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Dopo un servizio andato in onda su Nova Tv, nel quale una dipendente dell'azienda CS (Ciesse) Trading accusava l'azienda di essere stata licenziata in seguito alla sua gravidanza, il proprietario Carlo Salamon ha acconsentito a rilasciare un'intervista a Bulgaria Oggi per spiegare come si sono svolti i fatti. La sua azienda, composta al 99% da donne, sorge nel villaggio di Smolyan. Un esempio di imprenditoria italiana in Bulgaria, paese che come racconta Salamon, offre grandi opportunita'.

Una delle sue impiegate ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni nelle quali lamentava di essere stata licenziata a causa della sua gravidanza. Qual'è il rapporto con il personale bulgaro della sua azienda?

Il rapporto di fiducia ed estrema professionalità che ho sempre avuto con i miei dipendenti e fornitori è uno dei motivi per cui sono in Bulgaria da 22 anni. Il problema che ha recentemente coivolto la mia azienda, le cui cause e motivazioni sono state erroneamente riportate nel servizio di NOVA TV, riguarda una situazione che abbiamo sempre riscontrato avendo un personale costituito quasi interamente da donne. Tempo fa una mia dipendente, durante il suo periodo di prova - che come stabilito dalla legislazione bulgara dura sei mesi- mi ha rivelato di essere in stato di gravidanza. Come molte altre prima di lei mi ha chiesto la cortesia di poter rimanere ufficialmente, come dipendente nell'organico dell'azienda così da poter beneficiare, nei due anni a seguire, dell'assistenza sociale garantita.

Come altre volte ho, quindi, deciso di venire incontro alle esigenze della donna e di aiutarla anche se ciò comportava il pagamento dei contributi statali pur ribadendo che non avrei potuto garantire al termine dei due anni il reintegro.

Dopo i due anni previsti la Signora Kasapova è tornata consegnandomi una lettera di licenziamento e chiedendomi il pagamento delle ferie non godute il cui valore ammontava a circa 800 leva minacciando, in caso contrario, di rivolgersi alla televisione. Sono rimasto sconcertato e molto arrabbiato e con me tutte le mie dipendenti che mi hanno dimostrato estrema solidarieta'. La situazione si è, ad oggi, conclusa in maniera definitiva nonostante la delusione circa il servizio andato mandato in onda dall'emittente tv che ha riportato in modo non corretto i fatti.

La sua azienda, CS Trading , si occupa di tessile ed abbigliamento. Può raccontarci nello specifico le attività della sua azienda?

L'azienda,che sorge in uno stabilimento con sede a Smolyan, si occupa di tessile in conto lavorazione e commercializzato. Con circa 700 tra dipendenti e indotto, donne per il 99%, l'azienda lavora principalmente per il mercato italiano,per marchi prestigiosi e con una specializzazione nella produzione di abbigliamento per bambini ed intimo.

Come e quando ha deciso di avviare un' attività imprenditoriale in Bulgaria?

Sono giunto in Bulgaria 22 anni fa, nel 1989 a ridosso della caduta del muro di Berlino. Dopo 15 anni passati in Ungheria ero alla ricerca di un paese come la Bulgaria che potesse offrirmi numerosi incentivi come ad esempio il basso costo della mano d'opera. Nel corso degli anni la Bulgaria si è rivelato un Paese che ha offerto e continua ad offrire molte opportunità alle aziende che decidono di internazionalizzare la loro produzione. Da allora sono rimasto fedele a Smolyan e alla Bulgaria riuscendo a creare, inoltre, ottimi rapporti professionali e personali.

La crisi economica che ha colpito l'Europa e la Bulgaria ha avuto qualche impatto sulla sua attività? come vede il futuro del Paese?

La crisi economico-finanziaria degli ultimi anni ha colpito molte imprese e realtà produttive. Da questa non è rimasta esente neanche la CS Trading anche se, pur non senza alcune difficoltà, siamo riusciti a mantenere i nostri standard produttivi. Il problema principale è che la situazione attuale non permette alcun margine di programmazione. Mentre qualche anno fa era possibile programmare per almeno un decennio, ad oggi non è possibile fare dei progetti che superino i tre anni. La Bulgaria, pur con tutti i requisiti e gli incentivi che la rendono uno dei Paesi ideali per internazionalizzare la produzione, dovrebbe puntare di più sulla qualificazione tecnica del personale per consentire alle nuove generazioni di poter sostituire i loro padri e le loro madri. La Bulgaria rimane un Paese adatto ad accogliere il settore terziario e chi, più in generale opera in outsourcing, anche se si sente la necessità soprattuto nel settore tessile di nuovi investimenti volti all'impiego di macchinari più tecnologici. Nonostante paesi come la Macedonia o la Serbia rappresentino oggi alternative interessanti per gli imprenditori, la Bulgaria mantiane ancora degli standard elevati e un ottimo sistema incentivante per gli imprenditori.

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