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Infrastrutture adeguate, trasparenza, liquidità, ed accesso non discriminatorio nei confronti di fornitori e clienti le precondizioni che devono essere garantite prima di avviare il progetto, che potrebbe essere finanziato tramite alcuni meccanismi europei quali Ten-E, Meccanismo per collegare l'Europa e Fondo europeo per gli investimenti strategici

La Bulgaria potrebbe diventare il prossimo distributore di gas comune a tutti gli stati membri dell'Unione europea. Questa l'idea promossa dal Primo Ministro bulgaro Boyko Borissov in occasione dell'incontro con Maros Šefčovič, vice presidente della Commissione Ue, e Miguel Arias Cañete, commissario europeo per l'azione per il clima e l'energia. Nei piani del Primo ministro, l'hub del gas bulgaro potrebbe rifornire non solo l'Europa centrale e occidentale, ma anche i paesi della Comunità europea dell'energia. Affinché la distribuzione di gas possa funzionare correttamente Sofia deve prima di tutto riuscire a garantire infrastrutture adeguate, trasparenza, liquidità, ed un accesso non discriminatorio nei confronti di fornitori e clienti. All'incontro di oggi, tenutosi a Bruxelles, le parti hanno convenuto di verificare la possibilità concreta di far partire il progetto dell'hub del gas bulgaro in occasione della prima riunione del Gruppo ad alto livello, istituito allo scopo di portare avanti i progetti di diversificazione transfrontalieri nella regione.

Tra gli argomenti chiave discussi le attuali sfide energetiche di Sofia, la necessità di dare priorità allo sviluppo delle infrastrutture nella zona centro-sud dell'Europa ed il loro potenziale impatto sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Unione Europea. In questo contesto Borissov ha confermato il suo impegno a favore della costruzione di un Unione energetica caratterizzata da un'offerta a prezzi accessibili, sicura, sostenibile e rinnovabile. Inoltre, è stato raggiunto un accordo sulla necessità di aumentare il livello di integrazione della regione, e soprattutto, di garantire una reale diversificazione dell'offerta del gas. Da questo punto di vista il Vice presidente Šefčovič ha ribadito la disponibilità della Commissione Ue a valutare il contributo dei meccanismi europei di sostegno finanziario quali, Ten-E, Meccanismo per collegare l'Europa (Cef) ed il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), per l'acquisizione dei finanziamenti necessari e la rapida attuazione dei progetti.

Sebbene i dettagli tecnici relativi all'attuazione del progetto sull'hub del gas bulgaro non siano ancora trapelati, fonti interne alla Commissione Ue confermano l'accordo politico e la volontà di realizzarlo. Nel frattempo, il dialogo tecnico tra Sofia e Bruxelles va avanti. 

http://www.eunews.it/

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