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Il bilancio della Bulgaria per sovvenzionare gli investitori e' pari a 2-3 milioni di leva all'anno,

ha detto il direttore esecutivo dell'Agenzia bulgara per gli investimenti Borislav Stefanov

Borislav_Stefanov

Quali sono le funzioni dell' Agenzia bulgara per gli investimenti (BIA)?

L'Agenzia bulgara per gli investimenti appoggia sia gli investitori potenziali che gli investitori gia' presenti sul mercato bulgaro. Nella maggior parte dei casi i primi si rivolgono a noi per servizi di consulenza, mentre gli altri – per servizi di intermediazione. In entrambi i casi, pero', i nostri servizi sono del tutto gratuiti.

In che cosa esattamente consiste il Vs. sostegno?

Noi aiutiamo gli investitori fino a quando gli stessi hanno bisogno di noi, a seconda delle loro esigenze e dalle ns. capacita'. Nell'Agenzia lavorano quasi 40 persone e tutti parlano lingue straniere, da piu' di un anno ci sono corsi di italiano da noi organizzati per il personale.

Siamo in grado di fornire agli investitori potenziali, informazioni sia sulla macroeconomia della Bulgaria (PIL, debito estero, inflazione), che sulla microeconomia (stipendio lordo medio, imposte , costi delle sale, uffici, etc.). Siamo in grado, inoltre, di fornire consulenza legale, di organizzare visite in luoghi diversi, di mettere in contatto i ns. clienti con altri enti e soprattutto – noi forniamo informazioni sulle possibilita' di finanziamento nei vari settori con i fondi del bilancio dello Stato o i fondi europei.

Gli investitori, gia' presenti in Bulgaria, si rivolgono a noi soprattutto per quanto riguarda la soluzione di vari problemi amministrativi. Ad esempio, quando la capacita' produttiva si espande noi siamo in grado di collaborare per l' ottenimento di visti di lavoro per cittadini stranieri.

Esiste un investimento minimo richiesto da parte delle societa' per accedere ai Vs. servizi?

No. Per noi ogni investitore e' il benvenuto. E anche vero che a noi si rivolgono soprattutto i grandi investitori, ma questo succede in quanto siamo raccomandati in gran parte da ambasciatori e addetti commerciali.

A questo punto risulta che le Vs. funzioni si sovrappongano con associazioni come l' ICE, Confindustria, etc?

Si e no. La differenza sta nel fatto che i ns. servizi sono gratuiti e poi siamo anche "neutrali", non abbiamo interessi economici particolari. Ad esempio, se ci contatta un investitore e ci chiede dove sarebbe il luogo migliore per aprire una fabbrica di rubinetti noi gli daremo informazioni obiettive sull' infrastruttura e l' occupazione nelle diverse regioni, indipendentemente dal fatto se di seguito ci viene comodo tenerci in contatto con questo investitore proprio in quel luogo. L'altro vantaggio e' che abbiamo contatti piu' stretti con le altre istituzioni e quindi maggiori possibilita' di offrire supporto. Il fatto che lavoriamo da anni con imprese come Miroglio e Italcementi significa gia' tanto.

Cosa indica la statistica in merito al movimento degli investimenti italiani in Bulgaria per quanto riguarda gli ultimi anni?

Nonostante l' attuale crisi economica, la dimensione degli investimenti italiani in Bulgaria fino ad ottobre 2012 e' aumentata piu' di trenta volte rispetto all' intero anno precedente. Se nel corso del 2011 gli investimenti dell' Italia ammontavano a 1,04 milioni di euro, gia' ad ottobre 2012 erano pari a 35 milioni di euro. I dati della Banca popolare bulgara (BNB) indicano che la maggior parte degli investimenti italiani nel corso dei primi dieci mesi del 2012 riguardano il settore edile – 10,42 milioni di euro, la produzione di petrolio e gas – 6 milioni di euro, il settore immobiliare – 5,23 milioni di euro e la produzione di energia elettrica – 5,61 milioni di euro.

I valori piu' elevati degli investimenti italiani sono stati registrati nel 2000, quando il loro importo totale aveva raggiunto i 379,54 milioni di euro. Di questi 341,63 milioni sono stati investiti nel settore "Produzione di prodotti provenienti da materie prime minerarie non metalliche". Una crescitanotevole degli investimenti italiani in Bulgaria e' stata registrata anche nel 2007 (fino a 180,90 milioni di euro), ma gli investimenti erano stati distribuiti proporzionalmente in diversi settori. Gli investimenti italiani in Bulgaria hanno avuto un valore negativo solo nel 2006 (-51,13 milioni di euro), a causa del ritiro di 123,60 milioni di euro dal settore tessile.

