uno dei livelli più alti di disparità di reddito che aggrava ulteriormente il problema della povertà..

Secondo gli economisti l’aumento dello stipendio reale in Bulgaria indietreggia rispetto al PIL del Paese e l’indicatore pro capite è il 47% dalla media per l’UE.

“In confronto con gli altri Paesi dell’Europa dell’Est che hanno aderito all’UE prima della Bulgaria, esclusi il basso deficit di budget e il debito pubblico, gli indicatori finanziari ed economici della Bulgaria sono i più insoddisfacenti”, ha detto il prof. Ivan Anghelov membro del gruppo degli autori che hanno redatto la relazione.

Nella relazione è scritto ancora che il ceto medio e gli strati più poveri della società in Bulgaria pagano tasse più alte rispetto agli altri Paesi membri. Il contributo dei ricchi al budget consolidato del Paese è pari al 18,5% dell’ utile totale con un livello medio del 32,4% nell’UE. Fatta eccezione per la Croazia e l’Ungheria, la Bulgaria si trova al di sotto del livello del contributo da parte dei ricchi anche in confronto con gli altri Paesi dell’Europa dell’Est.

"Dopo l’adesione all’Unione europea dieci anni fa, per i bulgari che lavorano all’estero si è presentata l’opportunità di mandare soldi alle proprie famiglie in Bulgaria. Nel 2016 questo importo ha raggiunto un totale di 1,7 miliardi di lev”, ha aggiunto il prof. Anghelov.

Facendo riferimento ai suoi commenti, la Bulgaria ha subito perdite e ha perso opportunità dalla membership all’UE. “Siamo stati costretti a chiudere prematuramente unità nucleari nella Centrale nucleare di Kozloduy ed a coprire enormi spese per opzioni sostitutive. Tutto ciò ci è costato 12 miliardi di euro”, ha detto il professore.

Fonte:econ.bg

Incubatore

 

La piattaforma educativa Daskal.eu è diventata la prima azienda bulgara coinvolta nel programma di sostegno start-up FbStart su Facebook. La lettera ufficiale da parte del team dell’ acceleratore afferma che il progetto bulgaro è stato scelto per il suo impressionante livello di sviluppo e per il suo potenziale di espansione futura. FbStart è akseleratorska programma di supporto per le imprese start-up in una fase precoce del loro sviluppo. Finora Daskal.eu è l'unica azienda bulgara a parteciparvi. 

Daskal.eu è una piattaforma online educativa che combina in un’aula virtuale lavagne interattive e altri strumenti di apprendimento utili, tra LMS completi (cosiddetto Learning Management System -. Formazione di gestione del sistema). E 'adatto per scuole, università e singoli docenti. 

L'invito a partecipare è venuto dopo che la società è stata scelta per presentare i loro progetti agli investitori di eventi internazionale per l'innovazione e agli imprenditori di start-up web Summit, che si è tenuto nel mese di novembre nella capitale portoghese di Lisbona. Dopo aver partecipato con successo nel forum  hanno inviato un invito alla squadra bulgara per applicare il programma FbStart e poco dopo è stato approvato l’utilizzo.. 

In qualità di partecipante all'acceleratore su Facebook  la società bulgara riceverà servizi e strumenti del valore di 40.000 dollari e il coinvolgimento di più di 30 aziende partner, tra cui Amazon, UserTesting, Dropbox e MailChimp. L'obiettivo di questo supporto è  di permettere attraverso il suo team di sviluppare e monetizzare  l’utilizzo del progetto educativo. Avrà anche la possibilità di comunicare direttamente con il team su Facebook e avranno accesso a una comunità di start-up di tutto il mondo. 

Daskal.eu è estremamente facile da usare ;la piattaforma ha tutto ciò che è necessario per permettere ad un utente che lavora con il suo computer con connessione internet, un microfono e telecamera. Il sistema è ottimizzato per l'uso da istruzione primaria, secondaria e superiore e può essere adattato in modo flessibile alle piattaforme online disponibili. E 'già utilizzato attivamente dal Technical University - Gabrovo e molte altre scuole. 

 Fonte: radiovox.bg 

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La Bulgaria è la nazione in cui sono presenti più case di proprietà senza alcun mutuo in sospeso relativo all’abitazione. L’81.5% delle dimore sono infatti possedute dalle famiglie, a cui si aggiunge il 2.1% di abitazioni di proprietà ma con un mutuo in sospeso.

In generale, in tutti i paesi ex comunisti dell’Europa Centrale e Orientale la percentuale di proprietari senza mutuo è molto elevata. In Ungheria siamo al 73.5%, che raggiunge l’88.2% aggiungendo le abitazioni su cui ancora pende un mutuo. Una situazione spiegabile dal fatto che, alla caduta dell’Unione Sovietica e dei regimi comunisti, è stato offerto agli inquilini di acquistare le abitazioni in cui risiedevano a un prezzo molto basso.
Al polo apposto i paesi nordici, che registrano una percentuale molto bassa di case di proprietà senza alcun muto pendente. La Norvegia si attesta al 21.9%,la Danimarca intorno al 15%, l’Olanda al 9.8%, la Svezia al 9.2%. Danimarca, Olanda e Svezia sono, al contempo, anche i paesi col maggior numero di dimore in affitto, con le percentuali più alte di tutte le nazioni analizzate e il picco danese del 46%.
L’Italia, tra i paesi presi in analisi, si pone subito dopo le nazioni dell’est Europeo dal punto di vista della percentuale di proprietari senza mutuo. Un paese in cui, tradizionalmente, le famiglie hanno avuto un ruolo importante nel facilitare il possesso di case di proprietà ai figli, tramite eredità o sostegno finanziario. Si registra infatti un 57.6% di proprietari, a cui si aggiunge il 14.2% su cui ancora pende un mutuo, per un totale di 71.8%. Le abitazioni affittate da privati sono il 14.5% del totale, mentre il 4% rappresentano gli affitti a prezzi di mercato ridotti dovuti a sussidi o abitazioni e strutture il cui affitto è stabilito per legge

In Bulgaria  questa tendenza si è accentuata nell’ultimo decennio, anche per la ritrovata flessibilità del sistema bancario e per un mercato immobiliare ricco di offerte e in continua evoluzione.

Foto del giorno

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Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia) 

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