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  • Circa 250 milioni di anni fa, l’estinzione di massa del Permiano-Triassico, nota anche come “Great Dying” (Grande Moria) ha ucciso la maggior parte degli animali marini e terrestri.
  • Gli scienziati hanno supposto varie cause per la catastrofe, dai microbi che emettevano metano alle eruzioni vulcaniche che avrebbero reso acidi gli oceani.
  • In un nuovo studio, un gruppo di ricercatori ha detto che la causa principale dell’estinzione è stata il cambiamento climatico, che ha portato alla perdita di ossigeno negli oceani.
  • Gli autori dello studio hanno messo in guardia sul fatto che la Terra è diretta verso un’altra devastante estinzione di massa.

Circa 252 milioni di anni fa, la grande maggioranza delle specie terrestri è stata uccisa nel corso del “Great Dying” (Grande Morìa), la peggiore estinzione di massa della storia del nostro pianeta.

Fino al 96% di tutte le specie marine e il 70% degli animali terrestri sono stati sterminati nell’evento, addirittura più micidiale dell’estinzione dei dinosauri. Una ricerca pubblicata nel marzo 2014 supponeva che l’estinzione fosse avvenuta in un lasso di 60.000 anni, un periodo davvero breve nel grande schema della storia terrestre.

Gli scienziati hanno proposto numerose ipotesi per la causa dell’evento che hasegnato la fine del periodo Permiano. Uno studio ha detto che il Great Dying, noto anche come l’estinzione del periodo Permiano-Triassico (P-Tr), è avvenuta dopo che un tipo di microbo aveva emesso grandi quantità di metano nell’atmosfera terrestre. Altre ricerche suggerivano che l’evento fosse stato provocato da una serie di eruzioni vulcaniche che avevano mandato nell’aria una quantità mortale di anidride carbonica, mentre un terzo studio diceva che le eruzioni avevano condotto a una catastrofica acidificazionedegli oceani.

C’è anche chi pensa che, come quella dei dinosauri, anche l’estinzione del Permiano sia stata innescata dalla caduta do un asteroide, di cui è stato localizzato il cratere.

Un nuovo studio di ricerca pubblicato su Science afferma però che il Great Dying è stato causato principalmente da un rapido aumento delle temperature. I ricercatori sono giunti alla conclusione dopo avere esaminato reperti fossili marini e usatosimulazioni climatiche per ricreare gli effetti dell’aumento delle temperature avvenuto 252 milioni di anni fa.

Nel corso dell’estinzione del periodo Permiamo-Triassico, i vulcani della Siberia hanno liberato nell’atmosfera così tanta anidride carbonica che la temperatura terrestre è aumentata di circa 10 gradi Celsius. Oceani più caldi hanno significavano una maggiore quantità di ossigeno necessaria per la sopravvivenza degli animali, ma il calore aveva anche fatto esaurire l’ossigeno nell’acqua. Questa perdita di ossigeno dovuta alle alte temperature, hanno detto gli scienziati, è stata la causa principale del Great Dying.

Secondo gli scienziati è sul punto di ripetersi un’altra estinzione di massa legata all’aumento delle temperature degli oceani.

Entro il 2100, la Terra potrebbe vedere livelli di temperatura superiori di 3 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali. Il coautore dello studio Curtis Deutsch, professore della University of Washington, ha detto a The Atlantic che da quel livello, 10 gradi non sarebbero poi “tanto lontani”.

“Questo studio dimostra che anche noi ci stiamo dirigendo verso l’estinzione, e la domanda è quanto in là ci spingeremo”, ha detto a The Atlantic l’autore principale Justin Penn, un dottorando alla University of Washington.

Le piante dell’oceano producono fino all’85% dell’ossigeno dell’aria che respiriamo, ma il volume dell’acqua degli oceani depauperato di ossigeno è quadruplicato nel corso degli ultimi 50 anni. Questi studi sostengono che gli oceani stanno perdendo ossigeno fondamentalmente a causa dell’attività dell’uomo.

Secondo molti studi, la Terra sarebbe già avviata verso una sesta estinzione di massa che ucciderebbe la maggior parte degli animali e la maggior parte delle specie vegetali. La International Union for the Conservation of Nature prevede che il 99,9% delle specie gravemente in pericolo e il 67% di quelle in pericolo saranno estinte entro i prossimi 100 anni.

In uno studio pubblicato ad ottobre nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, alcuni ricercatori danesi hanno scritto che nei prossimi 50 anni si estingueranno così tante specie mammifere che la diversità evoluzionistica della Terra non si ristabilirà per almeno 3 milioni di anni.

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