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Per la settima serata consecutiva centinaia di bulgari si sono radunati nel centro di Sofia per protestare contro il fallimento della riforma giudiziaria e per chiedere la sostituzione del procuratore generale Sotir Tsatsarov. Contemporaneamente si svolgeva un’altra protesta contro il disboscamento illegale in Bulgaria con lo slogan “Senza giustizia nessun colpevole e niente natura!”  I cortei si svolgono autodefinendosi  “La Marcia dei liberi”.

Lunedì sera si sono uniti anche rappresentanti dell’Unione dei Giudici in Bulgaria, che hanno applaudito il Ministro della Giustizia dimissionario Hristo Ivanov insistendo che venga realizzata la riforma giudiziaria che lui ha proposto.

Alla protesta hanno preso parte anche alcuni parlamentari del partito DSB (Democratici per una Bulgaria forte) e del Blocco riformista RB – partner nella coalizione del governo. A causa della mancata riforma giudiziaria, il partito DSB è passato all’opposizione nonostante il fatto che il Blocco riformista nel suo complesso sia rimasto al governo.

Hristo Ivanov ha suggerito di modificare la costituzione con l’obiettivo di garantire l'indipendenza giudiziaria dal potere politico. Al contrario i parlamentari hanno approvato alcune modifiche con le quali l’indipendenza dei giudici verrà limitata ancora di più ed allo stesso tempo il Procuratore Generale sarà in grado di dominare, in modo del tutto incontrollato, tutte le decisioni circa i procuratori.

Ad oggi  le nomine e le promozioni avvengono con l’approvazione del Consiglio Superiore della Magistratura, dove il 50% sono Giudici e l’altro 50 % Procuratori. Durante l’estate scorsa è stato raggiunto un compromesso storico che prevede la divisione del Consiglio superiore della magistratura in quota giudiziaria e quota dei procuratori per limitare il conflitto di interessi tra di loro.

Inoltre, la Commissione di Venezia raccomanda da anni che nel Consiglio giudiziario supremo ci sia almeno una minima superiorità nel numero dei Giudici eletti dalla loro associazione rispetto a quelli designati dal Parlamento. Questa era una delle proposte nella riforma giudiziaria suggerita dal ministro Hristo Ivanov che è stata bocciata dal Parlamento.

Mercoledì prossimo i deputati voteranno in terza lettura le modifiche costituzionali.

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