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Gli investitori perdono milioni di investimenti in parchi solari in Bulgaria

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Il prezzo, con il quale il Governo acquista l'energia, ricavata dalle centrali fotovoltaiche in Bulgaria, verrà abbassato ancora del 30% circa. Ciò si e' venuto a sapere durante una discussione pubblica del rapporto della Commissione Statale per la regolazione energetica ed idrica (DKEVR) riguardo un ribasso supplementare del prezzo. I nuovi costi molto probabilmente entreranno in vigore a partire del mese di agosto, quando si attende la votazione e la delibera finale della Commissione.

La modifica avviene meno di un mese dopo che il prezzo preferenziale di acquisto dell'energia, ricavata da fonti rinnovabili, e' stato abbassato del 50% circa, rispetto ad un anno fa. Fino a questo momento i prezzi di acquisto si potevano modificare soltanto una volta all'anno, il 1° luglio, ma tramite delle modifiche nella Legge sulle fonti di energia rinnovabili (VEI), ciò si può effettuare in qualsiasi momento dell'anno.

"Ciò garantisce la tutela dell'interesse pubblico. Solo in questa maniera riusciremo a raffreddare l'entusiasmo degli investitori di questo settore, interesse provocato dai prezzi preferenziali troppo alti e gli ingenti guadagni", ha dichiarato il Ministro Dobrev.

La decisione della Commissione e' di nuovo provocata dal veloce calo del prezzo dei pannelli fotovoltaici, ha spiegato il suo presidente, Angel Semerdjiev. Secondo lui in questo modo il prezzo della "energia verde", pagata dagli utenti, si manterrà agli stessi livelli anche nei periodi successivi.

Dall'Associazione fotovoltaica invece avvisano che in questo modo lo Stato condanna al fallimento tutti gli investitori che hanno investito nelle ultime settimane e negli ultimi mesi dei milioni in simili progetti, ma non hanno ancora aderito alla rete energetica. Questi ultimi hanno dichiarato che faranno ricorso alla delibera del regolatore dell'energia presso la Corte Suprema Amministrativa.

Gli investitori dei parchi solari avranno un guadagno del 7% circa, invece del 20% avuto fino ad ora. Questo guadagno coincide quasi con i redditi dei depositi standard bancari in Bulgaria, il che rende inutile qualsiasi tipo di investimento e di rischio, ha riferito il presidente dell'Associazione, Nicola Gazdov.

La risposta della DKEVR e' che ci sono piani di 10 anni che prevedono quali potenze e in che periodi verranno aggiunti al sistema energetico. Egli ha sottolineato che la Bulgaria continua ad essere un esportatore di energia elettrica nella regione e secondo la sua opinione la risposta alla domanda, se abbiamo bisogno di altri produttori di energia, in questo momento e' no.

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