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Alla fine di dicembre 2017, la valuta circolante ha raggiunto 15.703,2 milioni di leva, in rialzo di 1.550,3 milioni, pari al 10,95 per cento rispetto alla fine di dicembre 2016, secondo quanto riferito dalla Banca nazionale bulgara. Durante il precedente periodo di un anno (dicembre 2015 - dicembre 2016), l'aumento è stato inferiore in termini di valore (1.428,1 milioni di leva), ma superiore in termini percentuali (11,22 per cento).

 

La moneta circolante comprende banconote a corso legale e monete con emissione regolare e commemorative emesse dopo il 5 luglio 1999 (comprese quelle ritirate dalla circolazione senza limiti di tempo per lo scambio).

 

A fine dicembre 2017, la quota di banconote nel valore totale della valuta circolante era del 97,64%, in aumento di 0,01 punti percentuali rispetto alla fine di settembre 2017.

 

Il valore medio di una banconota in circolazione alla fine del 2017 era di 33,85 leva, in aumento di 0,18 leva per l'ultimo trimestre dell'anno e di 1,35 leva (4,17%) da fine dicembre 2016, riflettendo una crescita più rapida di 50 e 100 lev. banconote in circolazione di denaro e la sostituzione graduale della banconota da 2 leva con una moneta della stessa denominazione.

 

Alla fine di dicembre 2017, la quota delle monete con emissione regolare del valore della valuta circolante era del 2,31%, in calo di 0,01 punti percentuali rispetto alla fine del trimestre precedente. Il valore medio di una moneta a emissione regolare in circolazione alla fine del 2017 era 0,16 leva, invariato rispetto alla fine di settembre e 0,01 leva in più rispetto a fine dicembre 2016 a seguito del lancio della moneta da 2 leve.

 

Le banconote che circolavano a fine dicembre 2017 erano 452,9 milioni, in aumento di 15,7 milioni (3,60%) da fine settembre 2017. Nello stesso periodo, il valore totale delle banconote in circolazione è aumentato di 610,5 milioni di leva (4,15 per cento), raggiungendo 15.333,2 milioni di leva entro la fine di dicembre 2017.

 

Alla fine del 2017 la banconota da 20 leve occupava la maggior parte del numero di banconote in circolazione (134,4 milioni di banconote o 29,67%). La banconota da 5 leve rappresentava la più piccola parte delle banconote in circolazione (5,95 per cento).

 

Fonte: Sofia

Change

Dal 1 febbraio il lev bulgaro potrà essere cambiato negli uffici di cambio serbi.

 

Con la decisione della Banca nazionale di Serbia il lev bulgaro è stato incluso nelle valute che possono essere scambiate sul mercato dei cambi nel paese.

 

Si prevede di promuovere la cooperazione economica e di stimolare progetti comuni tra Bulgaria e Serbia.

 

È anche importante il fatto che il numero di turisti che attraversano entrambi i lati del confine sia in aumento e che la Bulgaria sia un membro dell'Unione europea e il presidente del Consiglio dell'UE nella prima metà di quest'anno.

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La corsa del Bitcoin continuerà e potrebbe spingere i prezzi della criptovaluta a 50mila dollari il prossimo anno, triplicando il suo prezzo attuale. A esserne convinti sono un trader o un gruppo di trader che hanno scommesso un milione di dollari sul Bitcoin a 50mila dollari nel 2018. Chi ci sia dietro la scommessa non è chiaro, ma negli ultimi giorni sono stati pagati 1 milione di dollari per opzioni per il Bitcoin a 50mila dollari. Se il Bitcoin non supererà tale valutazione entro il 28 dicembre del 2018 le opzioni scadranno e la scommessa sarà ufficialmente persa. Se il Bitcoin salirà sopra i 50mila dollari, invece, le opzioni concederanno ai titolari il diritto di acquistare 275 Bitcoin a 50mila dollari l'uno, in una transazione da 13,8 milioni di dollari. Il Bitcoin, di fatto, sta sconvolgendo il mercato. Nel mondo si sta assistendo ad una vera e propria corsa al “nuovo oro”. Il Fatto Quotidiano, in un reportage firmato da Virgilia Della Sala, ha voluto svelare cosa c’è dietro a quello che in tanti consideravano un fenomeno transitorio.

