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Nei primi giorni della pausa estiva abbiamo discusso di alcuni tratti caratteristici della Bulgaria e della percezione che oggi gli investitori italiani hanno del Paese con S.E. Stefano Benazzo, Ambasciatore della Repubblica Italiana in Bulgaria da oltre 3 anni.

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Lei è in Bulgaria da poco più di 3 anni. Quali sono le sue impressioni del paese?

Prima di sapere di essere stato nominato Ambasciatore in Bulgaria, non sapevo quasi nulla di essa. Avevo un'idea della penisola balcanica, conosco bene l'ex Unione Sovietica, ma la Bulgaria mi era sconosciuta. Poi ho iniziato a leggere e ho trovato molte sorprese, molte cose interessanti sulla storia bulgara. Sono stato colpito dal fatto che questo paese sia sopravvissuto a 500 anni di dominazione, ma anche dal fatto che ancora oggi diverse persone traggano da ciò una giustificazione per le proprie debolezze. Spesso sento parole come "così ci hanno trasformato 500 anni di oppressione", ma questo non deve fermare le ambizioni dei cittadini e indurli a voltare le spalle al futuro. Ogni nazione ha una storia che delinea i tratti del proprio carattere nazionale.

Forse per questo non pochi bulgari pensano che l'adesione all'UE nel 2007 sia stata una conquista. Piuttosto è stata solo l'inizio di nuove responsabilità e nuovi doveri. Lo stesso vale per l'aspirazione della Bulgaria alla zona Euro e a quella Schengen. Bisogna essere consapevoli che occorre lavorare sodo per partecipare ad Istituzioni da cui si può trarre giovamento in futuro.

Alcune persone pensano solo a ciò che il governo dovrebbe fare per loro piuttosto che a ciò che essi stessi potrebbero fare per il proprio paese. Non puoi aspettarti che le cose accadano solo al vertice; per poter esserci una struttura stabile, ci deve essere una solida base. E questa base sono le persone che vivono nel paese, indipendentemente che siano bulgari, italiani o altro.

Ha delle osservazioni sulla mentalità della società bulgara e quali?

La Bulgaria ha una forte concentrazione geografica di servizi forniti e di infrastrutture. Le persone al di fuori delle 4-5 grandi città vivono in relativo isolamento, in particolare per ciò che concerne le informazioni e le cognizioni. Esse non sanno cosa stia succedendo al di fuori della Bulgaria. Non di rado ignorano anche quello che succede all'interno del proprio paese. Vi sono aspetti nel settore della comunicazione che occorre sviluppare a beneficio della formazione di una maggiore coscienza e partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale del Paese. Ci sono questioni per le quali se non sei un testimone diretto, hai bisogno di una spiegazione la più completa e chiara possibile. Per esempio, ciò che sta accadendo con la centrale nucleare di Belene o con l'oleodotto Burgas-Alexandroupolis.

Ha girato molti paesi in tutto il mondo. La Bulgaria le ricorda qualche altro paese?

No. La Bulgaria ha una forte identità, bei paesaggi, mare, alte montagne, una cultura antica. Con più di 2.000 anni di storia, è l'unico paese europeo che ha mantenuto il proprio nome da 13 secoli. Ha una storia unica, ha creato l'alfabeto cirillico, ha sviluppato l'ortodossia in un territorio enorme, compresa la Russia, è sopravvissuta ai tumulti del 20° secolo. Ora è tempo di adattarsi alla sua nuova storia. Ovviamente, se si guarda nel complesso non mi fa pensare a nessun altro paese. Ogni paese è unico in sé.

Quali sono i settori più problematici in Bulgaria?

Penso che la Bulgaria stessa li conosca. All'interno dell'Unione Europea vi sono meccanismi di relazione di valutazione finale e, riguardo i progressi della Bulgaria, è stato precisamente e chiaramente indicato quali siano i settori problematici. Essi influenzano necessariamente anche l'attrazione di investimenti dall'estero. Per essere un paese capace di attrarre investitori stranieri, oltre ad aver bisogno di una buona politica fiscale, occorre che anche tutto l'apparato amministrativo sia trasparente ed efficace. Tanti sono gli sforzi e i successi che ho visto in questi 3 anni, ed esorto a continuare su questa strada.