Gli unici settori in cui gli investimenti italiani in Bulgaria nel corso degli ultimi 12 anni non hanno mai avuto valori negativi sono "Operazioni immobiliari" , "Alberghi e ristoranti" e " Intermediazione finanziaria".

Quali sono le misure da voi adottate per attrarre nuovi investitori in Bulgaria?

Purtroppo non siamo in grado di realizzare tutto quello che abbiamo voglia di fare, in quanto il budget rispetto al 2009 e' stato ridotto di quasi tre volte. Comunque, abiamo preparato nuovi materiali promozionali, che vengono distribuiti principalmente presso le ambasciate e gli uffici commerciali. In 2010 ci e' stato approvato il finanziamento nell' ambito del programma operativo "Competitivita'" il che ci ha permesso di organizzare diverse presentazioni supportate da "Financial times". A febbraio prevediamo una nostra presentazione negli Stati uniti, a luglio organizzeremo una campagna mediatica attiva in edizioni internazionali. Purtroppo non prevediamo una presentazione per gli investitori italiani, in quanto le destinazioni sono gia' state scelte dal responsabile del progetto e noi non siamo in grado di cambiarle.

Quale e' stato l' effetto di quanto accaduto nel settore dell' energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili sugli investimenti?

Le fonti energetiche rinnovabili erano uno dei sei settori, che fino al 2010 veniva promosso dalla Legge per gli investimenti. Quindi dal 2007 al 2010 in Bulgaria si investiva esclusivamente nel settore delle fonti energetiche rinnovabili. Dopo il 2010 tali progetti sono stati eliminati dalla lista per la promozione e da li' in poi non posso piu' valutare. Posso dire, che non vi e' deflusso di investimenti per quanto riguarda gli altri settori, ma e' chiaro che qualsiasi decisione retroattiva preoccupa in qualche modo gli investitori. Spero che il Governo e le imprese riusciranno a trovare una soluzione.

Bozhidar Danev dice che a seguito delle recenti modifiche legislative nel settore delle fonti rinnovabili si sente la preoccupazione di investire in Bulgaria. Secondo Lei riusciremo ad avere alla fine un investitore per gli impianti solari?

Per quanto riguarda gli impianti solari – secondo me piuttosto no. E poi non mi piace il fatto che in Bulgaria prestiamo attenzione soprattutto alle cattive notizie. 6 delle otto imprese premiate nel concorso "Investitore dell' anno" sono in Bulgaria per la prima volta e il loro investimento ammonta a oltre 200 milioni BGN, offrendo 1500 posti di lavoro. Nel frattempo mesi di seguito si e' parlato e scritto quasi ogni giorno sul dramma dello stabilimento VMZ Sopot (Vazovski mashinostroitelni zavodi) e il rischio di lasciare 1000 persone senza lavoro.

Quali sono i settori in cui e' stato registrato deflusso di investitori e per quale ragione?

Nei settori, regolamentati dallo Stato e cioe' il settore delle fonti energetiche rinnovabili, dell' energetica , etc. Gli investitori in questi settori avevano previsto ricavi maggiori di quelli realmente ottenuti. E' diminuito anche l' interesse nel settore immobiliare, il commercio e il finanziamento, ma lo possiamo spiegare con la crisi. Nel 2013, invece, cercheremo di incoraggiare gli investimenti nella produzione di alimenti. Lo sviluppo del turismo e l' agricoltura e' promettente, gli indicatori macroeconomici sono buoni e io prevedo la continuazione della crescita degli investimenti.

Quanto e' importante per gli investitori la stabilita' finanziaria di uno Stato?

La stabilita' finanziaria e' come l' aria – ci rendiamo conto della sua importanza solo al momento in ci non c'e' piu'. Gli indicatori macroeconomici sono importanti, ma nessuno viene solo per loro. Se il debito estero e' grande, vuol dire che corriamo il rischio di un aumento delle imposte e in tal caso tali indicatori potranno influenzare la decisione di investimento, ma quello che conta di piu' sono gli indicatori microeconomici – stipendi, formazione del personale, infrastruttura, imposte, etc.

Dove si colloca la Bulgaria, in confronto con i Paesi vicini, nella capacita' di attrarre investimenti stranieri?

