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Arroccato come un enorme disco volante su una montagna nella Bulgaria centrale, Buzludzha è un monumento  costruito per glorificare il comunismo quasi 40 anni fa.

L'imponente edificio circolare è stato lasciato deperire vittima di atti di vandalismo e decadenza, dal momento che la Bulgaria ha voluto  dimenticare il suo passato comunista, ma ora gli esperti occidentali vogliono preservarlo come sito del patrimonio. storico.La struttura alta 70 metri (70.000 tonnellate di cemento, 3.000 tonnellate di acciaio rinforzato e 40 tonnellate di vetro) sembra essere sospesa a circa 1.400 metri sul livello del mare.Ha una sala cerimoniale ampia 40 metri con spazio per 400 persone ed è stata coperta dal pavimento al soffitto da mosaici che rappresentano la storia del partito comunista bulgaro.Inaugurato nel 1981, è caduto in rovina dopo il crollo della cortina di ferro nel 1989 e ora giace vuoto e fatiscente.Negli ultimi anni, solo i turisti più avventurosi hanno visitato il posto isolato, spingendo le autorità locali a bloccarlo per evitare incidenti.Ciononostante, gli esperti dell'organizzazione per i beni culturali Europa Nostra hanno visitato il sito il mese scorso e hanno sollecitato le autorità bulgare a salvare ciò che ritengono essere "un capolavoro di architettura, ingegneria e arte".Europa Nostra l'ha inserito tra i siti di patrimonio più a rischio in Europa quest'anno.Durante l'era della Guerra Fredda, il partito comunista sostenne che le stelle di vetro rosse in cima a una torre che fa parte del complesso potrebbero essere viste fino alla Romania a nord e alla Grecia a sud."Con il suo stile brutalista, è un vero eccesso architettonico del 20 ° secolo", ha detto Laurent Levi-Strauss, di Europa Nostra e ex vice capo della divisione Beni Culturali dell'UNESCO.

Per l'architetto britannico Graham Bell, Buzludzha è "un edificio incredibile, incredibilmente impressionante ed è incredibilmente triste il modo in cui si sta deteriorando."Questo monumento fa parte del patrimonio culturale europeo, ma la maggior parte dell'Europa non sa che esiste", ha detto Bell.Gli esperti sono convinti che ciò che rimane dell'edificio potrebbe - e dovrebbe - essere salvato.Dopo la loro visita, hanno chiesto "un'azione urgente" per fermare il decadimento. E hanno proposto di conferire al sito lo status di protezione nazionale, che consentirebbe l'utilizzo dei fondi UE per il suo salvataggio."È positivo che l'Europa se ne preoccupi, come invece non fa la Bulgaria", ha detto all'AFP l'architetto ottantenne di Buzludzha, Georgy Stoilov.In effetti, le autorità locali a corto di contanti non consideravano Buzludzha come una priorità e vedevano poco utile il mantenimento di un sito che aveva una connotazione così negativa.

Fu l'architetto bulgaro Dora Ivanova, nata un anno dopo la caduta del regime, che si è resa responsabile del risveglio dell'interesse per Buzludzha.



Ha trovato il monumento su internet mentre era all'università in Germania e ha iniziato una campagna per la sua conservazione quattro anni fa."Non è possibile che un'opera architettonica così straordinaria sia in pessime condizioni: fa parte della storia della Bulgaria, che ci piaccia o no", ha detto Ivanova.Ha detto che il suo scopo era quello di conservare l'edificio, piuttosto che ripristinarlo, "poiché restaurarlo sarebbe come glorificare il comunismo". "Voglio solo spiegare la storia", ha aggiunto.Parte del suo progetto userebbe la mappatura di proiezione tridimensionale per mostrare quale aspetto avrebbero potuto avere le parti mancanti dei mosaici.E Ivanova suggerisce anche di offrire tour autoguidati in realtà aumentata.Levi-Strauss di Europa Nostra ha ammesso che sarebbe stato difficile ripristinare Buzludzha al suo antico splendore data la controversia che circonda il suo passato.Ma ciò non dovrebbe impedire alle autorità di farne uso a fini "educativi, per conferenze e concerti", ha affermato.L'esperto di turismo Rumen Draganov ha suggerito che Buzludzha potrebbe anche contribuire a promuovere il turismo in una regione già nota per le  tombe dei Traci e i famosi roseti.

