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“Ogni paese ha la mafia. In Bulgaria la mafia ha un paese.”, “Ue, apri gli occhi!”: questi due degli slogan dei protestanti bulgari a Monaco di Baviera, nei giorni scorsi. In molte città, in tutto il mondo, i bulgari sostengono le proteste in Bulgaria contro il governo di Boiko Borisov, che durano gia sessanta giorni.

In tempi di Covid-19, cosa può spingere migliaia di persone a protestare ogni giorno nelle strade principali della capitale e delle grandi città di un paese membro della Ue? Forse lo spiega al meglio la lettera apperta datata 11 agosto 2020, sottoscrita da circa 170 scienziati dell’Accademia bulgara delle scienze dove si chiedono le dimissioni del governo Borisov

 

“La crescente arbitrarietà manageriale del governo minaccia le fondamenta stesse del nostro Paese.

Le pratiche incompetenti e corrotte – si legge nella lettera – della coalizione governativa hanno portato la Bulgaria in fondo a tutte le valutazioni e statistiche pubbliche.

La nostra popolazione è in declino, con l’aspettativa di vita più bassa in Europa e la più alta mortalità nel mondo, è posta in condizioni di corruzione pervasiva e dipendenze feudali-oligarchiche.

Lo stile autocratico di disporre delle risorse umane e materiali del Paese ha acquisito lo status di politica sociale, economica, finanziaria.

In pochi minuti, la figura costituzionalmente più alta del paese, il presidente del’Assemblea nazionale, può essere revocata senza commenti e sostituita da una persona per la quale la dignità personale è un sentimento sconosciuto.

I vertici del potere sono pieni di guerriglieri incompetenti, disonesti e dipendenti dal denaro.

Il principale strumento politico, il bilancio dello Stato, è stato copiato per anni, con surplus deliberati per rubare “legalmente”.

Centinaia di milioni di lev di denaro pubblico vengono distribuiti secondo interessi congiunturali e senza controllo parlamentare.

Il budget sanitario aumenta ogni anno per poter permettere al governo di rubare miliardi e lo stato di salute della popolazione si sta deteriorando.

L’assistenza sanitaria è al collasso del personale e la carenza di professionisti medici qualificati sta già minacciando la salute pubblica con disastri.

I fondi europei – prosegue la nota con estrema durezza – sono distribuiti secondo schemi di partito e corruzione, vengono spesi in modo irresponsabile e riempiono le casse del partito.

Si stanno costruendo le strade più costose, pericolose e di bassa qualità, infrastrutture fatiscenti e impianti sportivi dove nessuno fa sport.

Nonostante la bassa imposta sulle società, gli investitori non rischiano i loro soldi in condizioni di corruzione e racket.

L’istruzione è a un punto morto: i bambini funzionalmente analfabeti già dominano.

Gli specialisti in tutti i campi stanno diventando sempre più sottili.

Il lavoro scientifico è valutato meno dell’igiene.

L’atteggiamento verso il principale centro scientifico della Bulgaria, l’Accademia bulgara delle scienze, è umiliante.

Lo sviluppo della scienza e dell’innovazione – e qui siamo a un paradosso (n.d.r.) è trascurato come condizione per il progresso economico del Paese.

Le scienze sociali sono inquinate dalla presenza tollerata di venditori di corte con titoli scientifici.

La magistratura è il ramo esecutivo.

L’accusa di stato, la Procura, esegue senza vergogna e sfacciatamente ordini politici e custodisce le pratiche criminali.

La polizia picchia i bambini e prende in giro le ragazze.

I media sono diventati piattaforme di manipolazione, immersi nella violenza della censura e nell’immoralità dell’autocensura.

Nessuno crede che questo governo sia in grado di organizzare elezioni senza una quantità enorme di “voti comprati”, “schede non valide”, “anime morte” e “turisti”.

La gestione incompetente dell’infezione da Covid-19 rischia di diventare un’altra catastrofe.

Il “Piano nazionale di preparazione alla pandemia” non viene attuato e lo stato è precipitato nel caos con ordinanze inadeguate, contraddittorie e contro la legge.

Non si può più andare avanti così.

