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Le origini del pane, uno dei prodotti alimentari più consumati nel mondo, sono avvolte nel mistero. La teoria più accreditata vuole che l'attività sia andata di pari passo con l'inizio dell'agricoltura, quando alcune comunità di uomini, divenuti stanziali, hanno iniziato la coltivazione dei cereali. Era stata fatta l'ipotesi che anche i cacciatori-raccoglitori del Paleolitico abbiano utilizzato i cereali selvatici, poi domesticati per l'uso agricolo, per ricavare farine e produrre prodotti simili al pane. Non si erano però mai trovate prove a sostegno di questa ipotesi.

ANTICHE BRICIOLE. Nel sito di Shubayqa 1, nella regione nord-orientale della Giordania, alcuni resti carbonizzati trovati in un focolare si sono rivelati, alle analisi, proprio briciole di impasto di pane. Questi antichissimi frammenti hanno consentito a un gruppo di ricercatori dell'Università di Copenaghen, di Cambridge e dello University College di Londra, di ricostruire la complessa catena produttiva apparentemente messa in piedi da questi fornai preistorici.

Il sito giordano ha riportato alla luce tracce tra le più antiche della cultura natufiana: queste comunità costruivano piccoli villaggi, utilizzati come campi-base dove gli abitanti, che si dedicano alla caccia e alla raccolta muovendosi sul territorio, tornavano periodicamente. Nel sito, il cui scavo è iniziato negli anni Novanta, sono presenti due edifici sovrapposti, di età diverse, datati da circa 14.000 a circa 11.000 anni fa. In quello inferiore, il più antico, oltre a numerosi strumenti di pietra per macinare, è venuto alla luce un focolare il cui contenuto, sepolto, è rimasto intatto dopo l'ultimo utilizzo.

Che ruolo aveva questo pane nella dieta di queste comunità preistoriche? Era un cibo abituale sulla tavola o una rara concessione? Molto difficile dirlo. Il fatto che i resti di pane siano stati trovati nei due focolari appena prima che il sito fosse abbandonato, suggerisce che gli antichi abitanti potrebbero averlo preparato come scorta di cibo in vista della partenza. Ma è anche possibile che il pane di quei tempi fosse un prodotto per le occasioni speciali, data la lunga e complessa procedura per realizzarlo, dallo sgranare i cereali al macinarli, fino all'impastarlo e cuocerlo. Potrebbe anche essere, ipotizzano i ricercatori, che proprio la volontà di fabbricare più facilmente questa nutriente "delizia" sia stata una delle molle che ha spinto alla domesticazione e alla coltivazione dei cereali. Se fosse così, allora l'agricoltura sarebbe nata per avere sempre a disposizione il pane.                                                                                                                                                                       Fonte:focus.it

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La Francia ha vinto la ventunesima edizione del Mondiale, con un crudele 4-2 alla Croazia, piegata dalle fatiche precedenti. La storia degli ultimi vent'anni certifica che non si tratta di una casualità: avendo giocato tre finali e avendone appunto vinte due, con l'eccezione di quella del 2006 della testata di Zidane a Materazzi e del Var ante litteram, i Bleus risultano anche per la statistica la squadra più forte dal 1998. Il rigore del 2-1 di Griezmann, che ha indirizzato l'esito del duello già nel primo tempo, è stato assegnato dall'arbitro argentino Pitana attraverso il Var e opinabile è parsa la volontarietà del fallo di mano di Perisic sul corner di Griezmann stesso.

RE PER UN PALLONE D'ORO - Ma il seguito del copione ha spazzato via le recriminazioni, data la spietatezza dei discepoli di Deschamps, che ha fatto il suo ingresso nel ristrettissimo olimpo dei vincitori di un Mondiale da calciatori e da ct: raggiunge il brasiliano Zagallo e il tedesco Beckenbauer. Tra le valutazioni accessorie va inserita la corsa al Pallone d'oro, se i giurati come è probabile decideranno di spezzare il decennale duopolio Cristiano Ronaldo-Messi. Nel caso, anche se Modric ha sfoggiato il solito nitore tecnico ed è stato premiato come migliore del torneo, è verosimile che la gara si risolva in uno sprint tra i francesi che hanno firmato la vittoria: Griezmann coi suoi calci da fermo (è stato premiato come uomo della finale), Pogba e Mbappé con i due tiri chirurgici che nel secondo tempo hanno ucciso le speranze della Croazia, alla quale il regalo di Lloris a Mandzukic per il 4-2 finale ha fornito solo un supplemento di illusione.

