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Wine_tasting_2014

Anche quest'anno la manifestazione, organizzata da ICE nello splendido scenario dell'attico dell'Hotel Kempinsky, ha registrato la consueta partecipazione attenta degli operatori interessati al Vino.

L'organizzazione più selettiva ha consentito di eliminare l'afflusso dei curiosi e gli operatori bulgari, importatori e distributori di vini italiani, hanno avuto modo di illustrare la propria offerta a buyer e media.

Sarà per l'estate incipiente o per la costanza dell'Agenzia dei proponenti, che per il terzo anno consecutivo partecipano in modo convinto alla manifestazione, i Vini della Sardegna anche quest'anno hanno catalizzato l'attenzione degli operatori.

Oltre il rosso principe, il Cannonau, che i bulgari hanno da tempo iniziato a conoscere ed apprezzare, della Cantina Paulis, di Monserrato, che vanta quasi cento anni di storia, quest'anno i sardi hanno presentato il Carignano del Sulcis, un rosso speciale, DOC di una piccola zona del sud ovest dell'isola, prodotto in piccole quantità da vigne allevate ad alberetto basso, su terreni prevalentemente sabbiosi esposti ai venti di maestrale provenienti dal mare. Un vino interessante, di grande carattere, sul quale hanno puntato da tempo la propria strategia produttiva le Cantine della zona, ed in primo luogo quella storica di Calasetta, un piccolo paesino a ridosso dell'isola di Carloforte, una perla nelle perle della Sardegna, che gode di grande fama per le sue tonnare ed ormai per la sua gastronomia centrata sul tonno.

Ma ancora di più, quest'anno, è parso che ad interessare gli operatori siano stati i bianchi prese ntati dalla Cantina Paulis. Due DOC tradizionali: il Vermentino di Sardegna ed il Nuragus. Il primo, che accompagna i piatti di pesce dei turisti, particolarmente in Gallura e nella Costa Smeralda, gode ormai di fama internazionale. Il secondo è stata un po' la sorpresa di quest'edizione. Prodotto da un vitigno endemico con tremilacinquecento anni di storia, è stato affinato nel tempo dalla costanza dei vignaioli del Parteolla e della Marmilla, nel sud - est dell'Isola, ed ha conservato intatte le sue caratteristiche organolettiche ed aromatiche.

Il suo nome, con la stessa radice – non casuale – NUR dei Nuraghi, evoca una storia antica di perseveranza e di sapienza. Quando l'Europa era abitata da popolazioni che abitavano capanne poco più avanzate delle palafitte, in Sardegna, Atlantide, la mitica terra delle due primavere evocata dagli scrittori Greci, oltre la caccia, l'allevamento delle pecore, la pesca ed il commercio internazionale, i Sardi coltivavano la civiltà dei metalli e quella del vino, come dimostrano i reperti degli scavi nelle antiche città fortezza.

Gioielli preziosi, che fanno parte della cultura originaria di un'isola antica.

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