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  • Uno studio ha analizzato per la prima volta il territorio e le distese marine della Terra.
  • Negli ultimi cento anni l’attività umana ha modificato fino all’87% delle aree incontaminate, partendo dal 15%.
  • Solo cinque paesi – tra i quali l’Australia – posseggono il 70% delle rimanenti aree incontaminate del pianeta.

Solo il 23% della Terra può essere ancora considerato come natura incontaminata.

Secondo ciò che gli scienziati che si occupano di preservare la natura hanno scritto sulla rivista Naturele aree incontaminate sono quei luoghi dove non sussiste attività industriale in base alla definizione dell’impatto umano sui territori e sui mari.

Numerosi studi recenti indicano come le aree di questo tipo siano fondamentali come salvaguardia contro gli effetti del cambiamento climatico e di altre influenze dell’uomo sulla natura.

Gli autori di questo studio hanno rilevato il valore del 23% dopo aver redatto la prima mappa globale ad alta definizione delle aree incontaminate rimaste sulla terra e nei mari.

Una volta scomparse, le aree incontaminate non si rigenerano.

“Per ciò che riguarda le aree incontaminate del pianeta questi dati sono come un film dell’orrore” ha detto il maggior autore dello studio, James Watson della University of Queensland e membro della Wildlife Conservation Society.

La perdita di aree incontaminate dovrebbe essere considerata allo stesso modo del pericolo di estinzione delle specie. Una volta iniziato, non c’è modo di tornare indietro.”

“La decisione presa ha effetto permanente.”

L’Australia è stata segnalata come una delle ultime speranze al mondo per salvare queste realtà.

La ricerca ha stabilito che venti nazioni detengono da sole il 94% delle aree incontaminate tra terra e mare (escludendo l’Antartide e le acque internazionali). Cinque “super incontaminate” tra queste – Russia, Canada, Australia, Stati Uniti e Brasile – ne conservano il 70%.

Gli autori sono convinti che queste nazioni abbiano un ruolo fondamentale nell’assicurare al resto del mondo le ultime aree incontaminate.

Gli scienziati sono sempre più preoccupati che una di queste nazioni, il Brasile, non sia più affidabile in questo senso, dopo l’elezione del candidato presidenziale di estrema destra Jair Bolsonaro.

Bolsonaro ha dichiarato di voler aprire un’autostrada attraverso l’Amazzonia e di impedire l’attività sul territorio nazionale alle associazioni ambientaliste non governative come Greenpeace e il World Wildlife Fund.

Come influisce la tua cena sulla salute del pianeta? Getty

Per mappare le aree incontaminate del pianeta, l’equipe ha usato i dati ricavati da otto indicatori dell’influenza umana sulla natura:

  1. insediamenti abitativi,
  2. terreni agricoli,
  3. pascoli,
  4. densità della popolazione,
  5. illuminazione notturna,
  6. ferrovie,
  7. strade principali e
  8. vie d’acqua navigabili.

Gli ecosistemi oceanici sono stati indagati usando sedici ambiti di dati, dalla pesca alle spedizioni marittime industriali alle perdite di fertilizzanti.

Le “aree incontaminate terrestri od oceaniche” sono state identificate tra quelle libere da influenza umana, con un’area contigua di oltre diecimila chilometri quadrati sulla terra.

Diversi studi rivelano come le aree incontaminate siano un importante rifugio per le specie in declino, mentre in ambiente marino le stesse siano gli ultimi luoghi praticabili per le popolazioni dei più importanti predatori, come il tonno, il marlin e gli squali.

Il rilievo dato da Nature a questo studio ha messo in evidenza che cento anni fa solo il 15% della superficie terreste fosse coltivato. Oggi “oltre il 77%  dei territori (escludendo l’Antartide) e l’87% degli oceani è stato modificato dagli effetti delle attività umane.”

Parlando in termini di riduzione dell’impronta di carbonio, le aree incontaminate sono in grado di immagazzinare enormi quantità di carbonio nei propri ecosistemi intatti, in modo almeno due volte superiore a quello degli habitat degradati.

Molte are incontaminate sono la patria di milioni di indigeni che in ambito territoriale e marino dipendono da esse per il loro sostentamento.

John Robinson, vicepresidente Global Conservation della Wildlife Conservation Society (Wcs) e coautore della ricerca, ha dichiarato che le aree incontaminate potranno dirsi al sicuro solo quando ad Australia e altre importanti nazioni fosse attribuito un ruolo preminente.

“Al momento questo tipo di leadership è vacante su tutta la linea,” ha detto. “Abbiamo già perso così tanto”.

“Dovremmo prendere al volo queste opportunità per mettere al sicuro le aree incontaminate prima che scompaiano per sempre”.

Fonte:business insider Italia 

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