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Plovdiv, vecchia citta'

Un grande lavoro di scambio internazionale su cui si poggia la candidatura di Perugia 2019 è quello presentato durante una conferenza stampa nella sede della fondazione Perugiassisi 2019 dal presidente Bruno Bracalente, la direttrice Loredana De Luca e parte dello staff composto da Maryia Borisova, Adina Curta e Giulia Paciello.

Un lavoro svolto in 4 anni L'oggetto della conferenza stampa è stata infatti la parte relativa ai rapporti che Perugia e l'Umbria hanno costruito con città europee candidate o già titolate rispetto alla Capitale europea della Cultura. Nell'arco degli ultimi 4 anni si sono creati rapporti con l'estero che vanno oltre la candidatura, rapporti che sono una ricchezza per Perugia, in quanto da essi sono nati dei progetti validi e importanti a livello internazionale che si vogliono realizzare indipendentemente dall'esito della gara.

Nel dossier finale Uno dei principi fondamentali a cui l'Europa tiene moltissimo e su cui è stata costruita la candidatura di Perugia è proprio quello di instaurare rapporti umani e conoscenze dirette perché, è vero, la rete oggi è lo strumento più potente che riesce a collegare tutto il mondo ma mai potrà sostituire quel gesto di fratellanza dato da una stretta di mano. Come ha ricordato Bracalente «quella della dimensione europea è una parte fondamentale del progetto Perugia 2019. Nel dossier finale, depositato una settimana fa al Mibact, la sezione inerente è stata approfondita come indicato dalla commissione».

24 progetti con la Bulgaria Ad implementare questa parte i 24 progetti in collaborazione con la Bulgaria e quindi anche con Plovdiv, appena decretata Capitale europea della cultura, l'unica tra le ex candidate bulgare, che con Perugia ha anche in comune il fatto di poter contare su una Fondazione. «All'estero Perugia 2019 risulta una candidatura seria e tutti si augurano che la nostra città, insieme ad Assisi e l'Umbria, possa essere la vincitrice per l'Italia» ha sostenuto De Luca.

Oltre la candidatura Della dimensione europea della candidatura sono state messe in risalto tutte le componenti, sia per i rapporti instaurati con la Bulgaria, sia per il progetto avviato di 'Ambasciatori culturali', oltre che per le 'Antenne' europee individuate. «Nell'arco degli ultimi quattro anni – ha detto De Luca – si sono creati rapporti con l'estero che vanno oltre la candidatura, rapporti che sono una ricchezza per Perugia».

Da Madrid in poi La prima apparizione della candidatura di Perugia2019 sulla scena internazionale è datata 31 maggio 2010 all'istituto italiano di cultura di Madrid, dove i sindaci Claudio Ricci, di Assisi, e Wladimiro Boccali, di Perugia, avevano presentato il progetto che allora era nella sua fase iniziale. I rapporti con la Bulgaria si avviano sempre nel 2010 ma il primo vero incontro istituzionale risale al 9 maggio 2012 a Perugia in occasione della Festa dell'Europa con la firma del primo accordo di collaborazione tra il Comune di Perugia, il Comune di Sofia, con la Fondazione nata solo 20 giorni prima. Il 19 giugno del 2013 è stato inoltre firmato il primo accordo di collaborazione con Plovdiv, città bulgara appena nominata capitale europea della cultura 2019.

Ambasciatori e Antenne culturali Per quanto riguarda invece il progetto 'Ambasciatori culturali', è stato avviato nel 2013 con lo scopo di promuovere la candidatura all'estero e favorire l'internazionalizzazione delle istituzione umbre e perugine creando contatti per l'ideazione di progetti comuni. Oggi i beneficiari di questa opportunità sono 12 giovani ospitati in 8 città europee per un periodo di 3 o 6 mesi. A completare la "dimensione europea" della candidatura anche le 13 'Antenne' (persone attive in campo culturale e provenienti da molti paesi europei) che hanno aiutato a sviluppare lo slogan definitivo della candidatura

http://www.umbria24.it 

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