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È un anniversario importante quello che Confindustria Bulgaria celebra quest'anno: 15 anni di presenza costante sul territorio bulgaro a supporto delle imprese associate. Rappresentare le imprese italiane in un territorio straniero in continua evoluzione non è stato un compito facile. Abbiamo ripercorso la storia dell'associazione, dall'arrivo delle prime grandi imprese italiane ad oggi, rilevando la sua crescita e sviluppo in questi 15 anni.

L'associazione inizialmente nasce come Comitato Consultivo dell'Imprenditoria Italiana in Bulgaria (CCIIB) su iniziativa dell'allora Ambasciatore d'Italia Alessandro Graffini. E' il 13 aprile 2000. L'obiettivo è di riunire periodicamente le più importanti imprese italiane presenti in Bulgaria e creare un organismo capace di selezionare l'imprenditoria italiana maggiormente rappresentativa. All'inizio la carica di presidente è ricoperta dall'Ambasciatore. Il Consiglio direttivo è composto da 12 membri, sei eletti dall'assemblea dei soci e sei nominati dall'Ambasciatore d'Italia.

Dal 2000 al 2003, il CCIIB passa da 30 a oltre 50 membri, svolgendo una funzione consultiva nei confronti dell'Ambasciata d'Italia e presentando anche le principali problematiche che ostacolano l'attività delle imprese italiane in Bulgaria.

Nel frattempo, la presenza italiana in Bulgaria cresce. "Il momento chiave in questo processo – spiega l'attuale presidente di Confindustria Bulgaria Pietro Ghia – è stato l'acquisto da parte di Unicredit della Bulbank, una delle maggiori banche bulgare." Il consolidamento di grandi imprese quali, Miroglio, Italcementi, Enel, si accompagna all'arrivo di tante piccole e medie imprese, attratte dal concorrenziale costo del lavoro che offre la Bulgaria. "Le aziende italiane hanno visto le potenzialità del Paese." – afferma Ghia – "Poi l'apertura della Bulgaria affinchè arrivassero persone che producessero era grande."

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Nel 2003, il CCIIB cambia il proprio statuto, affidando all'Ambasciatore il ruolo di presidente onorario e nominando presidente uno degli 11 membri del consiglio direttivo. Cambia anche il sistema di nomina del consiglio, che avviene esclusivamente tramite l'elezione da parte dell'assemblea dei soci.

Viene eletto presidente Renzo Martinelli, imprenditore trentino presente dal 1994 in Bulgaria, tra i fondatori del Comitato e attivo promotore dello sviluppo dell'associazione. Sotto la presidenza Martinelli, il CCIIB continua a crescere e strutturarsi. La segreteria trasloca dall'Ambasciata ad un ufficio indipendente; il numero dei soci cresce, giungendo a quota 100 nel 2006. Il CCIIB inizia a fornire anche i primi servizi, quali la prenotazione di alberghi e la realizzazione di traduzioni. Vengono organizzati dall'associazione anche i primi convegni e seminari.

Nel novembre 2005 Martinelli lascia la presidenza, che viene affidata a Pietro Luigi Ghia, presenza storica dell'imprenditoria italiana in Bulgaria e amministratore di molte società italiane operanti nell'area di Plovdiv. Ghia, che allora era anche Console onorario d'Italia a Plovdiv, presiede il CCIIB fino all'ottobre 2006. "Sono arrivato in Bulgaria nel lontano 1991"- racconta lui – e fino al 2000 i cambiamenti furono molto lenti. Poi tutto cambiò completamente. Sul mercato bulgaro cominciarono ad arrivare grandi società e questo fece aumentare i redditi dei bulgari in genere."

Alla vigilia dell'adesione della Bulgaria all'Ue, ossia l'ottobre 2006, il nuovo direttivo nomina presidente Massimo Bartocci, allora direttore di Miroglio Bulgaria. Il nuovo presidente cerca di incrementare ulteriormente il numero degli associati, puntando sul potenziamento dei servizi e degli eventi associativi. In questo periodo Bartocci e il Direttivo nominano per la prima volta nella storia del CCIIB un direttore, Todor Kotzev. Nasce inoltre la newsletter del Comitato, organo quotidiano di informazione sulla realtà economica e politica della Bulgaria. Affidata a Isotta Galloni, la newsletter (la cui prima edizione viene inviata nel dicembre 2006) diviene in breve tempo un momento di informazione importante per tanti imprenditori italiani in Bulgaria.

Dopo l'1 gennaio 2007, quando la Bulgaria entra nell'Unione Europea si registra una grande crescita economica, il proprio Pil è in aumento di oltre il 5%. Ciò è causato dall'arrivo di ingenti finanziamenti comunitari, dallo sviluppo impetuoso del settore immobiliare, dall'afflusso massiccio di capitali stranieri. Il numero di imprese italiane aumenta ancora ed il CCIIB, anche grazie ad una nuova vitalità nella propria attività, nel 2008 conta circa 180 associati. "Molte delle funzioni dei primissimi anni si sono esaurite con l'ingresso della Bulgaria nell'UE (penso in particolare all'aspetto doganale ed amministrativo) – spiega Mascali - ma sono state sostituite con un sistema di servizi efficient".

