oroscopo-bg-2Meteo-bg
Italian - ItalyБългарски (България)

bulgaria

La legge anti-corruzione non s’ha da fare. Il presidente della Repubblica bulgara, Rumen Radev, boccia il testo normativo del Parlamento di Sofia perché ritenuto inefficace, mettendo in luce i problemi della nuova presidenza di turno del Consiglio Ue. Dal 1 gennaio la Bulgaria è divenuta responsabile della gestione dei ministri degli Stati membri. Con loro il Paese dell’est è tenuto a condividere principi e valori, incluso quello della legalità. Qui ci sono però ritardi strutturali, che a detta di Radev neppure la nuova proposta di legge riesce a colmare, così com’è concepita. Il veto presidenziale apre un conflitto istituzionale tutto interno, ma con ripercussioni che vanno bel oltre i confini nazionali. Viene bocciato un provvedimento frutto della maggioranza di Boyko Borissov, capo del governo, presidente di turno del Consiglio Ue fino al 30 giugno, e membro della famiglia dei popolari europei (Ppe). Un motivo di imbarazzo per un esecutivo che non a caso ancora non commenta. I balcanici inoltre danno nuova prova delle difficoltà di soluzione a un problema che si portano dietro fin dall’inizio della loro avventura nel club a dodici stelle. 

Il nodo dell’indipendenza dell’unità anti-corruzione  

Il Parlamento bulgaro ha approvato alla fine dell’anno appena concluso la nuova legge che istituisce una speciale unità anti-corruzione. Un provvedimento atteso perché richiesto dall’Unione europea. Ma nel merito la misura che ha come obiettivo la lotta contro condotte e pratiche disoneste solleva dubbi. Ciò che non convince Radev è il legame con il potere legislativo. Secondo le disposizioni normative approvate il 20 dicembre, i componenti della speciale struttura dovrebbero essere nominati dall’Assemblea nazionale, il parlamento monocamerale bulgaro. Per il capo dello Stato questo legame non garantisce l’indipendenza dell’organismo. «Credo che la legge adottata non solo non crei una base giuridica adeguata per affrontare la corruzione, ma ne renderà persino difficile la lotta». Da qui il veto e l’invito di Radev a riformulare il testo, con tutto ciò che ne consegue e ne potrà conseguire.  

Bulgaria membro Ue più corrotto, Schengen resta in sospeso  

Le motivazioni addotte dal presidente della Repubblica bulgara hanno trovato reazioni positive – com’è facile immaginare – tra i partiti di opposizione, che chiedono una vera riforma. Anche tra gli analisti c’è chi riconosce la natura convincente delle motivazioni dietro al veto presidenziale. Ciò nonostante è fuori di dubbio che la Bulgaria continua a non fare progressi su un tema motivo di esclusione dall’area Schengen. I bulgari non godono ancora di libera circolazione, e una delle ragioni per questo allontanamento dai benefici dell’Ue è proprio l’elevato livello di corruzione. Transparency International, una delle ong più attive nel monitoraggio dei sistemi di corruzione, nel 2016 ha indicato nella Bulgaria lo Stato più corrotto dell’Ue, mentre l’associazione Reporter senza frontiere lo scorso anno ha posizionato la stessa Bulgaria al 109simo posto per corruzione al mondo su una classifica crescente comprendente 180 Paesi. Il problema c’è, ed è destinato a durare ancora. E l’Ue deve fare i conti con una presidenza di turno che rischia di compromettere l’immagine dell’Unione.  

Ancora imbarazzi dall’est  

La Bulgaria non è il primo caso di Stato membro dell’Unione europea che arriva al debutto della presidenza di turno del Consiglio Ue con situazioni fonte di imbarazzo. Nel 2011 il primo semestre ungherese della storia comunitaria fu macchiato dalla controversa legge sulla libertà di stampa. Il Parlamento di Budapest approvò in quel frangente nuove norme che richiedevano a tutti i mezzi di informazione una copertura «equilibrata» degli eventi nazionali e internazionali. Una legge contestata dall’allora presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, secondo cui il governo di Viktor Orban, premier allora come oggi, pose la «questione di valori» con quella normativa che colpiva «un principio sacro» come libertà di stampa. Fu quello uno dei tanti scontri tra l’Ue e l’Ungheria di Viktor Orban che da lì in poi si sarebbero succeduti anche su altre questioni, ultima delle quali l’immigrazione. 

