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Da 15 anni Confindustria Bulgaria rappresenta le imprese italiane nel Paese balcanico. Oggi l'associazione comprende più di 300 soci. La lunga esperienza di chi ha già avviato con successo la sua attività in Bulgaria, accompagnata dalla professionalità e dalla competenza dello staff dell'associazione, garantiscono un supporto sicuro non solo nel primo approccio al mercato bulgaro ma anche dopo, nelle scelte aziendali strategiche. Vi presentiamo i motori di questo sistema, il presidente Pietro Luigi Ghia, presenza storica dell'imprenditoria italiana in Bulgaria e il direttore Roberto Mascali, direttore anche di Confindustria Balcani.

Li incontriamo nella nuova sede dell'associazione, situata in un nuovo grande palazzo, Perform business center, in via Positano 2 a Sofia. Già Console onorario d'Italia a Plovdiv, Pietro Luigi Ghia lavora in Bulgaria da oltre 20 anni, è amministratore di molte società italiane. Consigliere di Confindustria Bulgaria dal 2001, ha ricoperto il ruolo di presidente dal novembre 2005 all'ottobre 2006. Ghia è stato nuovamente eletto presidente di Confindustria Bulgaria nel marzo del 2011 е rieletto a novembre 2014.

Non possiamo non chiedergli come ha scelto di trasferirsi in Bulgaria.

"La prima volta che venni in Bulgaria fu nel 1991: accompagnai un amico. Al termine del viaggio, però ho detto "questo paese non lo voglio vedere più neanche in fotografia". In realtà per uno come me, che arrivava da Torino, la Bulgaria che appena si affacciava al mondo, dopo la chiusura del comunismo, è stato uno choc. Dopo un secondo viaggio però, mi sono reso conto del grande potenziale e delle moltissime possibilità di sviluppo che offriva il paese". Anche perchè all'epoca nessuno conosce la Bulgaria. I primi anni sono difficili, tutte le imprese sono statali e iniziare una collaborazione con esse diventa un'impresa complicata. "Successivamente però il lavoro cominciò ad andare bene – aggiunge il presidente - e nel 1995 presi la decisione di prendere la residenza in Bulgaria."

Ghia però non sceglie la capitale Sofia ma la città di Plovdiv, distante 130 km. "Era la prima città che avevo visitato. In quel momento non avevo necessità di contatti continui con le istituzioni bulgare e italiane nella capitale. Dovevo trovare delle aziende bulgare che potessero lavorare per quelle italiane. Plovdiv invece era molto più concentrata come città e più idonea a questo scopo, anche per quanto riguarda la zona industriale."

E' tra i primi italiani che si stabiliscono nella zona, "un po' una mosca bianca". Racconta che "c'era già qualche connazionale che commercializzava, ma non delle industrie. In quel momento nessuno dei miei clienti italiani avrebbe pensato che la Bulgaria avrebbe avuto un'evoluzione così veloce, tanto meno di trasferire potenzialità di lavoro qui."

Così nel 1998 arriva il momento chiave per l'entrata delle imprese italiane in Bulgaria, l'Unicredit acquista una delle maggiori banche bulgare "Bulbank". Questo influenza in modo significativo gli imprenditori italiani che trovano un partner affidabile e una garanzia. "L'acquisto di Bulbank da Unicredit ha aperto il mercato ed ha agevolato anche il mio lavoro perché gli imprenditori italiani hanno cominciato a cercare da soli collaborazione con me. Questo investimento ha avuto una grandissima risonanza internazionale". – afferma il presidente di Confindustria Bulgaria.

Perché le aziende italiane decidono di internazionalizzarsi in Bulgaria? "Hanno visto le potenzialità del paese." – risponde Ghia – "Anche le piccole e medie imprese che sono venute nella zona di Plovdiv, la maggior parte di carattere familiare, erano già consolidate. Poi questa apertura della Bulgaria, l'accoglienza affinchè arrivassero persone che producessero era grande; lo si vedeva anche da parte dei sindacati e gli imprenditori italiani rimanevano sbalorditi."

Fondamentale è stata la decisione dei manager italiani di puntare sulla manodopera bulgara che dopo un'istruzione adeguata ha iniziato a ricoprire ruoli dirigenziali nelle imprese. "Credo che questa sia stata l'arma vincente delle aziende italiane trasferitesi in Bulgaria per continuare ad essere competitive e proporre soluzioni innovative." – conclude il presidente.

Il direttore, Roberto Mascali, si inserisce nel discorso descrivendo il quadro attuale della presenza italiana in Bulgaria, associata con Confindustria."Siamo presenti da 15 anni nel Paese, prima come Comitato consultivo dell' imprenditoria italiana in Bulgaria e dal 2009 è iniziata la collaborazione con Confindustria. Abbiamo circa 300 soci, la maggior parte sono piccole e medie aziende nel settore delle calzature, tessile, metalmeccanica ed elettronica, e recentemente si è ampliato anche il settore dei servizi; un altro elemento importante per noi è l'industria agroalimentare".

L'organizzazione va anche oltre i confini bulgari, dal 2008 è iniziato un progetto sui Balcani che ha dato origine ad una serie di associazioni e nel 2010 è nata Confindustria Balcani che comprende Romania, Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Macedonia. A breve probabilmente anche la Croazia.

Il direttore Mascali descrive una situazione radicalmente cambiata dopo la crisi nel 2009: "prima la presenza delle aziende italiane era molto più numerosa, ma molte di loro non erano strutturate sufficientemente e non riuscivano a sostenere la loro attività in Bulgaria." E aggiunge: "Purtroppo la percezione è di una ripresa molto lenta e gli investimenti sono in calo, eccetto alcuni investimenti mirati, nella metalmeccanica per esempio".

Confidustria Bulgaria punta su tre aspetti nella sua missione di supporto alle aziende: informazione, identità e rappresentanza e servizi. "Da solo l'imprenditore di fronte alle istituzioni è debole – ritiene Mascali - ma riconoscersi in un gruppo con 300 imprese, davanti alle istituzioni o con gli enti locali è un valore in sé." L'associazione cerca di accrescere le competenze degli imprenditori dedicando spazio a temi tecnici: tributario, fiscale, legale ecc. "E' molto importante la socializzazione delle esperienze tra i vari imprenditori – spiega il direttore – e questo permette un confronto molto utile." Confindustria Bulgaria offre anche ricerche di mercato e di partner ma anche servizi esterni affidati a professionisti affermati.

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