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La Bulgaria vive un periodo di sviluppo che si è manifestato fortemente nell’ultimo triennio, anche se è stato caratterizzato da un quadro di incertezza politica che però non ha vanificato lo sforzo di aggiornare e adeguare la capacità delle istituzioni all’avanzamento tecnologico e all’introduzione di sistemi di razionalizzazione delle strutture che hanno attirato investimenti stranieri e la creazione d’impresa.

Nella prima meta' del 2016 quasi tutti i principali indicatori macroeconomici seguono un andamento positivo. Il PIL aumenta del 3% rispetto all'analogo periodo del 2015, registrando il maggiore incremento dal 2009. Per crescita del PIL la Bulgaria si posiziona al quinto posto nella UE 28, dove la media si attesta all’1,8%. Il PIL bulgaro è pari a 44.162 miliardi di euro; quello pro-capite - 6.136 euro. Motori della sostanziosa crescita sono state le esportazioni, nonostante i prezzi in calo delle materie prime, la ripresa dei consumi interni e il buon assorbimento dei fondi UE.

La gestione delle finanze nazionali resta improntata a "virtuosità” anche per effetto dell'accordo di currency board con il Fondo Monetario Internazionale, del luglio 1997, sulla base del quale il lev resta ancorato all'euro con il tasso fisso di 1 EUR = 1,95583 BGN. Secondo il rapporto della Direzione generale per gli affari economici e finanziari della UE, che analizza la sostenibilità delle finanze pubbliche degli Stati membri, la Bulgaria non corre rischi finanziari a breve e a medio termine.

Anche se quasi tutto il 2015 e’ stato caratterizzato da un surplus di bilancio, con i valori piu’ alti dal 2008, l’anno finisce con un deficit di 907,2 mln di euro (-2,1% del PIL), in netta contrazione rispetto al 2014 (2.327,7 mln, -5,4% del PIL). Paese virtuoso anche per il debito pubblico: rimane al terzo posto nella UE 28 con il piu’ basso debito, preceduto solo da Estonia (9,7%) e Lussemburgo (21,4%). Nel 2015 il debito e’ pari a 11.773,7 miliardi (26,7% del PIL) e, secondo le stime di Bruxelles, rimarra’ anche nel 2016 sotto il 30%.

A fine 2015, il debito estero lordo della Bulgaria ammonta a 34,01 miliardi di euro, il 77,2% del PIL, segnando una significativa flessione rispetto al 2014 (39,4 miliardi, 92,1% del PIL).

L'economia bulgara continua a far registrare una sostanziale stagnazione del costo della vita, causata dai prezzi bassi del petrolio e delle materie prime sui mercati internazionali.

Il tasso di inflazione medio annuo segna -0,1%, quello armonizzato, -1,1%. Migliori le stime per il 2016, che variano dallo 0,2% del Fondo Monetario Internazionale (FMI) allo 0,5% del Ministero delle Finanze e all’1% della Commissione UE.

Segnali positivi provengono dal fronte dell’occupazione: + 0,3% nel 2015 e 2,97 milioni di lavoratori (il valore piu’ elevato dal 2009), ovvero il 62,9 % della popolazione attiva (tra i 15 e i 64 anni). La crescita maggiore si registra nel settore IT, +20,5%, con 87,7 mila addetti e in quello immobiliare (molto dinamico dal quarto trimestre del 2015), +17,7.

Lo stipendio medio e’ pari a 458 euro. La Bulgaria risulta tra i primi Stati UE con la maggiore crescita del costo del lavoro (una tendenza vista sempre al rialzo nei prossimi anni), l’8,3% su base annua.

Il tasso di disoccupazione scende per la prima volta dal 2009 sotto la soglia del 10%, attestandosi al 9,1%.

Va segnalato che il sistema bancario vanta buone e stabili capitalizzazione e liquidità, contribuendo in tal modo alla solidità dei "fondamentali", grazie anche alle politiche decisamente prudenti osservate in questi anni, nonostante le difficoltà finanziarie che avevano investito a giugno 2014 due delle principali banche bulgare. Aumentano, inoltre, i depositi delle famiglie: nel 2015 ammontano a 21,8 miliardi di euro, segnando +8% rispetto al 2014.

Rimane il problema della corruzione di sistema, che colloca la BULGARIA subito prima dell’Italia, e l’incertezza dovuta ai possibili cambiamenti di politica estera, nonché una maggiore incidenza degli investimenti pubblici sulle infrastrutture. Il potenziamento del trasporto su rotaia e una migliore capacità logistica che dia maggior impulso agli investimenti esteri nel medio periodo.

Così come una politica di riqualificazione del sistema scolastico migliorando l’interscambio internazionale e la revisione del sistema pensionistico, che dovrebbe adeguarsi al trend di crescita.

Altro nodo è quello dell’efficienza del sistema giustizia per intensificare la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale; ma si stanno facendo passi avanti anche in questo senso, limitando l’intrusione della politica nell’ordine giudiziario.

 

Gianfranco Artibani  (Fonte Ministero Affari Esteri)

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