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Любопитно

 

Istanbul è una città unica al mondo in grado di unire la cultura occidentale con quella orientale, con la sua storia, la sua tradizione e la sua immensa eredità culinaria. Da sempre città apprezzata dagli amanti del viaggio e della scoperta di nuovi luoghi, proprio grazie all’atmosfera allegra e al lato più misterioso che la caratterizza. Ma invece dei soliti consigli su cosa visitare a Istanbul, la guida si pone l’obiettivo di svelare alcune delle curiosità più particolari che avrete il piacere di osservare di persona una volta giunti in Turchia. Per poter vivere al meglio questa esperienza alternativa, però, il consiglio è quello di imparare almeno un po’ il turco prima di arrivare sfruttando ad esempio Babbel e la sua app, così da potersi relazionare in maniera più diretta con gli abitanti. A questo punto, non ci resta quindi che vedere insieme alcune curiosità su questa meravigliosa città.

La catena di ferro che chiude il Bosforo

Nel 1110 gli imperatori bizantini fecero costruire una grande catena di ferro per chiudere l’accesso al Bosforo, da sempre riconosciuto come uno dei simboli di Istanbul, e ogni anello aveva un peso di circa 20 chili. Durante il 1453, Mehmet II trovò un modo per superare la catena: spostò via terra i natanti tramite una passerella che costruì in legno e rimise le navi in mare, riuscendo quindi a conquistare la città. La catena venne costruita tra la Torre di Leandro e il quartiere Manganae, ma oggi i suoi frammenti sono presenti in diversi musei della città.

Santa Sofia, la cupola e le rune

Passiamo ora a uno dei simboli principali della città, ovvero Santa Sofia. Sede papale tra il 1204 e il 1261, a seguito della dominazione dell’Impero Ottomano divenne poi una moschea. L’edificio è posto nel punto più alto di Istanbul e la sua cupola ha un diametro di 30 metri: vista dall’esterno quindi, ha un fascino unico nel suo genere. Salendo al secondo piano è possibile trovare i mosaici, tra cui quello raffigurante Costantino e l’imperatrice Zoe che pregano Cristo. Ma non è finita qui! Se queste infatti sono cose che tutti conoscono, dovete sapere che al piano superiore, una volta dedicato alle donne, potete notare due incisioni sul marmo: “Halvdan” e “Are”. Si tratta di iscrizioni runiche che significano “mezzo danese” e “aquila”, chevennero incise da una guardia vichinga dell’imperatore bizantino. Attualmente è visitabile, ma siccome si pensa di renderla nuovamente una moschea è bene correre quanto prima a scoprirla per non lasciarsi sfuggire questa meraviglia.

Come nasce e si prepara un vero kebap

Finalmente arriviamo al cibo, e quando si parla di tradizione culinaria turca non si può non pensare subito al kebap, con la “p” finale, in quanto il termine più noto in occidente “kebab” è in realtà arabo. Il termine in turco indica unicamente la tipologia di cottura arrosto e non un cibo preciso, dunque il kebap che tutti conosciamo prende il nome di “döner kebap”, ovvero “arrosto rotante”, il simbolo dello street food turco, ormai di fama nazionale.

La sua caratteristica principale è proprio lo spiedo verticale, la tecnica dello spiedo arrosto infatti è molto antica e trova riferimenti in moltissime culture occidentali e non, ma si pensa che lo spiedo verticale fosse un’invenzione ottomana.

Tulipani e Yogurt made in Turchia

Se pensate che i tulipani siano olandesi e lo yogurt prerogativa dei greci vi sbagliate di grosso. Il tulipano ha origine proprio in Turchia, e ne è il simbolo: il termine deriva dalla parola “tulbend” che significa “turbante” e l’amore per questo fiore è così intenso che i turchi hanno creato la giornata internazionale del tulipano.

Altro simbolo della città è lo yogurt, quello denso e cremoso che tutti chiamiamo impropriamente yogurt greco. Si tratta infatti in realtà di un piatto di origine ottomana ed è la base dell’alimentazione della popolazione turca, la prima consumatrice di yogurt al mondo.