Pensa che il Governo si stia indirizzando verso la giusta direzione? Ha dei consigli o delle raccomandazioni?

Il mio compito è quello di segnalare, non di consigliare o criticare. Se c'è qualcosa che riguarda direttamente le società italiane in Bulgaria, posso fare riferimento al ministro competente ma non è mio compito criticare.

Quali sono le sue previsioni per la ventura tornata elettorale?

Leggo i giornali, guardo cosa succede, parlo con i miei interlocutori, bulgari e stranieri, ma non sono un sostenitore di una delle parti ne potrei esserlo. L'Ambasciata italiana rappresenta l'Italia presso il Governo bulgaro. In quali mani andrà la presidenza, saranno i bulgari a deciderlo.

Cosa pensa della comunità italiana in Bulgaria? Come hanno affrontato la crisi?

La presenza dell'Italia in Bulgaria è relativamente recente, anche se gli italiani in Bulgaria c'erano già nel 1870 quando iniziarono a costruire progetti di infrastrutture come quello di Pancharevo (la prima centrale idroelettrica in Bulgaria). Successivamente hanno cominciato a costruire ferrovie ecc. Oggi succede il contrario, i bulgari vanno in Italia.

La maggior parte dell'attuale comunità italiana in Bulgaria è venuta qui dopo il 1989 quando vi erano condizioni molto favorevoli alle iniziative nel campo degli affari. Presso l'ambasciata sono registrate circa 700 persone con residenza permanente in Bulgaria.

In Bulgaria vi sono organizzazioni che raggruppano imprese ed imprenditori italiani. Segnalo Confindustria Bulgaria e la Camera di Commercio italiana in Bulgaria. Credo che tutti abbiano ormai capito che se si lavora insieme si può ottenere di più.

Nel settore degli investimenti, ci sono nuove società italiane arrivate in Bulgaria o nuovi progetti di quelle già stabilite?

Posso dire che ci sono buoni segni di un rinato interesse degli investitori in Bulgaria. Ho avuto diversi incontri con potenziali investitori che hanno buone idee ma ancora stanno valutando la situazione.

In quale settore la Bulgaria può offrire il meglio agli investitori italiani?

È difficile distinguere un settore prioritario. Ci sono investimenti italiani in quasi tutti i settori, banche, finanza, assicurazioni, tecnologia IT, architettura, moda, cementizio, elettricità, agricoltura, alimentare, gas. Credo che il settore delle energie rinnovabili abbia anche la capacità di attrarre investimenti, nonostante le riserve che ho espresso in una lettera congiunta con dieci ambasciatori europei al Governo bulgaro.

Quali sono le difficoltà più comuni che incontrano le imprese italiane?

La mancanza di chiarezza nelle procedure per gli investimenti, nei finanziamenti e soprattutto nei bandi di gara, e i tempi di collegamento di un sito alle infrastrutture elettriche, idriche, servizi igienici, strade. Non di rado è accaduto che le scadenze iniziali non siano state soddisfatte e allora l'investitore, che già aveva costruito una fabbrica, è stato costretto a costruire tutte queste infrastrutture per conto proprio anziché rischiare di aspettare altri due anni, per esempio.

Quali sono le imprese di maggior successo al momento?

Credo che le imprese italiane più grandi, che hanno maggiori risorse, possano trovare meno difficoltà per superare la crisi. Ma tutti, in un modo o nell'altro soffrono per via della crisi, così come le società bulgare.

Cosa replica a chi sostiene che la maggior parte dei bandi di gara per progetti finanziati con fondi UE sono vinti da società estere e che quindi il capitale viene esportato al di fuori della Bulgaria?

