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Paolo Castagna ha ricoperto la carica di Vice Direttore di ICE Sofia dal 2007. Dopo la partenza di Fabrizio Camastra, ormai due mesi fa, ne è diventato il Direttore. Con lui abbiamo discusso di relazioni commerciali tra la Bulgaria e l'Italia, vantaggi e svantaggi della Bulgaria come destinazione di investimento e dei cambiamenti dei quali è stato testimone.

Da quando esiste ICE Sofia? L'ICE ha uffici anche in altre citta'della Bulgaria?

L'ufficio ICE in Bulgaria è stato aperto a Sofia nel 1969. Naturalmente, le attività della struttura sono cambiate profondamente rispetto al periodo del precedente regime, quando il commercio internazionale era fortemente regolato dallo Stato e soggetto a numerosi vincoli, normativi, valutari, ecc. Oggi, la promozione dei prodotti "made in Italy" sul mercato bulgaro consente di cogliere tutti i vantaggi dell'appartenenza a un Mercato Unico europeo.

L'ICE ha un unico ufficio in Bulgaria, a Sofia. Mi preme sottolineare l'importanza del fatto che l'ICE continui a presidiare la Bulgaria: con la trasformazione dell'Istituto in Agenzia, tra il 2011 e il 2012, anche la nostra Rete estera è stata al centro di un processo che ha portato a 60 il numero degli uffici nel mondo, ai quali si aggiungono 15 punti di corrispondenza. La conferma del nostro ufficio a pieno titolo nella Rete estera costituisce un importante segnale del rilievo che la Bulgaria e l'area balcanica continuano a rivestire per il nostro Paese.

Ci sono stati dei cambiamenti nella pratica dell' ICE nel corso degli ultimi cinque anni?

Dal 2007, anno dell'ingresso della Bulgaria nell'Unione europea, i rapporti economici e commerciali con l'Italia, così come con tutti gli Stati membri UE, hanno avuto nuovo impulso. Per l'Italia, si è assistito a un aumento dell'interscambio bilaterale che, a fine 2007, superò la soglia dei 3 miliardi di euro.

In quegli anni, inoltre, l'ICE era impegnato in una serie di progetti che hanno interessato i Paesi di nuova adesione, vertenti su attività di assistenza tecnica e di collaborazione, ad esempio con la presenza di esperti italiani in materia di attrazione degli investimenti. Di particolare rilievo, nell'ambito della nostra attività, è stata l'istituzione del Desk Fondi Strutturali Bulgaria, tuttora operante presso il nostro ufficio per dare informazioni - anche attraverso una Newsletter mensile - e assistenza alle imprese italiane interessate a cogliere le opportunità dei Programmi operativi e dei bandi europei.

Esiste l' informazione gratuita messa a disposizione da ICE per gli usi degli investitori?

Si, naturalmente, sia per gli investitori sia per tutte le imprese e organizzazioni italiane interessate a questo mercato. Sul sito web di ICE Sofia pubblichiamo costantemente statistiche sull'economia della Bulgaria, sull'andamento dei rapporti economici e commerciali bilaterali, nonché analisi macroeconomiche generali, quale la Nota congiunturale semestrale, e Note di mercato su specifici settori. I servizi offerti agli operatori italiani sono sia gratuiti sia a pagamento, in funzione del tipo di assistenza personalizzata prestata, e sono illustrati nel nostro sito (rubrica "I nostri servizi per te").

È importante sottolineare che l'Agenzia ICE è l'ente pubblico italiano - istituito nel 1926 - deputato a promuovere e ad assistere tutte le aziende italiane, in particolare le PMI, nei loro processi di internazionalizzazione.

Quali cambiamenti hanno subito le relazioni commerciali bulgaro- italiane durante la crisi?

La quota dell'Unione Europea nel commercio estero della Bulgaria ha subito una flessione in questi anni e, per quanto riguarda l'Italia, ciò si è tradotto in una parziale modifica nella composizione dei flussi commerciali. Proprio per effetto della crisi economica internazionale, è venuto a formarsi, dal 2010, un disavanzo del nostro Paese nei confronti della Bulgaria, anche se contenuto: 93 milioni, in diminuzione a 78 milioni a fine 2012. Alcune voci tradizionalmente importanti del nostro export hanno subito un calo dopo il 2009, mostrando negli anni successivi un andamento altalenante; è il caso dei settori tessile e degli articoli in pelle i quali, dopo una buona ripresa tra il 2010 e il 2011, appaiono nuovamente in flessione - rispettivamente del -8,4% e del -9,1% - nel 2012 rispetto all'anno precedente. Anche il flusso commerciale di queste stesse voci dalla Bulgaria verso l'Italia, mostra un'evoluzione analoga. Ha ripreso un andamento positivo nell'ultimo anno, invece, la voce dell'abbigliamento (+6,2% nel 2012), così come sono positivi i numeri del settore agroalimentare, momentaneamente sceso a 50,3 milioni nel 2009 ma tornato subito in aumento fino ai quasi 68 milioni registrati a fine 2012: il calo generalizzato della domanda e dei consumi nei mercati europei ha prodotto effetti più limitati su alcuni settori che mostrano di "tenere", in quanto tradizionalmente apprezzati per la qualità del Made in Italy.

