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La Vigilia, in bulgaro "Badni vecher" è l'inizio della festa che celebra la nascita di Gesù. Secondo la Bibbia in questo giorno è iniziato il travaglio della Vergine Maria. Oggi finiscono anche i quaranta giorni di digiuno.

Sulla tavola ci devono essere 7, 9 o 12 portate. Questi sono tre dei numeri sacri della cabala giudaica antica. I piatti, però, sono senza carne; mais bollito, peperoni ripieni con fagioli (o riso), zucca, infuso di frutta secca, sottaceti, cipolle, aglio, miele e noci, vino. Tra loro obbligatoriamente ci sono i "sarmì" (involtini di foglie di verza o di vite imbottiti con riso) e la "banitsa s kasmeti", pasta a filo (molto più sottile della pasta sfoglia) nella quale si mettono pezzettini di carta con scritti auguri di salute, amore, felicità ecc.

"La Vigilia" (la parola badni), prende il nome dalla convinzione che ciò che uno desidera in questa notte, si avvera. Necessariamente si impasta un pane rituale, senza uova, nel quale si mette una monetina e un ramoscello di corniolo. A chi capita la monetina sarà ricco per il corso dell'anno e a chi il ramoscello di corniolo, la salute. In alcune parti della Bulgaria durante la notte di Natale sotto il cuscino viene posto un foglietto con 5 desideri, e quello che si tira fuori la mattina si avvererà.

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Sotto la tavola si mette la paglia, che ricorda la mangiatoia di Betlemme, dove ha partorito Maria. Il più vecchio componente della famiglia incensa la tavola e la casa e legge la preghiera. Nel sedersi attorno alla tavola da qualche parte è lasciato un posto libero per i morti (un vicino defunto o un parente). Durante la cena non bisogna alzarsi dal tavolo e non bisogna sparecchiare per tutta la notte, per consentire a Gesù Cristo di venire a mangiare. Sulla tavola della vigilia di Natale si lasciano noci, grano crudo e una candela non accesa per le serate successive da incensare.

A mezzanotte escono di casa i cantori di canti natalizi. L'andare di porta in porta a cantare canzoni natalizie sostituisce le antiche iniziazioni pagane dei giovani verso la maturità. Secondo la tradizione i cantori di canti natalizi sono solo ragazzi che sono pronti per il matrimonio e portano un ramoscello di corniolo, una mela, un ramo dell'albero di natale con sette diramazioni al quale è infilzata una mela, una ciambella, con dei fili rossi, del verde e delle monete.

Il giorno di Natale, il 25 dicembre, si festeggiano gli onomastici di Cristina, Hristo, Eugenia, Jackie e Jeni.

Stasera la messa di "Badni vecer" verrà celebrata dal patriarca Neofit nella cattedrale patriarcale "S. Alexandar Nevski".


Si ricorda che tutti questi rituali elencati in alto fanno solo parte delle antiche tradizioni popolari e che non hanno niente a che fare con ciò che scrive la Bibbia, che è riconosciuta dalla cristianità come unica verità affidabile del messaggio divino verso l'umanità.

La stessa data del 25 dicembre non trova alcun riferimento nel Testo Sacro, ma deriva dalla tradizione del Mitraismo (culto del dio sole) che celebrava il proprio Dio in quella data. È stata, questa, una scelta della Chiesa Cattolica Romana che ha fuso le tradizioni pagane con le verità bibliche per convertire al cristianesimo popolazioni che altrimenti non avrebbe potuto portare a se.

Oggi, per tradizione quindi, accettiamo il 25 dicembre come data della Natività di Gesù e questo ci deve portare a riflettere sul vero significato di questa celebrazione che sicuramente, insieme alla Pasqua di Resurrezione del Nostro Signore, è la più grande dell'intera cristianità.

Riflettiamo tutti sul significato della venuta del Cristo in mezzo a noi, dalla sua nascita, passando dalla sua vita terrena, arrivando alla sua morte sulla croce e alla gloriosa resurrezione. Dio ci ha dato il suo unigenito Figlio che è venuto, ha vissuto, è morto ed è resuscitato per noi, per dare un senso alla nostra esistenza e la certezza di ereditare la vita eterna, per chi lo accetta nel proprio cuore.

Se scendessimo un momento dal carrozzone "natalizio" che ci coinvolge nel consumismo più sfrenato e ci porta ad essere più buoni solo in questo periodo dell'anno, potremmo mettere i nostri piedi per terra fissandoli su quella Roccia Eterna che è il Nostro Signore Gesù. Solo così potremmo gustare e vivere la gioia della consapevolezza che quella bontà che tanto cerchiamo, e che talvolta troviamo nel Natale, possiamo trovarla nel Suo amore in ogni momento della nostra esistenza, e non solo intorno al 25 dicembre.

A nome della redazione di Bulgaria Oggi, auguriamo una splendida celebrazione della Natività di Gesù a tutti i lettori e alle loro famiglie!

Commenti  

 
+1 #2 2012-01-11 21:15
La candela non dovrebbe rimanere accesa fino a non spegnersi da sola?
Citazione
 
 
+2 #1 Manuel 2011-12-24 14:50
Grazie per questo articolo colgo l'occasione per porgere gli auguri di buone feste a tutto lo staff del Bulgaria oggi.
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