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Per anni, Google ha offerto agli utenti di Chrome la possibilità di navigare sul Web senza effettuare l’accesso.

Tuttavia, un esperto di sicurezza ha scritto che Google ha silenziosamente modificato i requisiti in modo che quando gli utenti accedono a un servizio Google, come Gmail, Chrome faccia entrare automaticamente il browser nel loro account senza consenso.

Google ha nascosto i nuovi requisiti di accesso nell’ultimo aggiornamento di Chrome senza avvisare gli utenti, ha detto Matthew Green, esperto di crittografia e professore alla Johns Hopkins University, in un blog post di domenica 23 settembre.

Il blog post, intitolato “Perché ho chiuso con Chrome”, ha iniziato a generare dibattito sui social e sembra anche aver spinto i manager di Chrome a controllare i danni.

Effettuando il login, gli utenti di Chrome potrebbero inviare involontariamente i loro dati del browser a Google, secondo Green. Ha rivelato di aver contattato i manager di Chrome e gli hanno detto che il solo accesso a Chrome non significava che le informazioni di navigazione dell’utente sarebbero state inviate a Google. Gli utenti avrebbero comunque avuto bisogno di attivare la “funzione di sincronizzazione” prima che si verificasse un trasferimento di dati.

Ed è qui che Green, che ha anche detto di aver smesso di usare Chrome, ha riservato alcune delle sue critiche più aspre verso Google. Ha definito la pagina di consenso di Chrome un dark pattern, “modello oscuro”, termine comune che si riferisce a un’interfaccia utenteprogettata per ingannare o indurre in errore le persone.

“Ora che sono costretto ad accedere a Chrome,” ha scritto Green, “mi trovo di fronte a un nuovo menu (di consenso alla sincronizzazione) che non ho mai visto prima.”

Ha suggerito che questo potrebbe indurre gli utenti ad accettare erroneamente. Ha aggiunto che prima della recente modifica di accesso, un utente doveva digitare le proprie credenziali per accedere e quindi consentire la sincronizzazione. Ora, agli utenti basta solo un singolo, anche accidentale, clic per consegnare la propria cronologia di navigazione a Google.

Google ha indirizzato Business Insider a una serie di post su Twitter di Adrienne Porter Felt, ingegnere e manager di Chrome.

In un tweet, ha confermato che Google ha cambiato le procedure di accesso. Ha sottolineato che sebbene qualcuno sia connesso a Chrome, deve comunque consentire prima a una sincronizzazione affinché i suoi dati vengano trasferiti a Google.

Green ha detto che è “pazzesco” che Google sostenga che gli utenti sono al sicuro grazie alla pagina di consenso alla sincronizzazione.

Green ha scritto: “Se non hai rispettato la mia mancanza di consenso sulla più ampia opzione di privacy per utenti di Chrome, (e non mi hai neanche informato che avevi smesso di rispettarla!) perché dovrei fidarmi di qualsiasi altra opzione di consenso che tu mi dai?”.

Fonte:businessinsider

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GettyImages

Il mercato del latte sta cambiando rapidamente. Chiunque sia un habitué dei bar sa bene che, ormai, raramente i clienti si accontentano di un semplice caffè macchiato e l’irresistibile ascesa dei latte alternativi sta facendo impazzire i produttori di latte. Le vendite di latte “non caseario” a base vegetale sono in forte aumento ma ciò significa enormi implicazioni tanto per i produttori di latte che per l’ambiente.

I cosiddetti “latte alternativi” si moltiplicano a vista d’occhio e stanno invadendo gli scaffali dei supermercati, sostituendo i tradizionali prodotti caseari, a spese degli agricoltori. Secondo i ricercatori Mintel nel Regno Unito nel 2017 il mercato del latte è aumentato di ben 376 milioni di sterline, un terzo in più rispetto all’anno precendete ma le vendite del tradizionale latte vaccino sono aumentate appena del 5%. Il grande protagonista di questa scalata è il latte di mandorla i cui consumi stanno aumentando vertiginosamente.

