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Dopo la frammentazione delle terre bulgare, secondo il Trattato di Berlino - 1 (13) luglio 1878,  l'unificazione nazionale diventa un ideale per tutto il popolo bulgaro -  unificare la Bulgaria del Nord e del Sud , liberare la Macedonia e la regione di Odrin, che, secondo il trattato di Berlino, restavano sotto il dominio ottomano.

LOTTA PER L’UNIFICAZIONE

Il primo tentativo fu fatto nel 1880 in seguito a controversie di confine tra Turchia, Grecia e Montenegro. Nel mese di maggio 1880 a Sliven, fu  creato un Comitato Centrale del Popolo (K. Velichkov, Ivan Geshov, G. Tilev, G. Stransky e G. Hakanov) con lo scopo  di organizzare la lotta per l'unificazione della Bulgaria.

Su iniziativa del principe Alessandro I , St.Panaretov fu inviato a Londra con la missione di esaminare l'atteggiamento del governo inglese verso l'unione progettata . Le grandi potenze, compresa la Russia si dimostrarono contrarie. Anche il governo liberale di Dr. Tsankov era contro una tale unificazione,  posizione non coordinata con la Russia.

All'inizio del 1884 di nuovo si attivò  un movimento per l’unificazione, legato alle controversie tra i partiti meridionali della borghesia bulgara - il Partito Popolare e il Partito Liberale. Il Partito Popolare nella sua lotta per il potere fece un'ampia campagna pro unificazione e inviò due dei suoi rappresentanti - Eva. St. Geshov e Hr. Hristov a difendere questa causa d'avanti all'Europa. Ma dopo la nomina di D. Krastevich come Direttore Generale della Rumelia orientale, il Partito popolare lasciò il movimento, usando come motivo la situazione internazionale sfavorevole.

Alla fine del 1884 e all'inizio del 1885 la popolazione  nel Principato e nella Rumelia Orientale si agitò dopo gli atti di terrore sui cristiani nella Turchia europea. Su iniziativa di Zahari Stoyanov, nel mese di febbraio 1885, a Plovdiv fu organizzato un  segreto Comitato  centrale rivoluzionario (BTRTSK), che ebbe come scopo " la liberazione definitiva della nazione bulgara, attraverso la rivoluzione armata e  morale" - la liberazione della Macedonia e l'adesione della Rumelia Orientale. In BTRTSK e nei comitati privati, formati più tardi in alcune città e villaggi, partecipavano principalmente ex membri del movimento per la  liberazione nazionale e dei volontari. Parallelamente alla preparazione fu concretizzata anche la

STRATEGIA DELL'UNIFICAZIONE

Tuttavia, la debolezza dello Stato bulgaro e la politica  saccheggiante delle grandi potenze costrinsero gli organizzatori a limitare l'obiettivo del movimento. Il 25 luglio nel villaggio di Dermendere (oggi - Purvenets, distretto di Plovdiv) durante una riunione di BTRTSK, fu deciso di procedere con la lotta solo per "l'unità della Bulgaria  Sud con la Bulgaria Nord sotto la corona del principe Alessandro."

Senza rinunciare alla preparazione di una rivolta popolare di massa, i leader della comitato prestarono un'attenzione particolare alle truppe nella Rumelia Orientale per portarle dalla loro parte. Il comitato strinse delle relazioni con i rappresentanti della borghesia liberale e con alcuni comandanti  dell'esercito nella Rumelia Orientale - Maggiore R. Nikolov, il maggiore D. Nikolaev, il maggiore D. Filov e altri. Fu deciso  di agire verso la metà di settembre. Secondo il piano, approvato il 23 agosto 1885, l'attacco principale era previsto a Plovdiv contro il Konak e gli uffici di rappresentanza; le truppe locali dovevano conquistare Pazardjik e le altre più importanti città della zona.

Nella seconda metà di agosto in molte città ebbero inizio delle agitazioni  e delle manifestazioni; le più importanti furono nel villaggio di Golyamo Konare (oggi Saedinenie), dove agiva Pr. Tishkov (Chardafon il Grande). Il 2 settembre a Panagyurishte si svolse una manifestazione spontanea di protesta, che fu da segnale per altre manifestazioni di massa nella regione. Nei giorni successivi  i cittadini di molti villaggi seguirono l'esempio, anche senza la presenza dei comitati locali di BTRTSK.

Il 6 settembre di mattina presto, le truppe, che si trovavano in prossimità della città, guidate dal maggiore D. Nikolaev e i ribelli di Chardafon Veliki entrarono a Plovdiv, circondarono il Konak e arrestarono G. Krastevich. Il Governo rumeliano fu rovesciato. Venne proclamata l'unificazione della Bulgaria. A Plovdiv fu  formato un governo provvisorio guidato da G.Stransky, che assunse il controllo del potere fino all'arrivo del principe Alessandro I. La proclamazione della riunificazione fu accolta con grande entusiasmo dal popolo bulgaro. Ovunque furono organizzate assemblee locali e manifestazioni di sostegno.

CONSEGUENZE

Dopo l'atto del 6 settembre, la Bulgaria entrò in una situazione internazionale difficile. L'impero ottomano  cominciò a concentrare truppe sul confine bulgaro. Il re serbo Milan Obrenovic diede l'ordine di mobilitare l'esercito serbo. Il 24 ottobre fu  convocata una conferenza a Costantinopoli con la partecipazione dei rappresentanti delle grandi potenze, per risolvere la questione della Rumelia orientale.

 Il Re Milan Obrenovic, sostenuto dall’ Austria-Ungheria, con il pretesto che l'equilibrio sui Balcani era stato violato, il 2 novembre 1885 comandò alle truppe serbe di invadere la Bulgaria. In difesa dell'unificazione del paese, si diffuse un movimento nazionale patriottico di massa. La vittoria dei bulgari nella guerra con la Serbia contribuì ulteriormente a consolidare l'Unificazione.

Autore:Radiovox.bg

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