In Bulgaria si parla di bassa produttivita' del lavoro, ma la cosa e' abbastanza relativa. Il medico bulgaro non e' meno produttivo di quello tedesco, il problema e' che gli viene pagato di meno e quindi rende meno. Disponiamo di un personale molto qualificato e inoltre le spese da noi sono inferiori. La Serbia e' stata in grado di attirare un investitore come la FIAT solo grazie alle preferenze offerte. Un contributo statale del 30% non e' per niente poco. Offrono, inoltre, 7000 euro per ogni nuovo posto di lavoro. Il bilancio della Bulgaria per sovvenzionare gli investitori e' pari a 2-3 milioni di leva all' anno, che lo rende il minore dell'area. Fortunatamente gli investitori possono approfittare dei programmi europei che ci sono in Bulgaria.

Quanti dei Vostri suggerimenti sono stati presi in considerazione nella nuova legge per gli investimenti?

Il governo ha incluso nella nuova legge tutte e due le nostre proposte. La prima riguarda il recupero delle spese per contributi previdenziali in cambio a nuovi posti di lavoro presso stabilimenti di alta tecnologia o in regioni con alto tasso di disoccupazione e garantendo l' occupazione per 5 anni successivi. L' altra ns. proposta riguarda il rilascio dei certificati per investitori classe A e classe B anche in base ai posti di lavoro offerti e non solo relativamente alla dimensione dell' investimento.

Qual' e' lo stato attuale delle attivita' di investimento in Bulgaria?

Vorrei sottolineare, che la statistica ufficiale della Banca Popolare Bulgara (BNB) considera investimenti esteri solo quelli, che le societa' estere hanno investito direttamente in Bulgaria, nonche' gli investimenti in cui una societa' straniera partecipa al capitale di una societa' bulgara con almeno il 10%. Se, pero' un italiano viene in Bulgaria e registra una societa' - cio' non e' ritenuto investimento straniero. D' altra parte, nei settori come l' outsourcing, l' investimento iniziale e' piccolo, dopodiche', pero' le aziende pagano milioni per gli stipendi, e neanche questo viene considerato investimento. In questo senso l' investimento di HP e' molto piu' grande di quello di un' impresa di produzione meccanica che acquista apparecchiature costose dall' estero e nello stesso tempo in Bulgaria assume un personale di 15 persone, ma questo non conta.

I dati indicano, che nel periodo tra il 2005 al 2009 e' stato effettuato il 75% del totale degli investimenti esteri in Bulgaria. Di questi, probabilmente due terzi sono nei settori della finanza, commercio ed immobiliare. Dopo il 2009, a causa di un ritorno dei mezzi alle societa' madri, gli investimenti nel settore finanziario hanno pure registrato valori negativi. Negli altri settori gli investimenti sono quasi costanti – quasi 1-2 miliardi all' anno con modifiche intorno ai 10-15%. Dopo il crollo degli investimenti nel 2009, durante gli ultimi 3 anni stiamo notando una continua crescita di quasi il 10-15% all' anno, mentre per il 2012 le previsioni sono anche di quasi il 25-30%.

Commenti  

 
0 #2 ufficio ICE Sofia 2013-03-13 16:49
Letti alcuni passaggi dell’intervista, ritengo opportuno precisare quanto segue:
1. l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – e’ un’organizzazione pubblica, governativa (proprio come la bulgara IBA). Non rientra pertanto, come erroneamente riportato nell’articolo, nell’ambito delle associazioni. Da questo primo punto deriva la funzione super partes della nostra Agenzia (esattamente come l’IBA), che in Bulgaria e’ accreditata come Sezione Sviluppo e Scambi dell’Ambasciata d’Italia. Correttamente, invece, e’ stata indicata come associazione Confindustria, che raggruppa imprese private su base volontaria. (segue)
Citazione
 
 
-1 #1 ufficio ICE Sofia 2013-03-13 16:28
2. Non vi sono sovrapposizioni tra l’ICE e l’IBA, semmai collaborazioni. Come risulta evidente dall’intestazione stessa della nostra Agenzia – che forse pecca in sintesi, ma tutto vantaggio della chiarezza - la mission dell’ICE e’ quella di promuovere l’Italia (imprese e prodotti) nei mercati esteri e di facilitare gli investimenti bilaterali. Per il raggiungimento di quest’ultimo obiettivo, abbiamo firmato – gia’ dal 2007 - un Accordo di Collaborazione con l’IBA, tutt’ora in vigore. Analogo accordo e' stato stipulato anche con la BSMEPA – Agenzia di promozione delle PMI bulgare – altro Ente governativo omologo all’ICE.
Fabrizio Camastra
Direttore
ICE Sofia
Citazione
 

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