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I lavori di riparazione del Metropolitan Street. "Graf Ignatiev" sono continuati per cinque mesi e  a lavori in corso hanno già suscitato l' indignazione tra i cittadini. Su Facebook ci sono le immagini che catturano la decisione "brillante" del contraente - "GP Group"   con le implicazioni dell'inchiesta  del sito  "Bivoly"  per distrazione di fondi.
La stessa società ha fatto la riparazioni senza successo in NDK, riparazioni. durate diversi mesi per posizionare delle piastrelle rosa
Il costo del progetto per la riparazione di "Conte" è superiore a 24 milioni di . Lev e dovrebbe essere completato entro la fine dell'anno., secondo quanto affermato dal  Vice Sindaco per i trasporti Evgeni Krusev.. Il sindaco  di Sofia Yordanka Fandakova ha minacciato di multare l'azienda con 240.000. Lev al giorno per il ritardo nell'attuazione. dei lavori. Tale ritardo sarà certamente  causato dalle vicende del "GP Group" ha spiegato, perchè  sono apparse difficoltà non previste..
 >IL Comune di Sofia ha annunciato che nel mese di novembre dovrebbe essere messo in funzione il tram a "Il Conte", perchè sono state già  riparate le linee di tram e piastrellato intorno augurandosi che nel futuro,  non accada come a BLV. "Dondukov", che sono stati spesi oltre 7 milioni. Lev ., e il risultato è stato mediocre per varie irregolarità, continue riparazioni , irregolarità nelle  piste ciclabili e nella riorganizzazione del selciato.
"Noi garantiamo per i soldi dei cittadini che non pagheranno per il lavoro scadente fatto" erano chiaramente le dichiarazioni della Fandakova due settimane fa, quando commentava il caso riguardante dei lavori da parte della società che opera in . "Graf Ignatiev".

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Il 10 ottobre 2018 un ragazzo di 21 anni, Severin Krasimirov, è stato fermato nelle vicinanze di Amburgo, nel nord della Germania, come sospettato per l‘omicidio della giornalista bulgara Victoria Marinova, stuprata e uccisa in un parco a Ruse, in Bulgaria. L’uomo ha confessato.

La notizia dell’omicidio era stata data in esclusiva su TPI da Antonio Papaleo (Bulgaria, stuprata e uccisa la giornalista Victoria Marinova).

Il 9 ottobre un primo uomo, un clochard di origini bulgare, era stato fermato con l’accusa di omicidio, ma nel corso della giornata è stato rilasciato.

Due emittenti televisive bulgare, Nova TV e la tv di stato Bnr, hanno riferito che l’uomo arrestato in Germania è un rom bulgaro di 21 anni e che è stato fermato dalle forze dell’ordine a Stade, a ovest di Amburgo. Il ragazzo si era rifugiato a casa della madre.

Nova Tv ha anche specificato che il dna del fermato corrisponde a quello rilevato sul luogo del delitto e che l’uomo ha confessato di essere il colpevole dell’omicidio della giornalista.

Il presunto colpevole era fuggito in Germania dopo aver lasciato Ruse, la città della Bulgaria nella quale generalmente risiede e in cui è avvenuto l’omicidio.

Sempre secondo notizie di stampa, a Ruse sono state fermate anche la moglie e una zia del sospettato e nell’abitazione dell’uomo sono stati trovati oggetti appartenenti alla giornalista uccisa.

Il procuratore generale Sotir Tsatsarov ha dichiarato che “in questa fase, non consideriamo che l’omicidio sia legato all’attività professionale della vittima”.

Alle 12, Boyko Borisov, il procuratore generale e il ministro dell’Interno Mladen Marinov riferiranno sullo stato delle indagini ai diplomatici stranieri convocati nella sede del Consiglio dei ministri a Sofia.

Come spiega Antonio Papaleo, corrispondete di TPI dalla Bulgaria, “la decisione di dimostrare alla comunità internazionale la correttezza dell’operato delle forze dell’ordine bulgare è totalmente irrituale e conseguente alla notorietà che lo scandalo GPGate sta assumendo a livello europeo, sopratutto grazie all’onda emotiva provocata dalla barbara uccisione di Victoria”.

L’omicidio di Victoria Marinova

Victoria Marinova era un volto molto noto in Bulgaria per essersi occupata di scandali di corruzione.

Il corpo della reporter era stato ritrovato intorno alle 14.20 di domenica 7 ottobre, ma l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 11.30 e le 12.00.

Marinova è stata selvaggiamente picchiata e stuprata prima di essere uccisa, in un tratto di impervi cespugli, nei pressi del molo del fiume Danubio, dove il suo corpo è stato ritrovato.

La giovane reporter, che lascia orfano un figlio, era già stata più volte minacciata, assalita e violentata.

Recentemente aveva lanciato accuse precise in relazione al cosiddetto Gp Gate, uno scandalo finanziario di grossa portata in Bulgaria.

La GP Group Joint stock company – da cui il nome Gp Gate– è un grosso conglomerato industriale bulgaro con le mani in pasta in molti settori di attività tra i quali: la distribuzione di gas e petrolio, la realizzazione di infrastrutture, l’edilizia residenziale ed industriale, la gestione di strutture alberghiere, comunitarie e pubbliche.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

I due giornalisti che si sono occupati del servizio sono stati arrestati dalla polizia bulgara nei giorni successivi.

L’International Press Institute (Ipi) ha inviato una lettera in cui invita il premier Boyko Borissova garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano nel Paese.