Nel caso della meccanica, prima voce dell'export italiano, al forte calo del 2009 e, in misura minore, del 2010, è seguita una graduale ripresa che sembra confermata anche nei dati 2012, con un +2,4%, e che ci si augura costituisca un primo, seppur lieve, segnale di "risveglio" anche per l'industria manifatturiera.

Sul fronte dei nostri acquisti dalla Bulgaria, settori consolidati, quale quello della metallurgia, hanno mantenuto un andamento costantemente positivo in questi anni (2012, +7,7%), così come i prodotti agricoli che hanno visto un pronunciato andamento positivo, dai 14,4 milioni del 2008 ai quasi 154 milioni del 2012. Quest'ultimo dato sembrerebbe anche riflettere il forte interesse nei confronti di produzioni quali i semi oleosi e la colza, utilizzabili anche nel campo dei bio-carburanti. Spicca, inoltre, la vera e propria impennata negli acquisti di prodotti farmaceutici di base, passati dai 5-6 milioni registrati fino al 2010 ai 113,7 milioni del 2011, più che raddoppiati a 233,3 nel 2012. Di rilievo anche l'aumento dei nostri acquisti di energia, che assumono rilevanza a partire dal 2010 con 68,4 milioni di euro, diventati 87,3 nel 2012.

In ogni caso, il commercio complessivo tra la Bulgaria e l'Italia non ha mai abbandonato un sentiero di crescita positiva ed è tornato a raggiungere, superandolo, il livello dei 3 miliardi registrato nel 2007: a fine 2012, gli scambi bilaterali sono stati pari a quasi 3,5 miliardi.

Cos'è che attualmente rende la Bulgaria piu'attraente per le imprese italiane?

La Bulgaria è attraente per gli investitori per diversi motivi, dalle favorevoli condizioni fiscali - flat tax del 10% sui redditi d'impresa e su quelli delle persone fisiche, aliquote tra le più basse di tutta la UE - alla disponibilità di una manodopera competitiva, professionalmente valida nonché ricettiva alle iniziative di formazione, agli incentivi a favore degli investimenti rispondenti a determinati requisiti. Un vantaggio indiscutibile, inoltre, è rappresentato dalla disponibilità'di una significativa dotazione di Fondi europei, senza dimenticare la posizione geografica strategica nonché, più semplicemente, la vicinanza e facile raggiungibilità di questo Paese dall'Italia.

Cosa deve cambiare in Bulgaria per renderla ancora piu' attraente per gli investitori italiani?

La necessita'di miglioramento di alcuni aspetti del contesto business, in particolare sotto il profilo della certezza e prevedibilità delle condizioni, soprattutto normative e applicative, che toccano da vicino gli investitori. Sussistono dei problemi in materia di reciproco riconoscimento di alcune certificazioni, richieste ai fini della partecipazione alle gare. Peraltro, credo di poter dire, dal nostro punto di osservazione, che in questi anni si siano potuti constatare molti progressi in fatto di gestione amministrativa e tasso di assorbimento dei Fondi europei; così come vediamo con soddisfazione molte aziende italiane partecipare con successo a importanti appalti infastrutturali in loco. Insomma, anche sotto questo profilo, e più in generale nel processo di adozione dell'acquis communautaire, va detto che la Bulgaria è stata chiamata a lavorare negli ultimi 5-10 anni a un'opera che l' Europa occidentale ha potuto compiere in 40-50.

Quali sono le iniziative previste nei prossimi mesi?

Stiamo entrando nel vivo della decima edizione dell'Italian Festival, il cui primo evento economico-commerciale sarà l'ormai tradizionale Italian Wine & Food Tasting, che quest' anno avra'luogo il 6 giugno presso il Central Military Club di Sofia, grazie alla collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e il Comune di Sofia. Saranno oltre 30 i partecipanti, tra aziende produttrici italiane e gli importatori e distributori bulgari.

Altri eventi della manifestazione, che si svolgerà nel corso del mese di giugno, comprendono attività storico-culturali, con le iniziative dell'Istituto Italiano di Cultura sulla figura di Papa Roncalli, mostre fotografiche, esposizioni del design italiano nell'ambito della Sofia Design Week, in collaborazione con Casa Sicilia e altro.

Vorrei ricordare altri due eventi di particolare rilievo. Il 12 giugno, la Tavola rotonda tra esperti italiani di primo piano nel settore dei parchi scientifici e tecnologici che condivideranno esperienze e buone pratiche con controparti bulgare, operanti nell'ambito del progetto Sofia Tech Park.

Il 13 giugno, ICE Sofia e Confindustria Bulgaria organizzano congiuntamente una conferenza che avra' l'obiettivo di presentare le opportunita'per la piccola industria italiana in Bulgaria, con importanti testimonianze di successo di alcune imprese italiane operanti da tempo nel Paese. 

Chi Le succedera' dopo la Sua partenza?

Questo proprio non lo so. Ma vorrei augurare, a chiunque sarà, di trascorrere un'esperienza professionale e personale appagante e piacevole quanto quella che il Vostro bellissimo Paese ha regalato a me.

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