La chiesa costruita in una notte

Si tratta della chiesa di Santo Stefano dei Bulgari: secondo la leggenda il Sultano aveva acconsentito alla costruzione di una chiesa ortodossa ma solo a patto che questa fosse edificata in una notte. Avvenne nel 1871 e, per riuscire nell’impresa, si narra che i pezzi della chiesa vennero costruiti in ghisa a Vienna, trasportati lungo il Danubio, poi dal Mar Nero fino al Bosforo. Il risultato è un maestoso edifico in ghisa che splende alla luce del sole: assolutamente da non perdere!

Istanbul è una città che da sempre riesce a incantare, ecco quindi tutte le curiosità da conoscere prima di partire.

Fonte:vanillamagazine.it

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Definirlo un libro è un po’ riduttivo, chiamarlo enciclopedia è troppo enfatico. Ma di fatto “Cucinare vegano” è un bel tomo di oltre cinquecento pagine con 501 ricette della tradizione mondiale. Naturalmente vegane. Lo hanno scritto, con passione e competenza, Jean-Michel Carasso e Luisa Ghetti. Li conosco da molto tempo e so bene quanta attenzione mettono nelle cose cha fanno, quindi tra queste pagine si va sul sicuro. Le ricette sono un giro del mondo di sapori, profumi, storie e tradizioni.

 

Il libro è diviso in tre parti. Quella più consistente (382 ricette) è dedicata alla parte salata: zuppe e minestre, pasta, riso e polenta. Poi ci sono i pani (50 ricette), che sono la passione di Luisa. Infine i dolci (69 ricette). Né Jean-Michel, né Luisa sono vegani, quindi il loro è un approccio laico. Forse si potrebbe dire antropologico. E’ la curiosità che muove tutto. “Il nostro desiderio è che questo libro sia una guida per tutti – scrivono gli autori -. Un modo per accendere la curiosità e la ricerca, per non legare e limitare il cucinare a tempi, espressioni e preconcetti. Un modo per mantenere la mente aperta ad un viaggio nel gusto e nei sapori scoperti o ritrovati”.

Le ricette messe insieme con tanta pazienza fanno parte della tradizione e ancora oggi, nei rispettivi paesi, vengono preparate in famiglia. I passaggi sono chiari, la realizzazione semplice. E i prodotti si trovano ormai facilmente ovunque. Quindi non ci sono più scuse, con “Cucinare vegano” tutti possono provare a mangiare vegan e avere uno sguardo sul passato, ma soprattutto sul futuro. Il libro si acquista su Amazon, la prefazione è firmata dallo chef Igles Corelli.

Fonte: Repubblica Firenze

 

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Ieri era rimbalzata la notizia che il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-Un fosse morto. Oggi, sui social, arriverebbero delle conferme. Sul web, infatti, è iniziata a circolare un'immagine di una televisione di Hong Kong che mostrerebbe il corpo senza vita del dittatore della Corea del Nord. Dallo scatto si vede il volto del giovane leader steso e  coperto da un drappo rosso e il capo con gli occhi chiusi appoggiato a un cuscino. A rilanciare sull’avvenuta morte del presidente nordcoreano è anche Shijian Xingzou, vice direttrice di HKSTV, canale satellitare con base ad Hong Kong. Non si tratta ancora di notizie ufficiali, ma le voci continuano a rincorrersi. 

fonte:corriere dello sport


 


Sono più di 300mila le vittime in tutto il mondo e oltre 4 milioni e 400mila i casi totali da Coronavirus. Gli Stati Uniti rimangono il Paese più colpito con 1 milione e 400mila contagi. Seguono Russia, Regno Unito e Spagna. Il numero delle vittime negli Usa si sta avvicinando a quota 90mila.

Usa

 

EPA/Oliver Contreras | Il presidente Usa Donald Trump durante l’ultimo briefing sull’emergenza Coronavirus

 

Superati gli 84 mila morti negli Stati Uniti per Covid-19, mentre i casi positivi sono quasi 1.4 milioni. In un giorno i decessi sono cresciuti di 1.813, per un totale di 84.119. Secondo i dati della Johns Hopkins University i nuovi contagi sono stati circa 22 mila, per un totale di 1.390.000. E intanto crescono le richieste di sussidi di disoccupazione che, nell’ultima settimana, negli Stati Uniti sono aumentate di quasi 3 milioni (2,9 milioni). Numeri alla mano, sono 36 milioni gli americani rimasti senza lavoro in due mesi di pandemia.