Fonte:tpi.it

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Abbiamo evitato sin qui di esprimere una qualsiasi valutazione sull'omicidio di Victoria Marinova, riportando passo passo esclusivamente i fatti e le dichiarazioni rilasciate ufficialmente.

Ma oggi, quando sembra che il responsabile sia stato "assicurato alla giustizia" con un'operazione di altissima efficienza degli apparati investigativi, qualcosa dobbiamo dirla con chiarezza. 

Il premier Borissov si dichiara sorpreso e dispiaciuto per l'eco mediatico della vicenda e per il credito riconosciuto ai sospetti che in realtà la vicenda non sia un omicidio di natura passionale ma che invece la giornalista sia stata vittima di un omicidio "politico" ad opera di ignoti potenzialmente danneggiati dalle sue attività investigative sull'utilizzo di fondi UE. 

Per quanto abbia il sostegno espresso dall'ambasciatrice britannica (che avrà pure i suoi motivi per esprimerlo) bisogna, però, che il sig Borissov si renda conto che nonostante le prove giudiziarie possano sostenere l'accusa del presunto colpevole,  la gran parte della popolazione semplicemente non crede alla versione ufficiale. E questo dato è politicamente ancora più rilevante dell'omicidio. 

Non bisogna scordare, a questo proposito, che nei giorni precedenti, due giornalisti che collaboravano alla stessa inchiesta sono stati intimiditi dalla polizia locale (inserire link al ns articolo). 

Un omicidio di questo tipo poteva accadere (e purtroppo accade troppo spesso) dovunque e probabilmente  la notizia avrebbe occupato soltanto le pagine della cronaca nera . Se, al contrario, tutti i media europei ne parlano il motivo sta nel fatto che la Bulgaria occupa uno degli ultimi posti nella classifica degli stati che rispettano realmente la libertà di stampa. 

Ma non solo: chi vive in Bulgaria è convinto (a torto o a ragione) che l'utilizzo di fondi UE sia appannaggio prevalente dei gruppi di potere organizzati - alla diversa scala d'interesse delle operazioni  - i grossi affari interesserebbero i gruppi economici più forti e protetti politicamente e quelli meno rilevanti verrebbero lasciati ai riferimenti locali secondo la loro capacità di influenza politica. E questo con un intreccio di connivenze trasversali tra rappresentanti delle diverse istituzioni, da quelle politiche sino a quelle giudiziarie.  

Da questo punto di vista la rapida ed efficientissima soluzione dell'omicidio (con modalità abbondantemente previste da molti) è comoda per tutti, perchè la regola, rispettata da tutti, è vivi e lascia vivere.

 

 

Link del precedente articolo: (copiare il link per aprirlo )

http://www.bulgariaoggi.com/it/201810034395/Società/Società/La-Bulgaria-deve-proteggere-la-sicurezza-dei-giornalisti.html

 

Certo, si può obbiettare che questo accade dovunque e che ciò che cambia sono solo le modalità. In gran parte è vero. Ma non è indifferente che gli spazi di libertà formale siano garantiti, perchè solo da questi possono essere prodotti i cambiamenti a favore delle fasce meno tutelate della popolazione.                  

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È stato rilasciato l’uomo di origini rumene arrestato nel pomeriggio del 9 ottobre 2018 per l’omicidio della giornalista bulgara Viktoria Marinova, violentata e uccisa mentre faceva jogging nella periferia della città di Russe il 7 ottobre.

A dare la notizia era stata la radio pubblica della Bulgaria: l’uomo fermato e poi rilasciato è un cittadino rumeno con passaporto moldavo.

Non è ancora chiaro se l’omicidio della donna sia legato o meno al suo lavoro di giornalista.

La donna era un volto molto noto in Bulgaria per essersi occupata di scandali di corruzione.

Il corpo della reporter era stato ritrovato intorno alle 14.20 di domenica 7 ottobre, ma l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 11.30 e le 12.00.

Marinova è stata selvaggiamente picchiata e stuprata prima di essere uccisa, in un tratto di impervi cespugli, nei pressi del molo del fiume Danubio, dove il suo corpo è stato ritrovato.

La giovane reporter, che lascia orfano un figlio, era già stata più volte minacciata, assalita e violentata.

Recentemente aveva lanciato accuse precise in relazione al cosiddetto Gp Gate, uno scandalo finanziario di grossa portata in Bulgaria.

La GP Group Joint stock company – da cui il nome Gp Gate– è un grosso conglomerato industriale bulgaro con le mani in pasta in molti settori di attività tra i quali: la distribuzione di gas e petrolio, la realizzazione di infrastrutture, l’edilizia residenziale ed industriale, la gestione di strutture alberghiere, comunitarie e pubbliche.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi.

I due giornalisti che si sono occupati del servizio sono stati arrestati dalla polizia bulgara nei giorni successivi.

L’International Press Institute (Ipi) ha inviato una lettera in cui invita il premier Boyko Borissova garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano nel Paese.

fonte.tpi.it

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