TROPPA STANCHEZZA - Il magnifico Modric e i suoi degni compagni erano stati capaci di reagire con un guizzo di Perisic alla beffa dello svantaggio casuale, su autogol di Mandzukic, e hanno provato a farlo anche dopo il secondo colpo del destino, il suddetto rigore da Var. Ma Dalic ha dovuto correre il rischio calcolato che la fatica dell'ora e mezzo in più in campo - tra ottavi, quarti e semifinale - in aggiunta al giorno di riposo in meno sfiancasse alla lunga i reduci: così è accaduto e la pioggia, mitigando l'afa moscovita, ha solo ritardato l'effetto. La maglia a scacchi dei croati si prestava all'allegoria di una partita bloccata in attesa della mossa giusta, ma è stata in verità soprattutto la Francia ad anteporre la tattica all'estetica.

DIDIER L'ITALIANO - Deschamps, che si è sempre dichiarato debitore filosofico del calcio italiano, non ha avuto remore nel confermarlo: nel 4-4-2 ideato per la circostanza, ha sacrificato il prodigioso velocista Mbappé al ruolo di tornante puro e ha demandato il compito dell'offesa al collaudato Grizou, l'ircocervo composto dal duo Griezmann-Giroud, come all'Europeo di due anni fa. All'inizio Perisic con le sue percussioni a sinistra, Modric con le sue taglienti imbucate frontali e Rakitic col suo attivismo hanno costretto la Francia alla difesa: i due terzini, Vrsaljko a destra e Strinic a sinistra, inibivano le avanzate di Hernandez e Pavard. Kanté, sotto la massiccia pressione avversaria, mostrava inusuale disagio: Rakitic lo dominava.
 
DELITTO E CASTIGO - Al primo vero errore, un fallo di Brozovic su Griezmann, è arrivata la punizione, in tutti i sensi. L'ha calciata Griezmann e la testata improvvida all'indietro di Mandzukic ha scritto l'1-0. Modric ha invitato alla riscossa: punizione per la testata di Vida, alta. Un tiro scentrato di Rakitic è stato il prologo al pasticcio di Kanté, che prima si è fatto ammonire per un fallo su Perisic e poi, sulla punizione relativa con torre di Vrsaljko, mischia e appoggio all'indietro di Vida, ha blandamente contrastato Perisic, il cui scarto a sinistra per il tiro di controbalzo, sporcato da Varane, appartiene alla categoria dei preziosismi. Il secondo castigo, però, incombeva, anche se il delitto di Perisic (fallo di mano su una traiettoria mancata da Matuidi e sbucata all'improvviso) può dividere molte giurie.

PUTIN E GLI INVASORI - Il rigore segnato da Griezmann prima dell'intervallo ha certamente condizionato la Croazia, esponendola allo sbilanciamento. Sono stati tuttavia i dettagli a decidere, sotto forma di centimetri: quelli che sono mancati al sinistro in corsa di Rebic, alzato il corner da Lloris. Poi il velocista Mbappé ha provato il primo vero scatto: il portiere Subasic, suo ex compagno ai tempi del Monaco, lo ha rintuzzato. Quattro invasori, tre donne e un uomo travestiti da Blues Brothers e placcati con rugbistico tempismo, hanno garantito una breve digressione, rivendicata dalle Pussy Riot oppositrici di Putin, e hanno fatto alzare il sopracciglio in tribuna al presidente russo, per il resto allegro accanto al presidente della Fifa infantino: per i rispettivi governi il Mondiale è stato un successo. Il successo della Francia, intanto, maturava sul campo con la vera entrata in scena di Pogba e Mbappé.

SPIETATEZZA IN BLU - Deschamps ha preso atto della giornata grigiastra di Kanté e lo ha rimpiazzato con Nzonzi. Il pomeriggio russo è diventato subito molto blu grazie al cinismo di Pogba: ha avviato l'azione del 3-1 con un lancio per Mbappé, che tra finte e controfinte ha causato una mischia, e l'ha chiusa con due tentativi di tiro dal limite: il primo, di destro, gli è stato rimpallato, ma il secondo di sinistro, molto angolato, ha chiuso ogni discorso, malgrado i residui aggiustamento tattici di Dalic, che aveva cambiato fascia a Perisic. Lo scacco matto l'ha trovato Mbappé, inventando un rasoterra perfido, su appoggio di Hernandez in avanscoperta. Né ha cambiato le cose la distrazione successiva di Lloris, che ha cercato un ardito dribbling su Mandzukic, punito dal rimpallo del secondo gol croato. Kramaric, Tolisso, Fekir e Pjaca hanno avuto la soddisfazione di entrare nel tabellino della finale del Mondiale, a gloria imperitura.