Quando il governo ha calpestato la moralità e tutti i valori sociali e attraverso le istituzioni esercita arrogantemente l’arbitrio, la disobbedienza civile è l’unica forma legale di comportamento pubblico.

Dimissioni! “

 

LA PRIMA SCINTILLA

Le ragioni per le proteste sono molto profonde, la prima scintilla risale al 9 luglio 2020. Due consiglieri del presidente Rumen Radev, vicino al Partito socialista bulgaro (Bsp), e critico nei confronti di Boiko Borissov, sono stati accusati di scambio di influenza attraverso l’uso di documenti. I loro uffici sono stati perquisiti per ordine del procuratore capo, noto per la sua vicinanza al primo ministro. Il presidente si è indignato e ha condannato la “natura mafiosa” delle perquisizioni effettuate nel palazzo della sua amministrazione, accusando il governo di aver tentato di danneggiare l’istituzione. Quella stessa sera, il 9 luglio, si è svolta spontaneamente la prima protesta, che ha radunato migliaia di persone a Sofia. Fino dal primo giorno in piazza ci siano molti giovani che hanno ricevuto un’istruzione negli Stati Uniti o nell’Europa occidentale e che chiedono il cambiamento.

LA RIFORMA COSTITUZIONALE

Dopo quasi due mesi di proteste, il primo ministro Boiko Borisov non vuole cedere. Invece propone una profonda e contestata riforma costituzionale. Il 2 settembre 2020, nel primo giorno dopo la riapertura dell’attività politica, mentre il parlamento si riuniva per gettare le basi al nuovo corso, migliaia di persone si sono date appuntamento già di primo mattino davanti alla nuova sede della sala riunioni (che e’ stata spostata proprio adesso nel palazzo del partito comunista, rinnovata con una spesa di 25 milioni) per chiedere dimissioni immediate per Borisov e il suo governo. Che alla fine è riuscito a raccogliere i 120 voti necessari a far partire la procedura di revisione della legge fondamentale dello stato.

IL BILANCIO  DEI TUMULTI

Dopo la protesta del 2 settembre ci sono 126 arresti (tra cui un giornalista indipendente), 60 feriti tra i dimostranti (tra i quali un prete), e quasi 80 tra la polizia. Uno dei giovani, un ragazzo di 17 anni, rischia a perdere la vista. Suo padre è il proprietario della famosa catena bulgara per bambini “Hippoland” e nel suo post sui social condivide il fatto che suo figlio fosse presente alla protesta e dichiara la sua posizione politica. “Sono orgoglioso di aver creato e sviluppato un’impresa per tutta la mia vita, di impiegare oltre 350 persone, di pagare fino all’ ultimo centesimo le tasse e le assicurazioni previste dalla legge per fornire gli stipendi, anche alle persone che ci “proteggono” oggi, gasando e accecando i nostri figli”, scrive l’imprenditore Marian Kolev. Due giorni dopo nell’ufficio e negli negozi di Hippoland entrano i funzionari fiscali dell’Agenzia nazionale delle entrate (Nra) e della polizia economica…

COME USCIRNE?

Secondo molti osservatori e politologi, la protesta può riuscire solo se la gente scende in massa nelle strade, serve l’appoggio attivo di 250 mila persone. Anche se Borisov è costretto a dimettersi, cosa che era già stato costretto a fare nel 2013 dopo una protesta sociale contro l’alto costo della vita, la sua partenza non risolverà tutti i problemi. Dopo una serie di casi di appropriazione indebita di fondi europei e occultamento di beni immobili acquisiti, il suo partito suscita profonda insoddisfazione tra la gente. Ma altri attori dei partiti di sistema sono altrettanto poco attraenti. “Poiché la classe politica è corrotta, ne sceglieremo una nuova. Le proteste sono piene di persone intelligenti: architetti, medici, avvocati o ingegneri. La Bulgaria ha la capacità di costruire un nuovo sistema “, dice Arman Babikyan, uno del cosiddetto Trio velenoso, che ha organizzato ogni sera le persone utilizzando un megafono in mano.

Di tutto questo, quasi nulla appare sui mass media europei, inclusi quelli italiani. Ma sorprende anche il fatto che l’Unione europea taccia, non intervenga, non dica nulla. Che i bulgari siano considerati figli di un dio minore?

Fonte:ilvelodimaya.eu

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