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Ieri il Ministro dell'Energia Temenuzhka Petkova ha riferito che "soltanto per l'anno 2014 il settore energetico bulgaro ha perso 231 milioni di Lev a causa dell'impegno della Compagnia Elettrica Nazionale (NEK) per l'acquisto obbligatorio di energia elettrica da fabbriche e centrali termoelettriche" .

Il deficit di NEK per l'intero 2014 è stato pari a 644 milioni di Lev ed il deficit complessivo del sistema nel corso degli anni è di oltre 3 miliardi di Lev.

Al fine di fermare questa pratica sono state adottate modifiche della Legge sull'Energia che prevedono l'acquisto da parte di NEK solo di energia prodotta da fonti altamente efficienti e che non sia superiore alla quota designata dalla Commissione di regolamentazione dell'energia e le risorse idriche (KEVR).

Probabilmente i cambiamenti comporteranno la chiusura di "Vidachim" e circa 300 persone nella regione più povera della Bulgaria rimarranno senza lavoro.

Attualmente NEK acquista l'energia elettrica da "Vidachim" AD al prezzo di 140 lev / MWh al netto di IVA che poi vende sul mercato regolamentato a 125 lev / MWh. Vale a dire che NEK realizza perdite per un importo di 15 lev per megawattora.

Attualmente si acquista a prezzi preferenziali anche l'energia prodotta dalle centrali elettriche Maritsa East 2 e la americana AES Galabovo.

		
		

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