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Contro il movimento nazionalista "Russofili" sono stati avanzati dei sospetti circa un presunto tentativo di fornire supporto alla Russia nell'influenzare le imminenti elezioni politiche locali.

Secondo le accuse alcuni esponenti del movimento la Russia avrebbero cercato di creare le condizioni per favorire delle ingerenze da parte di Mosca nelle imminenti elezioni politiche bulgare, che si terranno il 27 ottobre prossimo.

A riferirlo al canale BTV è stato il segretario dei Russofili Yury Borisov, che appena un giorno prima era stato arrestato con l'accusa di spionaggio in favore di un Paese terzo, salvo poi essere rimesso immediatamente in libertà senza che contro di lui fosse stato avanzato alcun capo di accusa.

Ai microfoni di BTV Borisov si è giustificato, affermando di essere stato convocato dagli inquirenti unicamente in qualità di testimone.

Il leader dei Russofili ha raccontato che durante il suo interrogatorio gli è stato posto un gran numero di domande sul suo rapporto con Leonid Reshetnikov, un ex generale russo che lavorò anche con i servizi segreti, ricoprendo dal 2009 al 2017 la carica di rettore dell'Istituto russo per gli studi strategici.

"Hanno cercato in tutti i modi di tirarmi fuori qualche informazione sul generale Leonid Reshetnikov, con il quale sono legato semplicemente da un rapporto di amicizia. Poi hanno provato a convincermi del fatto che in realtà il generale voglia influenzare la politica bulgara [...]. Mi hanno domandato dieci volte se, essendo russofili, lavoriamo per qualcuno nella sfera politica, se cerchiamo di creare le condizioni per delle ingerenze alle elezioni. E dieci volte gli ho risposto di no", ha raccontato Borisov.

Il canale BTV ha contattato anche il generale Reshetnikov, che ha raccontato di non essere al corrente di nessuna inchiesta per l'accusa di spionaggio che vedrebbe coinvolto Borisov.

"È la prima volta che sento una cosa del genere. Borisov, spionaggio... Non ci credo. Non ci vediamo da due anni, perciò non ho nessun commento da rilasciare a proposito. Non penso che in questa faccenda ci possano essere legami di qualche sorta con i Russofili", ha spiegato Reshetnikov.

Secondo le informazioni fornite da BTV, l'altro leader del movimento politico bulgaro, il presidente Nikolaj Malinov, sarebbe tuttora in stato di fermo.

Nonostante l'arresto, la procura bulgara ha tuttavia confermato che attualmente non sono stati avanzati capi di accusa a carico di nessun esponente del partito.

Il fermo di Malinov è avvenuto il 9 settembre, mentre questi presenziava all'apertura di una mostra dedicata alla liberazione dei popoli europei dal nazismo.

La denominazione dell'evento ha suscitato reazioni molto aspre da parte del Ministero degli Esteri bulgaro, che ha invitato gli organizzatori a non sostenere "delle tesi alquanto dubbie sulla liberazione".

In risposta l'addetto stampa del Ministero degli Esteri russo, Maria Zacharova, ha invitato i suoi colleghi bulgari ad evitare tentativi di riscrittura della storia.

fonte:Sputniknews.com

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