Trump minaccia la rottura con la Cina

Donald Trump torna sulle presunte responsabilità della Cina nell’esplosione della pandemia e si dice «molto deluso» da come Pechino avrebbe gestito l’inizio dell’epidemia. Tanto che l’accordo sui dazi raggiunto circa cinque mesi fa sarebbe di nuovo a rischio.

Trump sceglie un manager e un generale per lo sprint al vaccino

Saranno un manager e un generale dell’esercito a guidare l’operazione Warp Speed, il programma americano per lo sviluppo del vaccino contro il Coronavirus. Il presidente Usa ha nominato a come advisor del progetto il manager e finanziere Moncef Slaoui, ex capo della divisione vaccini della Glaxo Smith Kline (Gsk), società che sta lavorando con la Sanofi e la Moderna per lo sviluppo del vaccino. Direttore operativo sarà invece il generale Gustave Perna.

Fauci non ha detto che il vaccino alimenta la pericolosità del Covid-19

Un sito pro Trump mette in bocca al dottor Fauci parole che non ha mai pronunciato. Al Senato americano non ha mai sostenuto che il vaccino possa alimentare la pericolosità del Coronavirus. Tutt’altro. Purtroppo è stato decontestualizzato il significato e riportata soltanto una frase che fa gioco a chi ancora oggi vuole screditare la ricerca del vaccino, l’unica arma letale contro il Covid-19. Fauci ha semplicemente sostenuto che la ricerca di un vaccino va fatta nei tempi giusti, senza correre, così da testarne l’efficacia e gli eventuali effetti collaterali.

Ema

 

EPA/RUNGROJ YONGRIT

 

Dall’Agenzia europea del farmaco arrivano segnali di ottimismo sulla possibilità di avere un vaccino entro un anno. Marco Cavaleri, responsabile dell’Ema per le minacce alla salute biologica e la strategia dei vaccini, ha affermato che in base ai dati sugli studi in corso «siamo in grado di vedere, se tutto procede come previsto, che alcuni di essi (vaccini) potrebbero essere pronti per l’approvazione tra un anno».

Croazia

 

EPA/ERDEM SAHIN

 

Buone notizie dalla Croazia dove da ieri non si registrano decessi per il Covid-19 mentre sono appena otto i nuovi casi nelle ultime 24 ore, come riferito dall’Unità di crisi della Protezione Civile. Una situazione che è stata definita molto buona e sotto controllo dal capo epidemiologo croato, membro dell’Unità di crisi, Krunoslav Capak.

Dall’inizio dell’epidemia sono 94 le persone decedute per il Coronavirus, circostanza che «mette la Croazia tra i Paesi con il minor numero di decessi in relazione al numero degli abitanti (quattro milioni, ndr)». I contagiati, in tutto, sono 2.221, inclusi i 1.850 guariti a fronte di 50mila tamponi. Da lunedì verranno riaperte quasi tutte le attività produttive e i servizi pubblici e privati, nel rispetto delle misure sanitarie e del distanziamento sociale. Ancora chiuse le scuole medie e superiori e gli atenei.

Oms

 

EPA/SALVATORE DI NOLFI/Mike Ryan

 

«Abbiamo un nuovo virus che entra nella popolazione umana per la prima volta e quindi è molto difficile prevedere quando riusciremo a prevalere su di esso», ha chiarito ieri in conferenza stampa Mike Ryan, a capo del programma di emergenze sanitarie dell’Oms.

«Questo virus potrebbe diventare solo un altro virus endemico nelle nostre comunità e potrebbe non scomparire mai. L’Hiv non è scomparso. Non sto confrontando le due malattie, ma penso sia importante che siamo realistici. Non credo che nessuno possa prevedere quando o se questa malattia scomparirà», ha aggiunto, spiegando che il Covid-19 potrebbe anche fondersi con altri virus che compaiono ogni anno.

Con un vaccino, «potremmo avere una possibilità di eliminare questo virus ma quel vaccino dovrà essere disponibile, dovrà essere altamente efficace, dovrà essere reso disponibile a tutti e dovremo usarlo», ha detto ancora Ryan.

