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Sig. Dilkov, a che punto sono arrivati i progetti di PVB in Bulgaria? Cosa realizzate e cosa c’è da realizzare?

I progetti in Bulgaria di PVB come sapete sono due. Il primo progetto riguarda la costruzione di nove piccoli impianti idroelettrici (MVEZ) del tipo ad acqua fluente con una potenza totale installata di 25 MW e una produzione annua di circa 143.000 MWh. Essi saranno situati lungo il fiume Iskar. Due di loro, Svrazhen e Lakatnik, sono già pronti e in funzione, altri tre saranno messi in servizio un po’ alla volta entro il 2012, e i restanti quattro dovrebbe essere pronti entro il 2015. Il secondo progetto riguarda la costruzione di cinque impianti MVEZ lungo il fiume Maritsa nel tratto Parvomay - Lyubimets. La loro potenza totale installata sarà di nuovo di 25 MW, mentre la produzione annuale sarà di circa 142.400 MWh.

Per il progetto sul fiume Maritsa sono stati rilasciati e sono entrati in vigore cinque permessi per l’utilizzo delle acque, ma a causa della nuova legge sulle acque e piani per la gestione dei bacini idrografici (PURB) non si può procedere con l'effettiva attuazione del progetto, per il quale solo finora sono stati spesi 12 milioni di leva. Il costo totale del progetto è di oltre 100 milioni di euro che saranno utilizzati in tecnologie uniche per la Bulgaria.

Perché non è possibile procedere e come intendete ovviare a questo problema?

Personalmente come co-presidente di SPEE insieme ai colleghi del settore portiamo avanti con gli esperti discussioni con le istituzioni competenti per risolvere questo divario e realizzare condizioni accettabili sia per gli investitori che per lo stato. Perché è anormale in uno Stato membro dell'UE, come la Bulgaria, che siano concessi permessi per investire milioni in progetti di sviluppo e poi la stessa istituzione ti toglie le autorizzazioni concesse.

Lo stato ha motivo per farlo, i vostri progetti rispondono a tutte le norme e condizioni?

Certo. Se non fosse per la “European Bank for Reconstruction and Development” (EBRD) nessuno mai vi investirebbe. Si tratta di una istituzione in cui i contatti personali e i sospetti di corruzione non hanno posto. Essa stessa effettua la propria verifica sulla base della quale decide se sostenere o no il progetto. I nostri piani di investimento sono totalmente trasparenti e pienamente ragionevoli da poter contare sul sostegno delle istituzioni finanziarie europee e mondiali per la loro realizzazione.

Alla luce di ciò che sta accadendo in Giappone, quali sarebbero i possibili danni derivanti da un terremoto nel territorio delle centrali idroelettriche della società?

Gli indicatori geodetici della regione di Iskar non prevedono un sisma di entità simile, ma vi è il rischio di un altro disastro. La regione è vulnerabile in caso di alluvioni o di innalzamento del livello del fiume. Proprio per questo motivo anche in fase di progettazione delle centrali sono state adottate tutte le misure preventive. Il sistema di sicurezza che utilizziamo è stato sviluppato dalle aziende mondiali leader del settore. Ciò significa che la centrale può far fronte a tutto, compreso la cosiddetta "millesima onda", un allagamento, ipoteticamente possibile, una volta in 1000 anni, durante il quale è possibile lo scorrere di 800 metri cubi al secondo. A seguito di un livello elevato del fiume fermiamo la turbina ed apriamo le valvole. Ricordate tutti l'alluvione in cui è crollata la strada E79 nei pressi del fiume Struma. In quel momento nelle nostre centrali sul fiume Iskar vi era un passaggio tra 400 e 500 metri cubi di acqua al secondo. Durante il normale funzionamento delle centrali per la produzione di elettricità noi abbiamo bisogno di un massimo di 36 metri cubi al secondo. Potete immaginare quanto sia piccola la probabilità di overflow, ma anche se ciò accadesse, non ci sarà alcun impatto ambientale causato dalle centrali. Gli oli che usiamo per le unità e le strutture della centrali sono biologici.

È importante sottolineare che le centrali idroelettriche del tipo ad acqua fluente non alterano il letto del fiume e non hanno ripercussioni sulla biodiversità. I pesci possono passare liberamente attraverso il passaggio appositamente creato, e la centrale ha un sistema di trattamento delle acque che separa la spazzatura proveniente dal fiume che cerca di passarci. Non potete immaginare le cose che raccolgono i sistemi di smaltimento dei rifiuti per proprio conto!

E questo non è l'unico vantaggio delle centrali idroelettriche. Oltre ad essere in armonia con l’ambiente, sono anche economicamente vantaggiose in quanto forniscono una produzione continua di energia elettrica ed equilibrano e stabilizzano la rete di trasporto dell’elettricità. Il che fa la differenzia dalle altre fonti rinnovabili.

Quali sono le prove delle sue parole, di che tipo di certificazione disponete?

PVB Power Bulgaria è una società di investimento che ha un certificato di investitore di classe A. Abbiamo il cosiddetto certificato "verde" rilasciato dal regolatore (DKEVR) per il commercio di energia. Noi non vendiamo beni e servizi, per cui non abbiamo bisogno di un certificato di controllo di qualità e simili. Noi semplicemente lo richiediamo a qualsiasi dei nostri subappaltatori che costruiscono le centrali.

Qual è la vostra responsabilità verso l'ambiente e la società?

La nostra maggiore responsabilità ambientale è proprio l’investimento in impianti del tipo ad acqua fluente. Noi siamo i primi che hanno deciso di investire tanto denaro in questo tipo di centrali per la produzione di energia verde, le prime della penisola balcanica.
La nostra responsabilità verso la società è multiforme. Sosteniamo eventi di beneficenza, ci impegniamo nella costruzione di impianti per il Wake Board e altre strutture ricreative sul fiume Iskar, incluso il miglioramento delle infrastrutture per lo sport rafting nella tratto Svoge-Mezdra, sempre sul fiume Iskar. Regolarmente siamo impegnati nella scuola "verde" con gli studenti del liceo italiano a Sofia, mostrando loro le reali opportunità di sviluppo industriale, senza danneggiare la natura. Come investitori e come esseri umani, siamo del parere che lo sviluppo industriale del genere umano non può essere arrestato, ma grazie alle nuove tecnologie è possibile trovare un equilibrio con la natura.

 

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