Dove nascono le criptomonete

La giornalista, per carpire alcuni dei segreti della criptomoneta, si è recata nella Bulgaria ex-comunista, e più precisamente a Kremikovtzi, situata a trenta minuti di auto dalla capitale Sofia. La città, fino agli anni Novanta densamente popolata, ospitava le industrie più produttive del Paese. Migliaia di operai affollavano le industrie specializzate nella lavorazione del ferro, ma oggi di tutto questo non restano che ricordi sbiaditi. Insegne cadenti, e autobus consumati dalla ruggine e ormai coperti dalla neve, sono tutto ciò che resta di quel passato glorioso. Soltanto di recente, molti dei capannoni, sono stati presi in gestione da società estere, principalmente europee, che “fabbricano Bitcoin”.

Le nuove fabbriche producono criptomoneta

Tra le tante società impegnate in quello che viene descritto come un “deserto industriale” ve ne sono anche gestite da italiani. Della Sala ha incontrato Gianluca Mazza e Alekos Filini, che hanno svelato cosa c’è dietro la moneta virtuale che sta facendo impazzire il mondo. I due gestiscono la “0301”, una farm che produce criptovaluta. La sede della società è un palazzone azzurro. “I muri sono scrostati - racconta la reporter - le stanze fatiscenti ma in fase di ristrutturazione. Al piano della fabbrica, il quarto, si accede attraverso un cancello verde: un passo e ci si ritrova in una galleria del rumore. C’è un ronzio fortissimo e costante che aumenta d’intensità a ogni passo”. I due giovani imprenditori ne spiegano l’origine: “Sono le ventole”, indispensabili nonostante il freddo glaciale di Sofia. “Quando Alekos prova a spegnerle - riporta della Sala - l’ambiente si surriscalda in pochi minuti” a causa del calore generato dalle macchine che lavorano senza sosta. “Aprire le finestre non basta, le ventole vengono riaccese dopo poco: le macchine devono stare al fresco altrimenti rischiano di bloccarsi e rompersi”.

In ballo ci sono milioni in criptomoneta

Ogni computer è dotato di sei schede video e ognuno è costantemente impegnato nel far eseguire un programma informatico che lavora per ottenere “un premio”. “Le macchine - spiega Mazza - fanno girare un algoritmo. Il loro lavoro, e la corrente che consumano, viene ripagato in criptovalute che finiscono sul nostro portafogli virtuale”. Alekos e Gianluca ammettono di non esser al momento impegnati con i Bitcoin ma con criptomonete alternative come gli Ethereum e gli Zcash, che successivamente possono esser convertiti in Bitcoin. Produrre direttamente Bitcoin, infatti, non è possibile a causa della Bitmain, società monopolista con sede in Cina. “Periodicamente - spiega Gianluca - l’azienda mette in vendita un migliaio di macchine in stock online e c’è la corsa ad acquistarle visto che per mesi non ne vendono più. In Bulgaria c’è chi le compra a 5mila leva (la moneta bulgara che vale più o meno 50 centesimi di euro) e le rivende al doppio del prezzo. Per aggirare il problema e le truffe, i minatori di criptomonete ricorrono alle schede video. Costano circa 600 euro l’una e il prezzo aumenta al crescere della loro potenza. Nella farm 0301 c’è un investimento di 600mila euro (proveniente da 13 investitori, alcuni dei quali italiani). A gennaio le macchine raddoppieranno e il rientro del capitale è previsto entro un anno”.

Ma perché andare proprio in Bulgaria?

La scelta non è per nulla casuale. In Bulgaria l’energia ha un costo irrisorio. Rispetto all’Italia l’elettricità costa un terzo. “La cosa più difficile da reperire in questo business - spiega Ivan Kamburov, titolare dell’azienda Mint - è l’elettricità. Per questo siamo in questa parte della città: solo 2 stanze consumano come una fabbrica medio-grande, una di queste macchine come una casa con un termosifone durante l’inverno. Cinque macchine consumano come una normale famiglia”. In una sola delle sale si consumano in media 300 Kwatt di energia elettrica l’ora”. In Bulgaria ci sono sostanzialmente le condizioni per intraprendere questo genere di business. “La Bulgaria ha un vantaggio competitivo che le permetterà di diventare leader europeo in questo campo - evidenzia Della Sala -. Si risparmia sia sull’elettricità che sulla manodopera: c’è il 10 per cento di tassazione e la vita costa la metà”. Chi opera in questo settore si dice certo che le criptomonete daranno il via ad una nuova economia. Poco importa se il Bitcoin scomparirà da qui ai prossimi anni. Nel frattempo saranno nate società che avranno maturato delle esperienze importanti e, cosa fondamentale, resterà la tecnologia.

Fonte:Tiscali

Foto del giorno

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Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia)

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