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Immaginate di essere un alieno, di una civiltà aliena talmente evoluta da essere capace di imbrigliare e usare l'energia di tutte le stelle della galassia. A quel punto, sapete anche che le altre galassie si allontanano sempre più in fretta da voi a causa dell'espansione dell'Universo. Che cosa fareste?

La grande opera. Nel caso in cui la vostra risposta sia andrei subito a prenderle!, avreste dato la stessa soluzione elaborata e pubblicata in questo articolo dal cosmologo e fisico delle particelle Dan Hooper. Secondo Hooper, professore della Chicago University, gli alieni potrebbero aver addirittura già avviato l'opera di importazione stellare!

All'inizio l'universo era molto più piccolo e affollato.
All'inizio l'Universo era molto piccolo e affollato. Col tempo si è "allargato": secondo un filone di pensiero l'espansione continuerà all'infinito.

Alieni formica o alieni cicala? Il nostro universo ha circa 13,8 miliardi di anni, ma si stima che vi siano stelle che possono vivere per più di 10.000 miliardi di anni. Se questo è l'ordine di grandezza il cosmo è davvero ancora giovane, e ha molta energia da distribuire.

Inoltre, stando alle proiezioni, le galassie tra loro più vicine saranno separate dall'energia oscura solo fra 100.000 miliardi di anni. Perché quindi gli alieni dovrebbero preoccuparsi adesso di un problema che si presenterà quando l'Universo sarà diecimila volte più vecchio?

Non rimandare a domani... La risposta, secondo Hooper, sta proprio nell'energia oscura, responsabile dell'espansione accelerata dell'Universo. Significa che non rende solo le altre galassie più lontane, ma le fa fuggire le une rispetto alle altre sempre più velocemente.

Ecco ciò che sappiamo o crediamo di sapere del nostro Universo: poco meno del 5% di ciò che esiste è materia ordinaria (nebulose, galassie, stelle, pianeti, noi stessi...). Di tutto il resto sappiamo dire solo che dovrebbe esserci un 27% circa (in energia) di materia oscura (che corrisponde all'85% di tutta la materia che supponiamo esistere) e di un 68% circa di una ancora più misteriosa energia oscura, di cui non sappiamo dire altro che il nome.

Mettetela in questo modo: un viaggio di un miliardo di anni oggi, sarebbe un viaggio di decine di miliardi di anni domani.

Galassia Groviera. Se questa migrazione stellare stesse accadendo ora, non potremmo comunque percepirla. Ma se fosse cominciata un miliardo di anni fa in un angolo dell'Universo relativamente vicino, dovremmo essere in grado di trovare dei buchi nelle galassie prese di mira. E questo è l'unico aspetto verificabile di un'ipotesi basata su premesse eccezionali.

Fra scienza e poesia. Hooper gioca con l'idea che ci siano alieni super intelligenti che siano giunti alla conclusione che l'universo è condannato a espandersi all'infinitocire a viaggiare a una velocità vicina a quella della luce (forse anche superluminale), ad assorbire l'energia delle stelle grazie a miliardi di sfere di Dyson e persino a spostare le stelle. Avrebbe un tremendo bisogno di strabilianti quantità di energia e non esiterebbe a consumare stelle come noi facciamo col petrolio.

L'idea di Hooper è poco più di un gioco, una bella speculazione, che vede la vita combattere per la sopravvivenza contro la morte dell'Universo.

Fonte:focus.it

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Ai dischi d'oro sistemati all'interno delle sonde Voyager abbiamo affidato l'arduo compito di tracciare un ritratto sintetico della civiltà umana. I supporti progettati da un comitato scientifico diretto dall'astronomo co-fondatore del SETI Carl Sagan e lanciati nello Spazio dalla Nasa nel 1977, contengono 115 immagini che mostrano le più significative esperienze di vita umane e descrivono il nostro Pianeta e il Sistema Solare; una collezione di suoni naturali, come il rumore del vento e dei tuoni o i versi delle balene; una selezione di 90 brani musicali di ogni epoca e cultura, più una serie di saluti cordiali e amichevoli in 55 lingue diverse.

C'è quanto basta per dipingerci come una specie pacifica, evoluta e ricca di cultura: tuttavia, esiste il rischio concreto che questo messaggio venga travisato. Il potenziale "al contrario" dei Golden Records è stato sottolineato da due ricercatrici nel corso del meeting annuale della National Space Society, svoltosi di recente a Los Angeles.

Per Rebecca Orchard e Sheri Wells-Jensen, della Bowling Green State University (Ohio), se una delle due sonde, con il relativo disco, finisse nelle mani di specie con capacità sensoriali diverse dalle nostre (per esempio con un senso in meno, o con organi percettivi a noi sconosciuti), il rischio di equivocare il contenuto del messaggio sarebbe dietro l'angolo.