America Latina

 

ANSA | Un gruppo dei 260 italiani rimpatriati da Lima cn un volo speciale organizzato dalla Farnesina

 

Si fa sempre più violento l’impatto della pandemia in America Latina, dove nell’ultimo giorno sono stati registrati 24.241 nuovi contagi, dopo i 20 mila del giorno prima. I casi in totale sono ora 423.155. In Brasile si concentrano il 45% dei contagi, 188.974, e oltre la metà dei morti, 13.149. Secondo Paese più colpito è il Perù, con 76.306 contagiati e 2.169 morti. Al terzo posto il Messico, con 40.186 casi confermati e 4.220 decessi. Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Ecuador (30.486 e 2.334), Cile (34.381 e 346), Colombia (12.930 e 509), Repubblica Dominicana (11.196 e 409), Panama (8.783 e 252) e Argentina (6.879 e 329).

Brasile

 

EPA/Joedson Alves | Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro

 

In Brasile si registra un nuovo record sui contagi giornalieri, dopo quello delle oltre 800 vittime in un giorno registrato ieri. Nel Paese sono stati registrati 11.385 casi, per un totale di 188.974. Si tratta del numero di infezioni più alto dall’inizio della pandemia, secondo il ministero della Salute brasiliano. 749 sono le vittime nelle ultime 24 ore, per un totale di 13.149. Il tasso di mortalità è salito al 7%.

Corea del Sud

 

EPA/YONHAP/Seul Sud Corea

 

La Corea del Sud ha registrato 29 nuovi casi di Coronavirus, in gran parte legati al focolaio dei locali della movida di Itaewon, a Seul. Nel complesso, i casi complessivi sono saliti a 10.991. Tra gli ultimi casi che più hanno scosso l’opinione pubblica, c’è quello del docente di 25 anni di una scuola privata di Incheon che ha contagiato due studenti e una mamma. L’uomo, contagiato dopo aver frequentato uno dei locali frequentati dal “paziente 1” di 29 anni, è finito nella bufera per aver tenuto nascosta la sua occupazione.

Cina

 

AFP | Una classe di una scuola superiore di Wuhan

 

Ci sono stati tre nuovi contagi in Cina, tutti relativi a casi interni, secondo l’ultimo bollettino della Commissione sanitaria nazionale. Le infezioni sono state registrate nelle province di Liaonling e di Jilin. Nessun nuovo decesso nelle ultime 24 ore, con le vittime rimaste a quota 4.633. 82.929 i contagi totali nel Paese.

Iran

 

EPA/ABEDIN TAHERKENAREH/Teheran, Iran

 

Sono saliti a 114.533 i casi di Coronavirus in Iran, con 1.808 contagi nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 71, per un totale di 6.854 decessi registrati dall’inizio della pandemia. I malati in terapia intensiva sono 2.757. I test complessivi effettuati ammontano a 643.772. Fonte:open.online

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Ci sarebbe la terapia e funziona, anche in breve tempo. Ce ne ha parlato il professore napoletano Giulio Tarro, allievo del grande Albert Sabin, l'inventore del vaccino contro la poliomielite. Tarro, più volte candidato al Nobel per la Medicina e insignito a dicembre 2018 del premio virologo dell'anno dall'Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo, è presidente della Commissione sulle biotecnologie della virosfera di WABT creata sotto l'egida dell’Unesco e autore di numerose ricerche presso le università statunitensi. Nel giorno del premio una sua gigantografia capeggiò in Time Square a New York, ma sui giornali italiani non se ne trovò traccia. Il professore ha più volte criticato media e presunti esperti per la gestione della pandemia da Coronavirus. Sarà per questo che non fa parte di nessuna delle decine di task force italiane?Prima c’è stato Paolo Ascierto, dell’Istituto Pascale di Napoli che ai suoi pazienti ammalati di Covid ha somministrato un potente antinfiammatorio usato proprio per l’artrite reumatoide (Tocilizumab) ottenendo risultati strabilianti anche su soggetti già intubati, ora Tarro.

Professore, quando ne usciamo?

“Dovremmo dire all’americana: ieri!”

Perché ieri?

“Perché dovremmo già esserne fuori. E tornati ad una vita abbastanza normale. Siamo nel cuore del problema. C’è la terapia e non è l’uovo di Colombo”

Ah si!? Ma come?

“Mi sto battendo per la sieroterapia che è la cosa più naturale di questo mondo. E funziona! Ci sono studi e interventi che lo dimostrano ampiamente”.

Cioè?

