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Epopeja na zabravenite (Ovvero Storie di Dimenticati)

Da Tore Zappadu

Teatro-nazionale-Ivan-Vazov

Finora mi è capitato di rado di visitare Sofia. Ma proprio quando, con Vincenzo il bolognese e Paride il sorano, abbiamo deciso di “conoscere” e degustare i prodotti sardi della pasticceria di Cesare Ticca, sono finito seppur casualmente ad un di presso del maestoso, ma comunque gradevole, Teatro Nazionale Ivan Vazov.

Sapevo già chi fosse Vazov perché, da qualche giorno, avevo deciso di dedicargli queste pagine di riflessione che ho intitolato per l’appunto “Epopeja na zabravenite” come la sua opera più famosa, grazie alla quale, ancora oggi, viene ritenuto il più grande scrittore bulgaro di tutti i tempi. È così che Иван Вазов (Ivan Vazov), da quel momento, è diventata una mia idea fissa. A dire il vero, su di lui in Internet si trova davvero molto poco, un po’ come succede più in generale, anche quando provi a indagare meglio su uomini e cose della Bulgaria. È come se qualcosa o qualcuno avesse deciso di lasciare nella penombra quanto di grande e di bello la storia di questo paese possa offrirci. Di sicuro, tutto mi sarà facilitato il giorno che deciderò di forzare le tappe per l’apprendimento della lingua bulgara, per ora invece debbo accontentarmi di quel tanto che passa il “convento” web.

Tornando al teatro, confesso di aver guardato anch’io,da subito e con curiosità, il putto posizionato sulla sinistra di Apollo, nella facciata restaurata nel 1926 con le dorature originali sui bassorilievi. Quel putto sul quale, un operaio piuttosto burlone aveva deciso di lasciare la sua personale interpretazione, una firma che, nel tempo, è divenuta una delle attrazioni più ricercate e fotografate dai turisti. Quel piccolo putto con il “pisello” dorato è osservato, fotografato, “discusso” e raccontato ben più del divino Apollo che, sconosciuto ai più, rimane, seduto e incredulo, al suo fianco.

KUKERI

Tra l’altro ho anche letto da qualche parte della leggenda per cui uno dei motivi per cui il Teatro venne dedicato a Vazov andrebbe ricercato nella fama di grande amatore di cui lo scrittore godeva in vita. Tanto che, la leggenda non si ferma solo alle “dicerie”, ma assicura che anche la morte del settantenne scrittore sia arrivata dopo l’epica circostanza di una intera notte di amore e passione trascorsa, con una giovane bulgara ventenne, avvenente ed, evidentemente, per lui fatale.

Ivan Vazov è stato leggendario in ben altro modo e per ben altri ideali. Ha combattuto con le armi della letteratura per la liberazione della sua terra dal giogo ottomano. Ed ancora, ha partecipato in ruoli diretti e anche di primo piano (ministro della Pubblica Istruzione), al risorgimento del nuovo Stato sin dagli ultimi anni dell’ottocento. Spronando anche in maniera violenta i suoi connazionali.

In un brano della “Epopeja” arriva a scrivere:

“..oh stupido senza orgoglio. Perché ti vergogni di chiamarti Bulgaro?

Non possiedono i Bulgari un regno

e uno stato? Non deluderti, ma conosci

le tue origini e la tua lingua.”

Amava anche l’Italia che aveva visitato e conosciuto nelle scritture dei grandi. In un suo poema intitolato giusto All’Italia (Italija) così conclude, la sua ode:

“…A te il saluto della Bulgaria.

Sovr'essa il manto maggio distende,

come te anch'essa brilla, risplende,

nella speranza, nei canti e fiori.

Naviga, o nave, portami là,

dove maturano d'oro i limoni,

là dove eterni son canti e suoni,

sotto i benefici doni del ciel!”

Ecco, leggendo le poche poesie che mi sono capitate a tiro, ho capito qualcosa che, da sardo, avevo solo intuito. Non penso di svelare niente di eclatante se, per esempio, racconto che, in questo periodo pre-estivo, in questo mese di maggio dal barometro spesso “ballerino”, comunque molto festaiolo, ammirare i costumi dell’entroterra bulgaro, i suoi colori, la composizione stessa degli stessi, mi abbia riportato alla mente le tradizioni, i costumi e i balli dei nostri paesi. Per non parlare della straordinaria “sintonia” tra i Kukeri ed i Mamuthones.

Ebbene, leggendo le poesie di Vazov, il modo tutto suo di far procedere endecasillabi e rime con un certo ritmo ed una specifica ripetitività, mi sono venute in mente le secolari gare poetiche, sui palchi delle sagre paesane in onore del patrono in tutti i paesi di Sardegna.

Forse mi sbaglio, ma più mi sperimento nella investigazione di questi luoghi e di questi uomini, più mi sento a casa mia.

E non mi dispiace affatto!

3. continua

mamuthones

Commenti  

 
0 #1 totonno 2015-06-01 08:12
Grande Tore... stai diventando il trait d'union tra la Bulgaria e l'Italia, a livello storico, culturale e folcloristico. Spero che la tua penna continui ad esprimere questi sentimenti su Bulgaria Oggi, che indubbiamente ne guadagna in prestigio.
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