Un vociare ostile. Le scienziate hanno provato a considerare la fruizione dei contenuti incisi con una visione non umano-centrica: a una civiltà non avvezza al nostro modo di salutare, per esempio, la successione di messaggi di benvenuto potrebbe sembrare costruita verso un crescendo sempre più aggressivo, e suonare come la registrazione di un litigio. L'alternanza di grammatiche diverse darebbe poi l'impressione di una civiltà umana con un linguaggio destrutturato e privo di logiche. Questo, sempre che E.T. abbia il senso dell'udito.

Ma che razza di musica ascoltano? Anche la selezione di brani musicali, da Bach e Stravinsky alle musiche tradizionali di Giava, fino al folk della Bulgaria, rischia di mettere in difficoltà una specie che volesse trovare una coerenza nella transizione tra un genere e l'altro. E non mancherebbero problemi nella fruizione: i Golden Record recano incisioni di immagini da una parte e di suoni dall'altra. Se un ascoltatore extraterrestre provasse a collegare un lato del disco all'altro, potrebbe pensare che ci piacciono fiori che fanno rumore di sega elettrica.

Inutile pensarci adesso... Chi spera che qualche fraintendimento ci sia - vorrebbe dire che non siamo soli - dovrà però armarsi di pazienza: anche se la Voyager 1 si trova ormai a 21 miliardi di km dal Sole, al confine tra il Sistema Solare e lo Spazio interstellare, l'oggetto più distante mai spedito nello Spazio impiegherà, alla velocità attuale, almeno altri 40 mila anni per raggiungere il più vicino sistema stellare. Per preoccuparci, c'è ancora tempo.

Fonte:focus.it

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  • Un gruppo di fisici di Harvard ha scoperto che probabilmente il nostro universo finirà come è iniziato: con un Big Bang.
  • Il secondo Big Bang potrebbe essere causato da un cambiamento nella massa del bosone di Higgs che consumerebbe ogni cosa nell’universo e stravolgerebbe le leggi della fisica.
  • I ricercatori ritengono che il nostro universo potrebbe finire approssimativamente tra 10 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di anni.

L’universo potrebbe finire nello stesso modo in cui è stato creato: con un improvviso grande scoppio.

È quanto avrebbe dedotto una nuova ricerca condotta da un gruppo di fisici di Harvard secondo cui la destabilizzazione del bosone di Higgs — una minuscola particella quantica che conferisce massa ad altre particelle — potrebbe portare a un’esplosione di energia tale da consumare ogni cosa nell’universo conosciuto e stravolgere le leggi della fisica e dalla chimica.

Nell’ambito del loro studio, pubblicato lo scorso mese nella rivista Physical Review D, i ricercatori hanno calcolato quando potrebbe finire il nostro universo.

Niente di cui preoccuparsi al momento. La fine è stabilita tra 10 alla  139sima anni, vale a dire 10 seguito da 139 zeri, ouna cifra nell’ordine dei miliardi di miliardi di miliardi di miliardi  di miliardi di miliardi  di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di anni nel futuro.

E sono sicuri almeno al 95% — una misura statistica della certezza — che l’universo durerà come minimo altri 10 alla 58esima anni.

Ecco come finirà il nostro universo: “Inghiottito dai buchi neri”

Il bosone di Higgs, scoperto nel 2012 da ricercatori facendo scontrare tra loro protoni subatomici nel Large Hadron Collider, ha una massa specifica. Secondo il New York Post, se i ricercatori hanno ragione, tale massa potrebbe cambiare capovolgendo la fisica e sconvolgendo gli elementi che rendono possibile la vita.

E invece di bruciare lentamente per miliardi di anni, un bosone di Higgs instabile potrebbe creare un’esplosione istantanea, come il Big Bang che ha creato il nostro universo.

I ricercatori dicono che un collasso potrebbe essere provocato dalla curvatura di spazio-tempo attorno a un buco nero, da qualche parte nell’universo.

Quando lo spazio-tempo curva attorno a un oggetto densissimo, come un buco nero, scombussola le leggi della fisica e fa interagire le particelle in ogni genere di strane combinazioni.

Secondo i ricercatori il collasso potrebbe essere già iniziato — ma non abbiamo modo di saperlo, in quanto il bosone di Higgs potrebbe essere molto lontano da dove possiamo analizzarlo, all’interno del nostro universo apparentemente infinito.

“A quanto pare ci troviamo in bilico tra un universo stabile e un universo instabile“, ha detto al Post Joseph Lykken, un fisico del Fermi National Accelerator Laboratory non coinvolto nello studio. “È come se fossimo proprio al limite in cui l’universo può durare per un sacco di tempo, ma alla fine dovrebbe fare ‘boom'”.

 

 

Fonte:businessinsider

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