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Il mercato del latte sta cambiando rapidamente. Chiunque sia un habitué dei bar sa bene che, ormai, raramente i clienti si accontentano di un semplice caffè macchiato e l’irresistibile ascesa dei latte alternativi sta facendo impazzire i produttori di latte. Le vendite di latte “non caseario” a base vegetale sono in forte aumento ma ciò significa enormi implicazioni tanto per i produttori di latte che per l’ambiente.

I cosiddetti “latte alternativi” si moltiplicano a vista d’occhio e stanno invadendo gli scaffali dei supermercati, sostituendo i tradizionali prodotti caseari, a spese degli agricoltori. Secondo i ricercatori Mintel nel Regno Unito nel 2017 il mercato del latte è aumentato di ben 376 milioni di sterline, un terzo in più rispetto all’anno precendete ma le vendite del tradizionale latte vaccino sono aumentate appena del 5%. Il grande protagonista di questa scalata è il latte di mandorla i cui consumi stanno aumentando vertiginosamente.

L’anno scorso, gli agricoltori del Regno Unito hanno prodotto 5,5 trilioni di litri di latte ma Michael Oakes, presidente del consiglio nazionale dei produttori di latte della National Farmers Union, è piuttosto preoccupato circa il futuro: “i consumatori vogliono sempre qualche novità di gusto, ormai pochi si accontentano di macchiare il proprio tè semplicemente con del latte intero o parzialmente scremato”. E negli Stati Uniti la situazione è anche più grave, visto che le vendite dei cosiddetti “latte alternativi” l’anno scorso sono cresciute del 61% dal 2012 e hanno superato i 2 miliardi di dollari.

Fonte:businessinsider.it

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Nelle situazioni di emergenza c'è spesso urgente bisogno di sangue di tipo 0 (zero), che può essere trasfuso a tutti (donatore universale). Ora uno studio statunitense presentato nel corso del 256esimo meeting dell'American Chemical Society (ACS), a Boston, ha identificato nei batteri dell'intestino umano alcuni enzimi capaci di trasformare il sangue di tipo A e di tipo B in sangue di tipo 0, in un modo 30 volte più efficiente rispetto agli enzimi considerati finora.

VERSO GLOBULI NEUTRI. Le caratteristiche dei quattro principali gruppi sanguigni (A, B, AB, 0) sono ereditarie e dipendono dalla presenza o dall'assenza, sulla superficie dei globuli rossi (i corpuscoli nel sangue incaricati del trasporto di ossigeno), di specifiche proteine oantigeni, che vengono riconosciuti dal sistema immunitario e reagiscono con diversi a

Nel sangue di gruppo 0, i globuli rossi non presentano antigeni sulla superficie e sono quindi accettati da ogni organismo, indipendentemente dal gruppo sanguigno di appartenenza. I soggetti A, invece, hanno sulla membrana dei propri globuli rossi la proteina A, e nel plasma anticorpi anti-B; un soggetto B presenta sulla membrana dei propri globuli rossi la proteina B e nel plasma anticorpi anti-A.

 

«Se si riuscisse a rimuovere questi antigeni, che sono semplici zuccheri, allora potremmo convertire il sangue di tipo A e B in sangue di tipo 0», afferma Stephen Withers (Università della British Columbia, Canada), uno degli autori dello studio. Questo è da tempo un obiettivo, per gli scienziati, ma finora non sono stati trovati enzimi abbastanza efficienti e sicuri per portare l'operazione a termine.

 

RICERCHE A TAPPETO. Withers è ricorso alla metagenomica per rintracciare enzimi con questa "specializzazione". «Con la metagenomica si considerano tutti gli organismi di un determinato ambiente e si estrae la somma totale dei loro DNA, mescolati assieme», spiega Withers. È l'equivalente del calare una grande rete anziché lanciare più volte un singolo amo (che in laboratorio si traduce nel concentrarsi su più colture individuali).

 

UNA SPICCATA SOMIGLIANZA. Di solito questa tecnica viene utilizzata per studiare la comunità microbica di un ecosistema. Questa volta è servita a individuare gli enzimi-candidati in un habitat inaspettato: tra i batteri dell'intestino umano. Le pareti del tratto digerente sono ricoperte da secrezioni mucose a base di mucine, che sono glicoproteine (cioè proteine che includono una parte glucidica, ossia zuccheri). Questi zuccheri, che nutrono i batteri intestinali coinvolti nella digestione, sono molto simili agli antigeni sui globuli rossi dei gruppi A e B.

 

I ricercatori si sono focalizzati sugli enzimi che servono ai batteri per tagliare dalle mucine gli zuccheri di cui hanno bisogno, e ne hanno trovati alcuni capaci di staccare l'antigene dai globuli rossi in modo altamente efficiente - 30 volte di più rispetto ai candidati precedenti. Secondo Withers, si tratta di candidati molto promettenti per trasformare gruppi sanguigni diversi in donatori universali - ma, come sempre, prima di passare dalla ricerca alla clinica serviranno altri approfonditi studi.

Fonte:focus.it

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                                                                                                                         SHUTTERSTOCK

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Il batuffolo che spesso alberga nell’ombelico (soprattutto degli uomini) è composto dalle fibre dei vestiti che indossiamo, dai peli addominali, da polvere, cellule morte dell’epidermide, grasso e sudore.

A questa conclusione è arrivato Georg Steinhauser, ricercatore dell’Università della Tecnologia di Vienna. Analizzando per tre anni 503 campioni di lanugine prodotta dal proprio ombelico, il chimico austriaco ha anche scoperto che è prodotta dallo sfregamento dei peli dell’addome contro gli indumenti.

GUIDATI DAI PELI. A guidare le fibre verso l’ombelico, dove finiscono per  depositarsi, sono gli stessi peli, che spesso crescono in cerchi concentrici. Inoltre, il ricercatore ha pesato i campioni, stabilendo che il peso medio dei batuffoli (almeno dei suoi) è di 1,82 milligrammi.

Nel Guinness dei Primati è finito invece il bibliotecario australiano Graham Barker: collezionando la propria lanugine per 26 anni ha accumulato infatti ben 22,1 grammi di materiale.

Fonte:focus.it

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