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Continuiamo la nostra serie di interviste ai rappresentanti dei partiti del Parlamento bulgaro. (clicca qui).

BSP è stato sempre tra i maggiori partiti bulgari e ha fatto parte di numerosi governi. La sua lunga storia inizia con la nascita del movimento socialista in Bulgaria nel 1891. L’odierno partito socialista bulgaro è erede del Partito comunista bulgaro ma nei 25 anni dopo la caduta del comunismo ha avuto un’evoluzione a partito di sinistra europeo appoggiando l’entrata della Bulgaria nella NATO e nell’Ue. Dopo il mal riuscito governo “Oresharski”, costituito da BSP, i socialisti hanno avuto una durissima perdita alle scorse elezioni legislative nell’ottobre del 2014, con soli 15,4% dei voti e in questo momento sono il secondo partito nel Parlamento in opposizione.

Iniziamo con una breve presentazione di BSP (Partito socialista bulgaro). Che tipo di formazione è, di che orientamento, quando è nata?

Il nostro partito ha più di 120 anni di storia, ha passato diversi periodi nello sviluppo storico ed economico della Bulgaria. E’ il partito più antico nel Paese. BSP è un partito di massa che rappresenta i lavoratori, i piccoli agricoltori, i socialmente disagiati, coloro che hanno bisogno dell’aiuto dello Stato, i giovani. Un tipico partito socialista come rappresentanza degli interessi dei singoli gruppi.

In che cosa assomiglia e in che cosa si distingue BSP dagli altri partiti europei di sinistra?

I partiti socialisti si distinguono per le loro priorità nei singoli Paesi, ultimamente su piano europeo siamo uniti nella lotta contro la disoccupazione giovanile. Abbiamo ottenuto la cosiddetta garanzia di occupazione giovanile: fondi europei destinati a creare lavoro per giovani sotto i 29 anni. Nel programma di BSP puntiamo sulla protezione delle piccole e medie imprese che rappresentano l’80% dell’economia. Noi siamo promotori per la limitazione di abusi da parte delle grandi catene commerciali in Bulgaria sui produttori locali. Su questo punto siamo in contrasto con i colleghi degli altri Paesi europei perché le catene menzionate hanno le sedi centrali all’estero.

BSP è la principale forza di opposizione nell’attuale Parlamento, quali sono le differenze tra voi e i governanti?

Nostra priorità principale è la politica sociale ma ci rendiamo perfettamente conto data la situazione, è necessario un buono sviluppo dell’economia. Per questo siamo favorevoli alla previsione di una maggiore crescita economica, l’attuale prognosi del partito al governo GERB prevede una crescita molto bassa, del 0,8%. Noi, invece, crediamo che con l’intervento dello Stato si può assicurare una crescita maggiore: progetti per le aziende, posti di lavoro per le persone, entrate nell’erario. A differenza dei governanti, vogliamo un ruolo maggiore dello Stato come investitore e regolatore nell’economia. A nostro avviso, lo Stato deve partecipare come investitore in grandi progetti pubblici e assicurare lavoro alle imprese bulgare e posti di lavoro ai cittadini bulgari. Per quanto riguarda la politica sociale, siamo contrari al governo attuale che ha congelato 14 tipi di assegni sociali. I governanti ritengono che in tempi di crisi dobbiamo stringere le cinture. Al contrario, noi crediamo che più soldi alla gente avrebbero stimolato i consumi che avrebbero portato una crescita maggiore nell’economia. In Bulgaria c’è un enorme problema con la crisi demografica. Sono necessarie delle misure urgenti, raggiunte con consenso nazionale. Se no, i giovani vanno all’estero, centinaia di migliaia si sono trasferiti fuori dalla Bulgaria in cerca di una realizzazione migliore. Per questo noi Vogliamo che lo Stato assicuri scuole d’infanzia e nidi perché non ci sono abbastanza posti per tutti; che i giovani che stanno finendo l’Università possano fare degli stage in società bulgare per avere delle capacità pratiche. E che questi stage siano pagati. Siamo di fronte alle elezioni comunali alle quali eleggeremo i sindaci. Una parte della piattaforma di BSP prevede che il 50% delle tasse per gli asili sia a carico dei comuni.

In questo momento BSP sta vivendo un periodo difficile. Lei come descriverebbe lo stato attuale del partito?

Alle ultime legislative abbiamo vissuto la perdita più grande da molti anni. Questo ci ha portato ad un’analisi molto seria della situazione. Ci siamo dati risposta perché siamo arrivati qui e ora stiamo cercando di superare le cause che ci hanno portato a questo stato. Ciò ha comportato dei cambiamenti nell’organizzazione e nello statuto per aprire il partito ai giovani, per dare la possibilità anche ai simpatizzanti che non sono membri di BSP, anche a coloro che dubitano chi li possa rappresentare. Il 5 aprile si è svolto un congresso cruciale per BSP, al quale è stata adottata la Piattaforma per le elezioni comunali e la dichiarazione politica che rappresenta le priorità di fronte alla Bulgaria secondo i socialisti. E’ vero, siamo in un periodo difficile, e questo si vede. Stiamo cercando con delle politiche nuove, con idee di governo innovative che proponiamo come alternativa al governo attuale, per uscire dallo stato attuale del nostro partito.

Molti italiani, sia imprenditori che pensionati, sono interessati alla Bulgaria per il buono standard di vita e per i prezzi bassi. Lei come valuta questo?

Sono benvenuti. Gli italiani sono della brava gente. Nel periodo 2007 – 2012 abbiamo preparato un progetto di collaborazione tra l’INPS bulgaro e gli istituti assicurativi dei Paesi europei affinchè dei pensionati dall’Ue possano venire in vacanza in Bulgaria. Abbiamo dei posti meravigliosi, in Bulgaria ci sono molte fonti termali. In genere i bulgari sono ospitali, per questo secondo me gli italiani si sentirebbero bene. La cucina è ottima, la natura è bella, il clima moderato. Possono sia sciare, sia riposare al mare d’estate.

Gli italiani e gli stranieri, in genere chiedono più sicurezza, uno Stato più ordinato, dove non corri il rischio di rubarti la macchina o di scoprire che sei rimasto senza telefono fisso perché qualcuno ha tolto i cavi nel paese. Che cosa risponderebbe loro?

Gli risponderei sinceramente che in realtà abbiamo questi problemi in Bulgaria. Forse non siamo l’unico Paese europeo dove accade questo. Negli ultimi anni abbiamo cercato di prendere delle misure contro la microcriminalità. Anche durante il governo Oresharski è stato adottato un programma speciale, che in ogni località ci siano delle forze dell’ordine destinati alla prevenzione della microcriminalità. Purtroppo il problema non è sparito, ma con gli sforzi di tutte le istituzioni cerchiamo di superarlo.

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