Fonte:Lastampa.it

flagi_strona

Stabilità, sicurezza e solidarietà. La Bulgaria, membro dell'Ue dal 2007, arriva per la prima volta nella sua storia alla presidenza del Consiglio dell'Unione Europea e sceglie queste tre parole d'ordine per il semestre che inizierà oggi, per concludersi a fine giugno. Sofia rileva il testimone dall'Estonia e lo passerà all'Austria. Il governo guidato da Bojko Borisov, leader dei Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (gruppo Ppe) promette di agire da 'honest broker', mediatore onesto, per "trovare soluzioni comuni in risposta ai bisogni dell'Europa e dei suoi cittadini", puntando a creare un'Europa "forte, digitale e unita" attraverso il "consenso, la competitività e la coesione". Al di là degli slogan, per la Bulgaria, con un Pil che pesa appena per lo 0,3% del Pil dell'Ue (dato 2016, Eurostat), meno del Lussemburgo e al pari della Croazia e della Slovenia, la presidenza dell'Ue è un appuntamento importante. Il Paese è caratterizzato da un elevato livello di corruzione: secondo un rapporto del Center for the Study of Democracy, un think tank di Sofia, citato dal Guardian, "la corruzione amministrativa in Bulgaria dà pochi segni di riduzione. E lo stesso vale per una forma di corruzione ancora più potente, la 'cattura' dello Stato". Per il il Csd, nel Paese ci sono "alti livelli di corruzione politica" e una "corruzione amministrativa rampante".

Tuttavia, la Bulgaria non è il solo Paese dell'Ue ad avere alti livelli di corruzione, che spiccano molto anche per la dimensione ancora limitata della sua economia. Tant'è che il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker le ha riservato uno dei complimenti che utilizza per gli Stati 'nuovi' che si differenziano dall'approccio di sfida all'Ue che hanno la Polonia e l'Ungheria: "Dal primo giorno che la Bulgaria si è unita all'Ue, la Bulgaria si comporta come un membro fondatore, mentre altri membri fondatori non sempre si comportano come tali", ha detto recentemente incontrando Borisov a Bruxelles. La presidenza bulgara si ripromette, nel concreto, una lunga serie di obiettivi, a seconda delle configurazioni del Consiglio. Per il Consiglio Affari Generali, i principali punti di attenzione sono i Balcani Occidentali, che restano "una priorità strategica centrale" e la cui "prospettiva europea" va incoraggiata, e il quadro finanziario multiannuale dopo il 2020, senza la Gran Bretagna, sul quale si punterà a "facilitare un dibattito politico onesto ed aperto", con un occhio particolare alla politica di coesione. (segue) Per il Consiglio Affari Esteri, presieduto dall'Alto Rappresentante Federica Mogherini (tranne che nella formazione Commercio), tra le priorità restano i Balcani Occidentali, insieme alla regione del Mar Nero, alla politica comune di sicurezza e di difesa e alle dimensioni esterne delle migrazioni, per motivi ovvi (la Bulgaria ha un confine terrestre con la Turchia ed è uno dei punti di accesso all'Ue sulla rotta orientale). A questo riguardo, "sia la rotta del Mediterraneo Centrale che quella Orientale verranno monitorate" e "particolare attenzione verrà data a rafforzare la cooperazione sulle questioni migratorie con Paesi chiave di transito e di origine in Asia", si legge nel programma della presidenza (non viene menzionata l'Africa, in questo contesto). Per l'Ecofin, una "forte enfasi" verrà data alla riduzione dei rischi nel settore bancario e al completamento dell'Unione bancaria, dove si punta a "fare progressi" sulla proposta di creare l'Edis, lo schema europeo di assicurazione dei depositi, uno dei dossier sui quali la discussione potrebbe 'sciogliersi' nei prossimi mesi, secondo le previsioni del premier Paolo Gentiloni.

Fonte:affaritaliani.it

photo_verybig_182867

 I Balcani occidentali saranno la principale priorità della presidenza di turno bulgara del Consiglio europeo che si svolgerà nel primo semestre del 2018, come confermato dal vicepremier e ministro degli Esteri bulgaro, Ekaterina Zaharieva, in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi ad un emittente nazionale. “La Bulgaria è interessata a garantire una stabilità a lungo termine dei suoi vicini”, ha detto Zaharieva, secondo cui la Commissione Ue presenterà a febbraio una strategia sui Balcani occidentali che includerà tutti i paesi della regione. Il governo bulgaro ha adottato lo scorso 20 dicembre il rapporto per il piano programmatico per il semestre di presidenza del Consiglio europeo. Secondo quanto dichiarato dl ministro bulgaro incaricato dell’organizzazione della presidenza Ue, Liliana Pavlova, le misure predisposte dal Consiglio dei ministri sono state 57. “Non si tratta di misure particolari o attività legate alla preparazione di specifici eventi”, ha spiegato Pavlova – che guida il dicastero dello Sviluppo regionale – secondo cui durante la sessione della riunione di governo sia stato anche determinato il calendario degli eventi della presidenza.

Fonte:Agenzia

Снимка на деня

Rila

Rila

От нашите сътрудници

СЪЕДИНЕНИЕТО НА СЕВЕРНА И ЮЖНА БЪЛГАРИЯ

News image

След разпокъсването на българските земи, според Берлинския договор – 1(13) юли 1878 г, общонароден идеал н... Още

Punti di vista

Pensare fuori dagli schemi genera creatività

News image

Il NYT a firma di un noto commentatore economico si incari...

Punti di vista | Alberto Cossu

Dal mondo

Debito pubblico americano e il mito dell'arma cinese

News image

L’idea che la Cina possa utilizzare le quote di debito pub...

Dal mondo