UN CALCIO AL TERRORISMO - Tra le altre scene che passeranno ai posteri spicca quella dei campioni del mondo che si fanno i selfie sul prato, e quella della pioggia torrenziale che bagna tutti, inclusi il presidente francese Macron e Infantino, tranne un po' la presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovic, per cavalleria, e Putin, perché è meglio così. Però la scena più bella è stata quella di Deschamps e dei suoi ragazzi che sollevavano la coppa del mondo a Mosca, mentre la Francia scendeva in strada a festeggiare: questa della sua Nazionale è anche la vittoria contro la paura del terrorismo.                                                                                                           FONTE:LAREPUBBLICA.IT

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L'intelligenza è un insieme complesso di abilità cognitive favorite da diversi fattori: una buona "spinta" genetica, la salute prenatale, l'istruzione ricevuta, l'educazione, l'ambiente in cui si cresce, le interazioni sociali. Ma se è vero che circa il 40% delle differenze tra QI è riconducibile a fattori ereditari, scoprire quali siano esattamente i geni coinvolti si è rivelato finora un'impresa.

I PRO E I CONTRO. Ora uno studio pubblicato su Nature Genetics, basato su 14 database riguardanti oltre 250 mila individui, ha identificato 939 nuovi geni associati all'intelligenza - misurata attraverso una serie di test per sondare le abilità linguistiche, logiche e matematiche. Oltre ad aggiungere un malloppo consistente di geni alle poche decine identificate finora, la ricerca coordinata da Danielle Posthuma della Vrije University di Amsterdam ha riscontrato alcune importanti associazioni tra una predisposizione al ragionamento brillante e certe caratteristiche che riguardano la salute.

Molte delle varianti associate a una maggiore intelligenza sono state trovate negli individui più longevi e non affetti da Alzheimer, schizofrenia o deficit da iperattività - segno che questi geni potrebbero avere un ruolo protettivo contro queste condizioni. Gli stessi geni sembrerebbero tuttavia connessi anche a un maggiore rischio diautismo.

LE DUE STRADE DELL'ANSIA. Un secondo studio dello stesso gruppo di lavoro, pubblicato sempre su Nature Genetics, ha utilizzato gli stessi metodi statistici per identificare, a partire da un database su DNA e salute di 449.400 persone, oltre 500 geni che sembrano predisporre ad ansia e depressione.

Lo studio, il più esteso mai effettuato sulla genetica di questo tratto di personalità - che gli psicologi chiamano neuroticism (nevroticismo) - suggerisce che chi ha la tendenza a preoccuparsi lo faccia tendenzialmente in due modi, legati a due diverse predisposizioni genetiche. Le persone che si preoccupano molto del giudizio altrui e che sono più tendenzialmente ansiose hanno ereditato geni diversi da chi è più tendenzialmente depresso e soggetto a sbalzi di umore.

QUESTIONE DI SFUMATURE. Nessuno dei due studi implica che sia possibile dedurre i tratti di personalità di ciascuno a partire dal suo DNA: anche un gruppo di centinaia di geni avrebbe infatti un effetto "reale" ridotto. «Attualmente non possiamo ricavare predizioni attendibili per il singolo individuo - spiega Posthuma - possiamo solo dire che chi ha un particolare profilo genetico corre, per esempio, un rischio aumentato del 10% di nevroticismo».

I ricercatori hanno anche lavorato per tentare di risalire al tipo di cellule in cui questi geni sono espressi. Molti di quelli connessi all'intelligenza per esempio sono espressi da un particolare sottotipo di neuroni dei gangli della base, nuclei cerebrali profondi coinvolti nell'apprendimento, nella regolazione delle emozioni e dell'attenzione. Identificare il tipo di cellule interessato porterà a sviluppare soluzioni farmaceutiche mirate per le condizioni patologiche che questi geni potrebbero favorire.

Fonte:focus.it

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