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Bojko-Borisov

I governi di ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) e Bulgaria terranno oggi nella località macedone di Strumica la loro prima sessione di lavori congiunta. Secondo quanto riferisce l'agenzia "Mia", nell'ambito di questo appuntamento i primi ministri macedone e bulgaro, Zoran Zaev e Boyko Borisov, hanno in programma un colloquio bilaterale e una conferenza stampa congiunta. Diversi i ministri dei due governi presenti a questo evento, tra cui anche i ministri degli Esteri Ekaterina Zaharieva e Nikola Dimitrov. Nove documenti relativi alla cooperazione bilaterale di diversi settori dovrebbero essere siglati, in materia di energia, investimenti, politica estera, tutela del turismo e telecomunicazioni. Inoltre sarà siglato un memorandum d'intesa tra i ministeri dei Trasporti. La riunione governativa congiunta di oggi a Strumica è un appuntamento importante nelle relazioni bilaterali tra Skopje e Sofia, dopo la firma dello storico accordo di amicizia e buono vicinato lo scorso primo agosto 2017.

Secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal primo ministro macedone Zaev “è molto importante guardare in prospettiva e costruire un rapporto di amicizia con i nostri vicini, badando al contempo a tutelare le nostre posizioni e sviluppando la nostra società civile”. Zaev ha poi sottolineato come spesso i politici non riescano a badare all’unità e alla solidità dei rapporti fra i cittadini di Fyrom e Bulgaria. In questo contesto, a detta del premier, una responsabilità è da attribuire all’opposizione macedone, per non avere sostenuto pienamente il trattato di buon vicinato fra Fyrom e Bulgaria. “Mi farebbe piacere che in Macedonia, sia il governo che l’opposizione fossero pronti a sostenere questi importanti trattati, che aprono prospettive non solo di amicizia, ma anche di alleanza fra la Bulgaria e il nostro paese. In questo modo sarà possibile l’integrazione dei nostri cittadini verso l’Unione europea e la Nato”, ha spiegato Zaev, ricordando che Sofia deterrà la presidenza di turno del Consiglio Ue a partire dal primo gennaio 2018.

Nel mese scorso il principale partito di opposizione nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), Organizzazione rivoluzionaria interna-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne), ha fatto sapere che intende indire un referendum sull'accordo di buon vicinato siglato a inizio agosto con la Bulgaria. Nell'ottica dei conservatori del Vmro-Dpmne, i cittadini macedoni hanno il diritto di dire la loro opinione su una materia così importante. "Siamo determinati, come partito, verso l'integrazione euro-atlantica del paese, ma riteniamo che gli accordi frettolosi non sono nello spirito dei valori democratici ed europei", ha affermato l'esponente del Vmro-Dpmne, Krste Jovanovski.

I premier bulgaro e macedone Bojko Borisov e Zoran Zaev hanno firmato lo scorso primo agosto a Skopje l'accordo bilaterale di amicizia e buon vicinato. L'accordo, siglato in bulgaro e in macedone nel rispetto delle Costituzioni dei due paesi, sottolinea il sostegno di Sofia all'integrazione euro-atlantica di Skopje. Il trattato prevede inoltre il rafforzamento della cooperazione tra Bulgaria e Fyrom, anche per quanto riguarda le connessioni a livello di infrastrutture, di attività doganali e progetti trans-frontalieri. Anche i ministri dei Trasporti e dell'Energia di Sofia e Skopje hanno siglato due accordi sul rafforzamento della cooperazione bilaterale nei rispettivi settori. I ministri dei Trasporti di Sofia e Skopje hanno siglato un memorandum sui collegamenti infrastrutturali, il Corridoio 8 europeo e nuovi posti di blocco lungo il confine. I ministri dell’Energia hanno firmato invece un documento relativo all’interconnessione del gas fra i sistemi dei due paesi. "Facciamo la storia investendo nel futuro", ha dichiarato il ministro degli Esteri macedone Nikola Dimitriov, commentando la firma dello storico accordo da parte dei due capi del governo.

I governi di ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Bulgaria hanno pubblicato nelle settimane precedenti la firma il testo del Trattato bilaterale di amicizia e buon vicinato. Nella Fyrom sono sorte polemiche attorno all’accordo: da una parte il nuovo premier Zaev rivendica il successo del suo governo, che ha siglato un accordo “decisivo per la riconciliazione regionale, e che accelera il percorso di integrazione europea della Repubblica di Macedonia”; dall’altra i conservatori dell'Organizzazione rivoluzionaria interna-Partito democratico per l'unità nazionale macedone Vmro-Dpmne - dopo 11 anni di governo nei quali hanno negoziato senza successo un accordo con la Bulgaria - si chiedono come sia possibile che a pochi mesi dalla sua nomina Zaev sia riuscito a trovare un’intesa con il paese ai confini orientali senza acconsentire a “compromessi dannosi per l’interesse nazionale macedone”.

Tra i punti previsti nel testo dell’accordo la creazione di due comitati. Uno include esperti di storia, incaricati di predisporre rapporti annuali su come viene trasmetta la storia nei sistemi dell’istruzione dei due paesi in modo da allineare tale insegnamento nel rispetto di standard scientifici e oggettivi. La questione di arrivare ad avere una percezione condivisa degli eventi storici è stata una delle più delicate: la stampa di Skopje evidenzia come, in alcuni ambienti, la Bulgaria ritiene i macedoni parte della nazione bulgara e la lotta per l’indipendenza macedone come parte dell’affrancamento nazionale bulgaro. L’altro comitato congiunto, include esponenti dei due governi che predisporranno rapporti annuali per rafforzare la cooperazione, in particolare nei settori delle infrastrutture, del turismo e del commercio.

L’articolo 11 del Trattato richiama entrambe le parti ad evitare azioni ostili e separatiste, e prevede misure per coloro che faranno propaganda nazionalistica inadeguata. In questo senso, la Bulgaria si è spesso lamentata in passato di essere stata dipinta con connotati negativi nei media e nell’opinione pubblica macedone. Una clausola apposita, che sarebbe vincolante solo per la Fyrom, richiede che la Costituzione macedone non possa essere interpretata in maniera tale per cui Skopje possa rivendicare un diritto di ingerenza negli affari interni della Bulgaria per proteggere i diritti di cittadini che non siano di nazionalità macedone.

Dall’altra parte, per entrambi i paesi, è prevista la facoltà di intervenire per proteggere i diritti delle rispettive minoranza nell’altro stato. Tale articolo potrebbe essere interpretato, secondo la stampa di Skopje, come una rinuncia da parte della Fyrom al diritto di sostegno statale ai cittadini macedoni che hanno cercato di formare propri partiti in Bulgaria. Inoltre, considerando che diversi cittadini hanno la doppia cittadinanza bulgara e macedone, soprattutto negli anni successivi all’ingresso di Sofia nell’Ue, l’articolo potrebbe permettere maggiore spazio di azione per la Bulgaria nella Fyrom e viceversa                                 Fonte:Agenzia

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