“Cioè curarsi con gli anticorpi dei guariti. Si iniettano nei pazienti, anche quelli attaccati al respiratore o in situazioni gravi, 200 ml di plasma, e non ci sono problemi di incompatibilità, e le persone si salvano. In 48 ore non c’è più il virus”. 

Ma chi lo dice ha pubblicato in merito degli studi scientifici?

“Io lo dico sulla base delle argomentazioni che lo possono dimostrare. C’è uno studio proprio dei cinesi che lo dimostra. Poi ho pubblicato a fine gennaio, anche io, su una rivista scientifica Usa uno studio simile e proponevo come esempio l’utilizzo di questo tipo di terapia per il virus del Medio Oriente, dove purtroppo c’era una mortalità molto più alta di questo Coronavirus”.

Ci spieghi meglio il principio di funzionamento della terapia...

“Le faccio un esempio: il discorso del vaccino qual è? Di poter poi far produrre al vaccinato gli anticorpi che lo debbono proteggere dall’eventuale virus. Con la sieroterapia gli anticorpi delle persone guarite vengono usati e introdotti nel paziente tramite il plasma”.

E cosa pensa di quello che ha fatto il professor Paolo Ascierto del Pascale di Napoli, che ai suoi pazienti ammalati di Covid, fin da subito ha somministrato un potente antinfiammatorio usato proprio per l’artrite reumatoide (il Tocilizumab) ottenendo risultati incredibili anche su soggetti già intubati?

“Si ottimo, infatti è uno dei pochi che ha fatto l’analisi giusta, ma qui con gli anticorpi siamo molto più avanti nella possibilità di cura”.

Se avessimo fatto le scelte giuste saremmo già fuori. Questo intende?

“Appunto!”

In Italia è usata?

“La sieroterapia viene attualmente usata con successo negli ospedali di Mantova, Pavia e Salerno. Ci siamo chiesti perché in Germania ci sono così pochi morti? Si sta usando sempre di più”.

Ma di recente ha parlato con il Corriere della Sera e non ha detto...

“Come no. Ho detto tutto nel dettaglio, anche spiegando la mia carriera, anche facendo capire che a Napoli c’erano gli unici che sul Coronavirus facevano la diagnosi giusta. Ma da quello che è uscito sul giornale, francamente, mi sono sentito preso in giro.”

Ah…

“Addirittura ho raccontato uno dei miei grandi successi personali, documentato, di quando con la sieroterapia ho consigliato come curare Papa Giovanni Paolo II, Papa Wojtyła, con l’interferone per bloccare il cytomegalovirus, nell’81 dopo un’infezione post attentato. Non hanno fatto menzione di nulla. Parlano di pizza e mandolino e montano delle polemichette da niente”.

Ha visto lo studio di Montagnier e Perez sul Coronavirus che sarebbe da laboratorio?

“Lui ha fatto un’analisi statistico matematica del virus. Non è un’analisi che riguarda esclusivamente la genetica del virus. Ma devo dire questo, avendo visto sia il suo studio che altri. I cinesi hanno mandato subito uno studio negli Stati Uniti ma anche altri hanno studiato il virus dal punto di vista genetico. Ci sono ad esempio studi dei tedeschi a metà gennaio e degli australiani che hanno addirittura ‘coltivato’ il virus’ nelle cellule o l’Istituto Pasteur che a fine mese è ‘uscito’ sul tema. Non c’è nulla che faccia pensare a qualcosa di fantascientifico, costruito in laboratorio. Non c’è nessuna prova sperimentale neanche di Montagnier. Niente! Il virus è un derivato dal pipistrello, presumibilmente attraverso un altro animale. Questo Coronavirus è addirittura un virus più semplice della prima Sars e ancora molto più lontano dalla seconda Sars, quella del Medio Oriente. E’ molto più vicino al pipistrello. E’ naturale. Ma ora con la sieroterapia possiamo debellarlo”.

A fine intervista abbiamo parlato con altri esperti. Alcuni di loro si riferiscono alla sieroterapia come ad una terapia empirica. Ma abbiamo verificato che negli ospedali citati dal professor Tarro la sieroterapia viene usata con successo e i pazienti si salvano. Secondo i medici che abbiamo contattato il virus effettivamente si uccide in 48 ore .

Fonte https://www.affaritaliani.it/

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