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Si è concluso a Nuova Delhi il vertice bilaterale fra il presidente russo Putin e il premier indiano Modi. Siglato l’accordo per l’acquisto da parte dell’India del sistema di difesa russo S-400 dal valore di 5,4 miliardi di dollari, ma non solo. Numerosi i progetti strategici di cooperazione bilaterale, che potrebbero irritare gli Stati Uniti.

Si è concluso a Nuova Delhi il vertice bilaterale fra il presidente russo Putin e il premier indiano Modi. Siglato l’accordo per l’acquisto da parte dell’India del sistema di difesa russo S-400 dal valore di 5,4 miliardi di dollari, ma non solo. Numerosi i progetti strategici di cooperazione bilaterale, che potrebbero irritare gli Stati Uniti.

In un clima amichevole e positivo l'India e la Russia hanno rafforzato ancora di più le proprie relazioni al recente vertice svoltosi a Nuova Delhi. Nel focus della stampa la firma per l'acquisto da parte dell'India del sistema antiaereo russo S-400, ma i due leader hanno messo a punto una cooperazione che va dalla sfera degli idrocarburi a quella spaziale fino al progetto del corridoio Nord Sud, che collegherebbe l'India direttamente alla Russia, bypassando il Canale di Suez.

Alberto Cossu

© Foto : Alberto Cossu

Alberto Cossu

Gli accordi che hanno riavvicinato l'India alla Russia potrebbero provocare una dura reazione da parte degli Stati Uniti, che vedono nel Paese di Modi un partner strategico. Ebbene, come si posiziona l'India sullo scacchiere fra Russia e Stati Uniti? Sputnik Italia ne ha parlato con Alberto Cossu, analista di Vision&Global Trends (International Institute for Global Analyses).

— Alberto Cossu, tirando le somme del vertice fra India e Russia, in quale atmosfera si è svolto il tutto?

— Il clima era sicuramente molto amichevole, anche perché l'India ha avuto l'opportunità di riequilibrare i rapporti con la Russia. Complessivamente, dalla stampa russa e indiana risulta un clima di distensione dei rapporti, rapporti storici fra i due Paesi. 

— Quali sono stati i punti salienti del summit?

— È un summit annuale che ha visto la presenza del presidente Putin e del primo ministro indiano Modi. Gli obiettivi erano diversi: discutere il tema della difesa, il problema dei rapporti economici bilaterali e della cooperazione tecnologica. 

Questo vertice arriva dopo l'incontro di settembre fra gli Stati Uniti e l'India, denominato "2+2 dialogue". In quell'occasione l'India ha sottoscritto una serie di accordi che l'hanno legata da un punto di vista strategico agli Stati Uniti. Vi è anche il documento "US National Security Strategy" che indica l'India come un partner strategico nell'area dell'Indo-Pacifico. 

— Al vertice è stato siglato l'accordo per l'acquisto da parte dell'India del sistema di difesa S-400 russo per un valore maggiore a 5 miliardi di dollari. Qual è il peso di questo accordo da un punto di vista strategico?

— È stato uno dei passaggi più salienti del vertice. Sappiamo che esiste un bando da parte degli Stati Uniti nei confronti di società russe che vendono armi all'estero. La scelta per l'acquisto degli S-400 potrebbe portare a delle sanzioni nei confronti delle società che vendono armi e soprattutto nei confronti dell'India. 

Sembrerebbe che gli Stati Uniti abbiano più volte parlato di sanzioni automatiche, così come è successo nel caso della Cina, la quale ha acquistato analoghi sistemi di difesa. Per l'India c'è ancora incertezza su quali saranno i passi che faranno gli Stati Uniti. 

— Non solo armi, India e Russia hanno siglato accordi in diversi settori. Quanto è stretta la cooperazione fra i due Paesi?

— Il summit infatti non si è ridotto soltanto all'acquisto di armi. Sono stati siglati accordi per quanto riguarda il corridoio Nord Sud, che è una linea di collegamento diretta da Mumbai fino alla Russia e arriverebbe addirittura in Europa. Le merci indiane così eviterebbero il Canale di Suez per arrivare in Europa e in Russia. È un aspetto geopolitico notevole che a mio avviso non è stato abbastanza sottolineato. Questo corridoio avvicinerebbe il mondo russo all'India. 

In questo senso stanno lavorando un gruppo di intellettuali e di esperti nel progetto EIR, che nasce come piattaforma di dialogo finalizzata a mettere in sinergia tre aree (Europa, India e Russia) al fine di identificare interessi strategici comuni in una prospettiva al di là degli attuali assetti dell'ordine mondiale. Fra gli esperti vi è Tiberio Graziani, presidente di Vision&Global Trends, Vladimir Kulikov, Segretario Generale dell'IISES (International Institute of Social and Economic Sciences), Carpentier de Gourdon, editorialista del World Journal Affairs.

— Da un punto di vista geopolitico dopo questo vertice l'India come si colloca sullo scacchiere internazionale fra Russia e Stati Uniti?

— La politica estera indiana è quella di non allineamento. Il governo indiano del primo ministro Narendra Modi sta giocando in equilibri sottili. Questo vertice in qualche modo potrebbe irritare gli Stati Uniti che hanno lavorato nei mesi scorsi per avvicinare l'India. 

L'India ha bisogno di dialogare con diversi player mondiali fra cui gli Stati Uniti e la Russia ad un livello strategico, ma anche per sviluppare la propria economia. Tanto è vero che al settore della difesa è legata parte dello sviluppo indiano. Recentemente il governo indiano ha prodotto un documento in cui uno degli obiettivi strategici è rendere l'India più indipendente dal punto di vista tecnologico, le tecnologie passano anche per la difesa.

— Qual è l'iter che segue l'India per diventare più indipendente?

— Attraverso gli accordi con la Russia di acquisto, ma anche di produzione. Per esempio degli elicotteri verranno prodotti con una joint venture in India, una fregata sarà prodotta a Goa. L'India non è solo un mercato, è anche un partner. È un messaggio che vale anche per l'Italia, ci sono tante opportunità. 

L'India oggi è probabilmente il maggiore Paese che acquista armamenti come spesa militare legata all'estero. Il rapporto è di un 30% prodotto in India e un 70% acquistato. L'obiettivo del governo è invertire questa rotta. Indubbiamente per sviluppare questa strategia la Russia è un partner storico importante che collabora con l'India nel settore delle energie nucleari, nel settore spaziale. L'addestramento della prossima missione spaziale indiana infatti avverrà in Russia. Un altro settore importante è quello degli idrocarburi. Ci sono investimenti russi in India, ma anche investimenti indiani in Russia nel settore del gas e del petrolio. Quindi aprire il corridoio verso la Russia diventa un fattore geopolitico importante, oserei dire che la Russia in questo modo si affaccia sull'Oceano Indiano.

fonte:sputniknews.com

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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