Non penso che tali argomentazioni abbiano un fondamento reale. Quando una società straniera vince un progetto, deve acquistare attrezzature, pagare l'affitto per uffici, pagare gli stipendi dei loro dipendenti bulgari. Inoltre, in quasi tutti i casi, i grandi progetti, sono vinti da consorzi che coinvolgono anche imprese bulgare.

Pensa che la Bulgaria abbia dei vantaggi nell'outsourcing rispetto alla Cina e alla Romania per esempio?

È chiaro che ci sono. La posizione geografica del paese è un enorme vantaggio rispetto alla Cina, mentre i prezzi più bassi e ancora una volta la dislocazione la fa prevalere rispetto alla Romania. Per amore di precisione ritengo però significativo precisare che il fenomeno in questione tecnicamente non si configura esattamente come outsourcing; per trasferire qui la produzione, una società deve fare investimenti per esaminare la situazione e per formare il personale.

Qual è la ragione per cui Plovdiv attira così tanti imprenditori italiani?

Penso che l'ex console onorario italiano a Plovdiv, Pietro Luigi Ghia, che ha lasciato l'incarico a causa di raggiunti limiti d'età, sia stato un vero e proprio strumento per attrarre gli investitori nella regione. Sono lontano dal pensare che gli investimenti siano realizzati solo per il fascino di un personaggio ma credo che egli ha collaborato per la scelta di Plovdiv rispetto a Sofia o altre città. Plovdiv è una città con molti resti romani, un'ottima Università (dove si insegna l'italiano) e persone competenti e tutto questo ha avuto la sua influenza. Anche se io personalmente non posso indicare una regione particolare come la migliore per un investimento. Aziende italiane, e anche di grandi dimensioni, vi sono anche in aree abbastanza inattese, tutto dipende dal tipo di attività.

Come vede lo sviluppo economico della Bulgaria nei prossimi 5 anni?

Se fossi in grado di prevedere il futuro non sarei qui! Purtroppo non ho la palla di vetro.

La crescita economica di un paese è strettamente legata alla formazione della sua popolazione. Molti giovani qualificati hanno lasciato in passato la Bulgaria, ma da più parti si nota un rientro. Cosa ne pensa?

Le statistiche indicano che molti bulgari lasciano il Paese dopo aver completato la propria istruzione, ma le stesse non dicono con chiarezza quali siano le loro qualifiche professionali, quale la loro istruzione. È possibile che tornino perché il loro permesso di soggiorno non sia stato rinnovato, o perché siano stati licenziati o perché abbiano visto una possibilità di successo in Bulgaria. Ma non si sa. Io personalmente non sono molto ottimista sul fatto che persone molto istruite lascino il proprio lavoro all'estero per tornare in Bulgaria: è semplicemente una questione di livello retributivo.

Dopo la chiusura prevista dell'ufficio Ice di Sofia, l'ambasciata avrà la disponibilità e la capacità di prendere in consegna i relativi compiti? Sa qual è il destino dell'istituto e del suo personale qui in Bulgaria?

Ancora non è del tutto chiaro che cosa succederà, ma in questa fase si suppone che il personale ICE continuerà il proprio lavoro e porterà a termine i progetti in corso. Naturalmente, se ci saranno le opportunità finanziarie. Non dimentichi che Ambasciata e ICE già lavorano in perfetta sintonia.

Voi collaborate assiduamente in molti progetti nel settore del turismo. Cosa determina questo interesse?

È molto semplice. La Bulgaria è un paese che ha conosciuto problemi nello sviluppo economico e produttivo, disponete di poca energia. Voi dovete contare sulle risorse dell'intelligenza e quelle naturali, come l'Italia. Per questo avete bisogno di indirizzarvi anche sul turismo, come l'Italia. Leggo spesso articoli critici sulla Bulgaria nella stampa estera. Ora è possibile usufruire dei fondi europei per fare i necessari investimenti nelle infrastrutture turistiche e non si deve perdere questa possibilità. Io credo che il mio lavoro qui sia di collaborare anche in questo senso.

Commenti  

 
+1 #1 2011-09-29 13:49
Speriamo che con la ripresa economica non ci sia anche la ripresa delle truffe dominchie pure!
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