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Il Parlamento, in una risoluzione approvata giovedì, sostiene le nuove e dure sanzioni che l'UE ha imposto all'Iran con l'intento di portare il paese di nuovo al tavolo dei negoziati, ma vuole che queste abbiano il minor impatto possibile sulla popolazione civile. L'Aula chiede che l'Iran fermi il suo programma atomico clandestino e condanna la minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz.

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Il Parlamento ritiene che le nuove sanzioni, tra cui un graduale embargo sulle importazioni di petrolio greggio iraniano nell'Unione, potrebbero spingere l'Iran a rispettare le risoluzioni Onu e evitare una possibile escalation. Tuttavia, il testo approvato sottolinea la necessità di garantire che l'obiettivo di tali sanzioni siano le élite politiche e che la popolazione civile, specialmente le fasce più vulnerabili, non debba subire alcun danno.

Allo stesso tempo però, il Parlamento esprime preoccupazione per le conseguenze negative che il bando del petrolio iraniano potrebbe avere in diversi Stati Membri e chiede al Consiglio di prendere le decisioni necessarie per compensare questa futura mancanza.

Il Parlamento, inoltre, afferma che la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe provocare un conflitto regionale e scatenare ritorsioni della comunità internazionale e intima perciò alle autorità iraniane di non compiere un simile atto.

L'importanza di una soluzione diplomatica

Il Parlamento sostiene sia l'impegno del Consiglio ad adoperarsi per una soluzione diplomatica della questione del nucleare iraniano, sia l'obiettivo dell'Unione di conseguire una soluzione globale a lungo termine. Secondo l'Aula, l'unica soluzione è pacifica, non essendoci spazio per una soluzione armata.

La risoluzione, infine, esprime rammarico per il fatto che Cina e Russia continuino a rifiutarsi, all'interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di appoggiare le sanzioni contro l'Iran e chiede alla Russia di interrompere gli aiuti al programma di sviluppo nucleare iraniano fino a quando la nazione guidata da Ahmadinejad non abbia pienamente adempiuto agli obblighi che gli vengono imposti dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Il contesto

I ministri degli esteri dell'UE hanno concordato ulteriori misure restrittive nei confronti dell'Iran il 23 gennaio scorso, tra queste il divieto graduale delle importazioni di petrolio iraniano verso l'Europa a partire dal prossimo 1° luglio. L'Unione attualmente acquista circa il 20% delle esportazioni iraniane di greggio.

La Grecia è il paese più dipendente dall'Iran da cui compra circa un terzo del suo petrolio. Italia e Spagna, invece, acquistano ognuna il 10% del proprio fabbisogno.

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