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Il negozio del futuro sarà un deserto virtuale popolato solo da intelligenze artificiali e algoritmi.  Tra cinque o dieci anni, quando alcune delle tecnologie di cui vi parleremo saranno ormai ottimizzate ed evolute, l’esperienza dello shopping retail sarà fortemente diversa rispetto a quella attuale. Migliore o peggiore? Difficile dirlo ma senza dubbio molto digitale.

Realtà virtuale, assistenti personali, ologrammi 3D.Sono soltanto alcuni degli strumenti che il negozio del futuro userà per un’esperienza a 360 gradi che saràfortemente distaccata ed estraniata dal binomio commesso-cliente a cui siamo abituati.La ricerca si farà a casa, tramite un motore di ricerca che, grazie ai vostri dati, vi conosce molto bene.

Poi si indosseranno gli occhiali di realtà virtuale, come Oculus Rift o HTC Vive, e si farà un rapido viaggio  nel negozio di fiducia. O meglio, in una sua riproduzione virtuale. Una stanza online degna di simulatori come Second Life e The Sims, dove, magari, al massimo potremo vedere avatar – alter ego digitali – di altre persone mentre fanno ciò che stiamo facendo noi: girano il negozio virtuale seduti sul proprio divano.Un assistente virtuale sostituirà il commesso di turno per spiegare il catalogo in offerta o per aiutare il cliente a scegliere la taglia, il colore e l’outfit; a preparare il menu per la Pasqua oppure a decidere il regalo per il compleanno di un amico. Il tutto poi arriverà direttamente a casa. Togliete il visore di realtà virtuale e riprendete la vostra giornata.

Il futuro è vicino

Un’esperienza che può sembrare futuristica, ma nessuna delle tecnologie di cui vi abbiamo parlato è fuori portata. Le aziende, da Facebook fino a Intel, ci stanno già lavorando e stanno già sperimentano le applicazioni pratiche. Il visore HoloLens di Microsoft è stato inviato agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale(ISS) per valutare l’efficacia della realtà mista sulla manutenzione degli strumenti di bordo, ad esempio.

L’astronauta Scott Kelly indossa gli HoloLens di Microsoft sulla stazione spaziale internazionale. Il progetto serviva per studiare l’uso della realtà aumentata per ridurre le esigenze di addestramento dell’equipaggio e migliorare l’efficienza del lavoro degli astronauti nello spazio. NASA via Getty Images

Siri per iOS, Cortana per Windows 10, Google Assistantper Android e Bixby per il nuovo Galaxy S8 di Samsung sono esempi pratici dell’attuale situazione delleassistenti personali: vi aiutano a organizzare la giornata, vi ricordano dove avete parcheggiato e anticipano le riunioni del giorno successivo.

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Che impatto avrà la tecnologia sunegozi fisici? Sonodestinati a sparire? Non per forza, ma anch’essi dovranno adattarsi alle nuove modalità di acquisto della clientela. Un esempio è la storia di Alexandre Daillance(noto anche come Millinksy) che ha creato un piccolo impero solamente usando Instagram e la potenza delle immagini sui social network.

I prodotti d’abbigliamento del ventenne parigino hanno iniziato a spopolare indossati saltuariamente dai Vip e poi si sono semplicemente diffusi a macchia d’olio. Non ha però avviato una catena di negozi fisici dove fare il grosso delle vendite; li ha sfruttati per “creare rarità”: pochi prodotti venduti in negozi molto esclusivi. “Ci assicuriamo che i nostri prodotti siano esauriti attraverso i nostri rivenditori. Creiamo rarità e poi – boom! – abbiamo ondate di clienti che arrivano direttamente sul nostro sito, senza alcun intermediario necessario” ha spiegato a Bloomberg.

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Il negozio fisico diventa quindi la vetrina dello store online. Non più il centro del business, ma uno strumento per arricchire e, anzi, far esplodere il livello di un marchio commerciale. Ma il giro d’affari viene fatto online, sul sito ufficiale. L’azienda risparmia sui costi mentre il cliente vive un’esperienza più agevolata.

In altri casi, il negozio fisico sarà semplicemente un insieme di prodotti sugli scaffali gestiti completamente da un sistema automatizzato. Amazon ha presentato Go, il suo supermercato intelligente che verrà sperimentato innanzitutto a Seattle: né code né casse né cassieri. L’esperienza si basa sull’uso dello smartphone e dell’intelligenza artificiale. La combinazione di queste tecnologie permette ad Amazon di riconoscere quali prodotti vengono messi nel carrello. Una volta preso tutto, uscite dal negozio senza passare da una cassa. Il totale vi verrà accreditato tramite la carta associata al vostro account Amazon usando l’applicazione sul telefono. Nessun intermediario e tutto è automatizzato.

L’e-commerce guida la crescita

Inoltre, nemmeno i consumatori sembrano pronti ad abbandonare l’esperienza tradizionale del negozio. Nel 2016, l’e-commerce negli Stati Uniti, per esempio, ha rappresentato l’11,7% delle vendite totali, che sono ammontate a 3.375 miliardi di dollari. Ciò significa chela stragrande maggioranza dei profitti è ancora appannaggio dei negozi fisici. La crescita dell’e-commerce è comunque costante: dal 2012 è cresciuto di circa un punto percentuale all’anno e ha rappresentato la principale fonte di crescita. Bisogna considerare che ci sono ancora business che online semplicemente non possono essere riprodotti, come i ristoranti e i bar.

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Difficile prevedere quale sarà l’impatto della tecnologia sulle vendite, ma siamo certi di una cosa: ci sarà. Gli acquisti online crescono a un tasso regolare e presto potremmo assistere a una vera e propria rivoluzione nel modo di fare acquisti anche offline. E noi siamo certamente curiosi di vederla.                                                                                                                                     Fonte:businessinsider.com

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