oroscopo  Meteo
Italian - ItalyБългарски (България)

photo_verybig_188612

Gli scienziati hanno acquisito una foto di stadio iniziale da un processo di fusione galattica grazie al Telescopio Spaziale Hubble.

 

Le due galassie che sono state uccise sono circa 350 milioni di anni luce di distanza dalla Terra nella costellazione delle balene. Il processo è in una fase iniziale. Continueranno a convergere per milioni di anni, per poi diventare una struttura omogenea.

Tali fusioni sono un fenomeno comune nell'universo. La nostra galassia, la Via Lattea, dovrebbe iniziare una simile "collisione" con la vicina Andromeda dopo 4 miliardi di anni.

 

L'anno scorso, Hubble ha girato il filmato da una fusione di altre due galassie a circa 60 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione del Leone. Sono così vicini l'uno all'altro che sono fortemente influenzati dalle forze gravitazionali che li distorcono acquisendo forme insolite e uniche.

I fotogrammi di tali osservazioni sono composti da singole esposizioni catturate dalla Wide Field Camera 3 (WFC3) del telescopio.

photo_verybig_188573

A 10 anni dal suo lancio, la TV universitaria "Alma Mater" sta per diventare una vera e propria rete televisiva dedicata esclusivamente all'educazione e alla cultura, segnala Sega.

 

"Questo sarà possibile grazie a un progetto di 1,2 milioni di BGN, assegnato all'Università, sotto la supervisione Scienza ed educazione per la crescita intelligente OP, Svetlana Bozhilova, PhD, dell'Università di Sofia, fa parte del più grande Patrimonio BG Progetto BGN 30 milioni , in cui l'Università di Sofia, in collaborazione con altre 10 organizzazioni, costruirà un centro di eccellenza scientifica.

 

"Alma Mater" ha una licenza di programma dal 2009. Da allora, la TV ha creato molti programmi, ma vengono trasmessi solo occasionalmente su BNT2 e BNT World. Grazie a una donazione svizzera, 2 anni fa è stato allestito uno studio e ora il progetto europeo apre la possibilità di creare un complesso radiotelevisivo.

 

"Sarà una TV piccola ma di qualità che funzionerà a beneficio pubblico", spiega il prof. Bozhilova. Poiché la costruzione del complesso tecnologico richiederà almeno un anno e mezzo, l'università spera di avere una partnership con la televisione nazionale bulgara dove avrà una "finestra di educazione e cultura" di 4 ore, che verrà poi trasferita a il proprio canale.

testorion.630x360

Gli ingegneri della NASA stanno progettando le tute spaziali del futuro, pensate anche per raccogliere i "bisogni" degli astronauti. Per farlo si stanno ispirando al passato: le ultime tute che potevano contenere a lungo i bisogni fisiologici degli astronauti risalgono infatti alle missioni Apollo. L'era dello Shuttle, prima, e lo sviluppo della ISS, poi, hanno reso superflua la necessità di tute con "wc" incorporato.

Oggi gli unici momenti in cui gli astronauti "non possono andare al bagno" sono quelli delle attività extraveicolari, che durano al massimo una decina di ore, e quelle dei viaggi sulla Soyuz (al massimo 6 ore). In questi momenti, nel caso un astronauta debba evacuare, sono sufficienti i Maximum Absorbency Garment (MAG), componenti dell'abbigliamento degli astronauti non molto diversi da pannolini. 

 

 

Le nuove tute allo studio della NASA serviranno invece per le missioni sulla capsula Orion, la navicella capace di portarci oltre l'orbita terrestre, fino alla Luna. La Orion sarà dotata di una toilette di bordo, ma nelle situazioni di emergenza, in caso di depressurizzazione, si dovrà ricorrere alle nuove tute; si chiamano Orion Crew Survival Systems Suits (OCSSS) e potranno mantenere gli astronauti in vita e gestire le loro urine e feci anche per sei giorni.

RITORNO ALLA SEMPLICITÀ. La Space Poop Challenge, un concorso lanciato qualche tempo fa dalla NASA per raccogliere idee su come sbarazzarsi delle necessità corporee nello Spazio, ha raccolto alcune idee, ma nessuna di queste sembra realizzabile velocemente per le tute della Orion. La NASA ha dunque preferito guardare al passato e alle tute delle missioni Apollo che avevano una borsa per raccogliere le feci e un catetere a forma di condom che sul fondo, terminava in un tubicino per far defluire le urine a un serbatoio esterno. 

 

Anche le nuove tute OCSSS avranno tecnologie simili, ma dovranno trovare nuove soluzioni per le donne astronaute: in microgravità i liquidi tendono a salire, e serve una soluzione che li allontani dal corpo senza causare infezioni e rimanendo in posizione senza provocare dolore (funzionando anche durante il ciclo mestruale).

Si potrebbe optare per un sistema di aspirazione che conduca i fluidi all'esterno, sfruttando la differenza di pressione tra l'interno della tuta e l'ambiente della cabina. Il design finale non è ancora stato sviluppato, ma si ispirerà ai sistemi di tubi flessibili e materiali assorbenti usati dai piloti militari quando scappa la pipì in volo.

Foto del giorno

2D746BB4-9C57-4312-B78D-91E999C94392

Foto del giorno Bulgaria (Sketches of Sofia)

Dai nostri lettori

I media e l'informazione

News image

In questo tempo in cui l’accesso alle informazioni è facilitato dai mezzi di comunicazione ed è diventato ac... Leggi tutto

Punti di vista

Il mea culpa di Calenda: “ Per 30 anni ho ripetuto cazzate sul liberalismo economico”

News image

Carlo Calenda fa mea culpa. Oggi il parlamentare europeo...

Punti di vista | Administrator

Dal mondo

Duplice attacco al cuore della produzione mondiale di petrolio in Arabia Saudita

News image

In Arabia Saudita nella giornata di sabato c’è stato un du...

Dal mondo