L’anno scorso, gli agricoltori del Regno Unito hanno prodotto 5,5 trilioni di litri di latte ma Michael Oakes, presidente del consiglio nazionale dei produttori di latte della National Farmers Union, è piuttosto preoccupato circa il futuro: “i consumatori vogliono sempre qualche novità di gusto, ormai pochi si accontentano di macchiare il proprio tè semplicemente con del latte intero o parzialmente scremato”. E negli Stati Uniti la situazione è anche più grave, visto che le vendite dei cosiddetti “latte alternativi” l’anno scorso sono cresciute del 61% dal 2012 e hanno superato i 2 miliardi di dollari.

Fonte:businessinsider.it

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Nelle situazioni di emergenza c'è spesso urgente bisogno di sangue di tipo 0 (zero), che può essere trasfuso a tutti (donatore universale). Ora uno studio statunitense presentato nel corso del 256esimo meeting dell'American Chemical Society (ACS), a Boston, ha identificato nei batteri dell'intestino umano alcuni enzimi capaci di trasformare il sangue di tipo A e di tipo B in sangue di tipo 0, in un modo 30 volte più efficiente rispetto agli enzimi considerati finora.

VERSO GLOBULI NEUTRI. Le caratteristiche dei quattro principali gruppi sanguigni (A, B, AB, 0) sono ereditarie e dipendono dalla presenza o dall'assenza, sulla superficie dei globuli rossi (i corpuscoli nel sangue incaricati del trasporto di ossigeno), di specifiche proteine oantigeni, che vengono riconosciuti dal sistema immunitario e reagiscono con diversi a

Nel sangue di gruppo 0, i globuli rossi non presentano antigeni sulla superficie e sono quindi accettati da ogni organismo, indipendentemente dal gruppo sanguigno di appartenenza. I soggetti A, invece, hanno sulla membrana dei propri globuli rossi la proteina A, e nel plasma anticorpi anti-B; un soggetto B presenta sulla membrana dei propri globuli rossi la proteina B e nel plasma anticorpi anti-A.

 

«Se si riuscisse a rimuovere questi antigeni, che sono semplici zuccheri, allora potremmo convertire il sangue di tipo A e B in sangue di tipo 0», afferma Stephen Withers (Università della British Columbia, Canada), uno degli autori dello studio. Questo è da tempo un obiettivo, per gli scienziati, ma finora non sono stati trovati enzimi abbastanza efficienti e sicuri per portare l'operazione a termine.

 

RICERCHE A TAPPETO. Withers è ricorso alla metagenomica per rintracciare enzimi con questa "specializzazione". «Con la metagenomica si considerano tutti gli organismi di un determinato ambiente e si estrae la somma totale dei loro DNA, mescolati assieme», spiega Withers. È l'equivalente del calare una grande rete anziché lanciare più volte un singolo amo (che in laboratorio si traduce nel concentrarsi su più colture individuali).

 

UNA SPICCATA SOMIGLIANZA. Di solito questa tecnica viene utilizzata per studiare la comunità microbica di un ecosistema. Questa volta è servita a individuare gli enzimi-candidati in un habitat inaspettato: tra i batteri dell'intestino umano. Le pareti del tratto digerente sono ricoperte da secrezioni mucose a base di mucine, che sono glicoproteine (cioè proteine che includono una parte glucidica, ossia zuccheri). Questi zuccheri, che nutrono i batteri intestinali coinvolti nella digestione, sono molto simili agli antigeni sui globuli rossi dei gruppi A e B.

 

I ricercatori si sono focalizzati sugli enzimi che servono ai batteri per tagliare dalle mucine gli zuccheri di cui hanno bisogno, e ne hanno trovati alcuni capaci di staccare l'antigene dai globuli rossi in modo altamente efficiente - 30 volte di più rispetto ai candidati precedenti. Secondo Withers, si tratta di candidati molto promettenti per trasformare gruppi sanguigni diversi in donatori universali - ma, come sempre, prima di passare dalla ricerca alla clinica serviranno altri approfonditi studi.

Fonte:focus.it

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