Nel settembre 2008 direttore diventa Federico Cassi, che fino a quel momento si occupava della newsletter e curava le comunicazione del CCIIB. La crisi economica internazionale raggiunge anche la Bulgaria ed il CCIIB, al fine di scovare nuove opportunità commerciali per le proprie aziende, inizia ad effettuare visite e studi nei mercati limitrofi della penisola balcanica.

L'8 Aprile 2009, avviene la "storica firma" sull'accordo di collaborazione tra il CCIIB e Confindustria, relativamente dal presidente Bartocci e dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. In questo modo il Comitato diventa interlocutore di Confindustria e suo riferimento per la Bulgaria, aprendo svariate possibilità di sviluppo e dialogo reciproco. La firma avviene durante la visita di una delegazione del CCIIB a Roma, composta oltre al presidente Bartocci, del vicepresidente Roberto Pagani, del segretario generale Federico Cassi, dei consiglieri Aldo Andreoni, Giuseppe de Francesco, Pietro Luigi Ghia e dell'associato Luigi Salvadori. Questo accordo è il primo passo verso l'adesione del CCIIB a Confindustria in qualità di socio aggregato.

Nel frattempo l'associazione sta cambiando: il suo ruolo si evolve e si modifica con l'aumento dei soci, crescono anche i servizi e i momenti di vita associativa. Su proposta del consigliere Aurelio Donati si decide di togliere l'aggettivo "consultivo" dalla denominazione e nel corso dell'Assemblea Generale del 15 ottobre 2009 l'associazione assume il nome di "Comitato dell'Imprenditoria Italiana in Bulgaria" (CIIB). "La ragione per cui l'associazione ha sviluppato un ruolo sempre più rilevante è la capacità di raccogliere e far convivere una pluralità di esperienze diverse" – sostiene l'attuale direttore Mascali. "Per gli imprenditori noi siamo un punto di incontro, di ritrovo, di condivisione delle idee". "Per questo, - aggiunge- nonostante la crisi il numero degli associati è stabile".

Nell'ottobre del 2009 Bartocci è riconfermato alla presidenza; come vice-presidenti, invece, sono eletti il tesoriere Roberto Pagani (altra storica presenza dell'imprenditoria italiana in Bulgaria, Vice-presidente anche nel precedente triennio) e Luigi Salvadori. Si istituiscono inoltre i Rappresentanti Territoriali, con la funzione di mantenere e sviluppare i rapporti tra il Comitato e gli enti locali.

Il 2010 è quindi un anno importantissimo nella vita dell'associazione. Nel febbraio si dà avvio al processo di costituzione di Confindustria Balcani, federazione che raggruppa le associazioni di imprenditori italiani presenti nei Balcani: un percorso totalmente innovativo, che mira a dare una prospettiva organica e integrata alle aziende italiane nella penisola balcanica.

Il 25 marzo, inoltre, il CIIB diventa socio aggregato di Confindustria: il nome dell'associazione cambia in "Confindustria Bulgaria", mentre, in pieno accordo con l'Ambasciatore d'Italia Stefano Benazzo, viene cancellato dallo statuto l'articolo che affida la carica di presidente onorario all'Ambasciatore d'Italia a Sofia, in quale però, diventa "referente politico e istituzionale di Confindustria Bulgaria".

Nel marzo del 2011 Ghia è stato nuovamente eletto presidente, e riconfermato nel novembre 2014. Nel frattempo Roberto Mascali diventa direttore di Confindustria Balcani nel 2011 e di Confindustria Bulgaria nel 2013. "Oggi abbiamo circa 300 soci – afferma Mascali - la maggior parte sono piccole e medie aziende nel settore delle calzature, tessile, metalmeccanica ed elettronica, e recentemente si è ampliato anche il settore dei servizi; un altro elemento importante per noi è l'industria agroalimentare". E aggiunge: "Sono certo però che c'è spazio per un'ulteriore crescita".

Confindustria Bulgaria punta su tre aspetti nella sua missione di supporto alle aziende: informazione, identità e rappresentanza e servizi. "Un altro importante obiettivo è concorrere ad una più ampia conoscenza della Bulgaria in Italia" – spiega il direttore, perchè "siamo spesso impegnati in presentazioni del Paese al fine di attrarre nuovi investitori e migliorare le relazioni commerciali tra i due Paesi." Non manca la volontà di "migliorare i servizi e il supporto messi a disposizione dei nostri associati e in generale delle imprese italiane che operano sul mercato bulgaro o che desiderano farlo." A suo avviso, "i valori associativi sono molto importanti per le aziende oggi, anche perchè uniti si è più forti".

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