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La Commissione Ue «ha chiesto alla Bulgaria di sospendere il progetto» South Stream e ha avviato una procedura d'infrazione relativa agli appalti. Lo ha annunciato un portavoce dell'esecutivo comunitario, spiegando che le procedure seguite da Sofia per la gestione dell'appalto pubblico «non rispettano le norme Ue in materia» e per questo è stata inviata una lettera di messa in mora dove vengono chieste ulteriori informazioni. «Dato che i lavori erano sul punto di cominciare, era urgente agire», ha spiegato il portavoce.

PROGETTO SVILUPPATO DA ENI E GAZPROM. Il South Stream è un progetto volto alla costruzione di un nuovo gasdotto, destinato a connettere direttamente Russia e Unione europea eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito. È stato sviluppato congiuntamente da Eni, Gazprom, Edf e Wintershall, e i lavori avrebbero dovuto essere ultimati entro la fine del 2015.

ANCHE ALTRI PAESI AL VAGLIO DELLA COMMISSIONE. «Stiamo guardando anche negli altri Stati membri» coinvolti nel progetto South Stream (Ungheria, Grecia, Slovenia, Croazia, Austria), ha aggiunto il portavoce, «per verificare il rispetto della legislazione Ue e agiremo se necessario». La costruzione del gasdotto è destinata quindi a fermarsi sino a quando non rispetterà le regole europee. Sofia ha un mese di tempo per rispondere alla Commissione.

MANCATO RISPETTO DELLE REGOLE UE SULL'ENERGIA. Bruxelles aveva già bloccato gli accordi intergovernativi tra i Paesi Ue e Gazprom in quanto ritenuti non in linea con le regole europee del Terzo pacchetto energia, che prevedono l'unbundling (spacchettamento) di infrastrutture e diritto d'accesso e utilizzo. La Commissione si era quindi offerta come mediatrice per rivedere gli accordi e aveva costituito un gruppo di lavoro tecnico. Dopo la decisione di Mosca a fine aprile di rivolgersi al Wto per contestare il Terzo pacchetto energia dell'Ue, il gruppo non si è più incontrato né sono al momento previsti nuove riunioni.

SULLA DECISIONE PESANO LE TENSIONI IN UCRAINA. Il commissario Ue all'Energia Guenther Oettinger, in un'intervista alla Faz nei giorni scorsi, aveva avvertito: «Continueremo le discussioni se i partner russi torneranno ad aderire alle pratiche legali internazionali e se sono pronti per una cooperazione costruttiva sulla base della nostra legislazione energetica». Ma, ha aggiunto, «nella situazione attuale, con condizioni da guerra civile nell'Ucraina dell'Est e senza il riconoscimento di Mosca del governo a Kiev, non arriveremo certamente a una conclusione politica dei nostri negoziati». http://www.lettera43.it

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